Noi
boveri Idalyani
tra finanzieri rapaci
e politici minchioni
22.11.09
- Leggo che Berlusconi è imputato in mille processi.
E mi tocca assistere al balletto
tra garantisti e giustizialisti.
Che dire? Io, per me, sullinnocenza
di Berlusconi non metterei
le mani sul fuoco. E neppure
un dito. Ma poi mi tocca leggere
di certe imputazioni che sembrano
addensarsi sul suo capo (1).
Ed allora....
Ed
allora i conti non mi tornano. Il mafioso Spatuzza si è pentito ed ha cambiato mestiere: collaboratore
di giustizia.
Fin qui fatti suoi. Ma il
pentito Spatuzza parla di
un accordo tra la Mafia (i
fratelli Graviano) e lo Stato
(Marcello DellUtri e
Silvio Berlusconi) e questo
è un affare che interessa tutti. Interessa
anche le Procure di mezza
Italia. Sì, daccordo:
lipotesi cè.
Ed è anche sconvolgente: Berlusconi e DellUtri in un primo momento
hanno fatto fare le stragi
a Cosa nostra e poi si volevano
fare accreditare allesterno
come coloro che erano stati
in grado di farle cessare (1).
Convengo
quando Spatuzza dice: Sono
le abitudini di Cosa nostra,
nella quale con le mezze frasi
si costruiscono i palazzi
(1). Ma penso che ci voglia
qualcosa di più di
qualche mezza
frase per convincere
i Magistrati in un pubblico
dibattimento. E, per quello
che trapela, non siamo neppure
alle mezze frasi.
In ogni caso, Spatuzza deporrà in aula il 4 dicembre (1) e vedremo se emergeranno affermazioni concrete oppure futile
chiacchiericcio.
E, dunque, rinviamo il giudizio.
Non senza osservare che i
Magistrati fanno il loro dovere.
E non lasciano nulla dintentato
per inchiodare Berlusconi
alle sue responsabilità.
***
Leggo
che, in questo lungo dopoguerra,
la Repubblica Italiana ha
versato nelle casse della
FIAT un oceano di soldi, soldi
pagati dai contribuenti italiani.
E che i padroni della FIAT,
con gli utili, sono cresciuti,
si sono ingranditi ed hanno
costruito impianti in tutto
il mondo. Tutto questo mi
suona strano. Ma poiché i politici che hanno elargito gli aiuti
di Stato e i padroni
della FIAT non sono mai stati
inquisiti, mi tocca convenire
che, in siffatta simbiosi
che dura da oltre 60 anni,
non è ipotizzabile
alcun fatto criminoso. Né associazione a delinquere
né mazzette
ai politici. Ed
a queste conclusioni mi adeguo.
Devo
però osservare che
tutto questo vale nella Italya
libberata. Che ha
un suo jure còndito (la legislazione vigente)
e fatica sul jure
condèndo (la legislazione che sarebbe
necessaria). Confesso che,
su queste cose, io sono ignorante.
Al punto tale di parlare di jure condìto dai liberatori del 1945 per
un jure contènto scritto per un popolo
liberato. Il classico cornuto contento.
Ignoro
quando fu scritta la Bibbia,
si dice nel 600 aC. Da allora
si sa, e tutti dovrebbero
sapere, che esistono i tempi
delle vacche grasse ed esistono i tempi delle vacche magre.
E che nei periodi di abbondanza si devono riempire
i granai per i tempi
della carestia.
Ecco: un popolo libero e sovrano,
dei politici dignitosi e dei
manager onesti non avrebbero
consentito che la Repubblica
Italiana ripianasse le perdite
della FIAT e consentisse ai
suoi proprietari di investire
allestero gli utili.
Questo ovviamente nel mio Stato ideale.
Nel quale i politici, che
hanno concesso gli aiuti di
Stato, e i manager, che sono
andati ad investire allestero
gli utili, sarebbero stati
fucilati, con fucilazione
alla schiena. Ma.....
Siamo
nella Italya libberata.
E mi tocca prendere atto di
due fatti significativi:
1.
Succede che ALCOA, una
multinazionale americana,
ha aperto uno stabilimento
in Sardegna. Questo in cambio
della promessa di avere lenergia
elettrica, a prezzo
politico. Si vorrebbero
mettere in discussione gli
accordi ed ALCOA minaccia
di chiudere lo stabilimento
della Sardegna. In proposito
i dirigenti dellALCOA
dichiarano: se
otterremo forniture elettriche
a prezzi competitivi le interruzione
verranno sospese (2).
2.
Sergio Marchionne (FIAT)
rilascia una dichiarazione
a futura memoria. E dichiara: Non si può
più pensare di difendere
tutto e tenere tutti gli stabilimenti
aperti (3).
Eppure.... Eppure in Italia
si vendono più automobili
di quante se ne producono,
segno evidente che il surplus
tra prodotto e venduto
si verifica allestero.
Eppure.... Eppure la Lancia
Ypsilon ha un suo
mercato, solo che Marchionne
vuole spostarne la produzione
dalla Sicilia alla Polonia.
Dopodiché si da a smentire,
con toni spocchiosi, le promesse
fatte ieri dal Ministro Scajola
agli operai allarmati per
il loro posto di lavoro. E
chiede: Che politica
industriale è?.
Non si può non convenire
con le regole del libero
mercato: gli
operai polacchi costano meno
degli operai siciliani.
E come dargli torto?
3.
Ci sarebbe il problema
degli ecoincentivi,
concessi per il 2009 e da
rinnovare anche per il 2010.
Ma anche, su questo, le parole
di Marchionne suonano spocchiose: Non abbiamo fatto
alcuna richiesta né
la faremo. E una scelta
di politica industriale del
Governo Berlusconi (3). E gli aiuti che la
repubblica Italiana elargisce
alla FIAT da 60 anni? Oh bella, quelli sono stati
investiti allestero.
LItalya? Si arrangi.
***
Ci
sarebbe da concludere che
la politica industriale
della ALCOA, multinazionale
statunitense, è molto
più rispettosa degli
interessi italiani della politica
industriale della
FIAT, multinazionale italiana.
Ma è tutta colpa nostra.
Incapaci di chiedere conto
alla FIAT delloceano
di soldi spesi per tenerla
in piedi e farla prosperare. Ora che FIAT prospera,
ci sputano anche in faccia.
Ma noi non abbiamo la volontà politica di mandare i carabinieri a
custodire i proprietari e
i finanzieri a sequestrare
gli impianti. Noi siamo un popolo liberato,
senza dignità, senza
orgoglio e senza futuro.
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(1)
Io, i Graviano
e i politici. Il verbale del
pentito Spatuzza
in Corriere della
Sera del 21 novembre
2009, pagina 23;
(2)
Alcoa chiude,
gli operai bloccano la fabbrica
in Corriere della
Sera del 21 novembre
2009, pagina 13;
(3)
Termini? Non possiamo
difendere tutti gli stabilimenti
in Corriere della
Sera del 21 novembre
2009, pagina 43.