Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “politica industriale” è quella cosa.....

23.11.09 - Claudio Scajola, Ministro del Governo Berlusconi, andò a Termini Imerese e, volendo rincuorare gli operai dello stabilimento FIAT, sottopose loro alcune argomentazioni che, a suo parere, indurrebbero a sperare. Vogliamo vederle assieme? Vediamole:

1. In Italia si vendono più automobili di quante se ne producono. Segno evidente che l’Italia importa automobili dall’estero;

2. La “Lancia Ypsilon”, che si fabbrica a Termini Imerese, si vende ed ha un suo mercato. Tanto è vero che la FIAT non pensa di chiudere la produzione del marchio, ma di spostarne la produzione in Polonia;

3. Il Governo ha stanziato gli “ecoincentivi” per il 2009 e conta di confermarli per il 2010. Il Governo pensa di convincere i dirigenti della FIAT a rivedere i loro programmi su Termini Imerese.

Pensavo che le argomentazioni di Scajola fossero convincenti. E tali da convincere anche i dirigenti della FIAT. Ed invece..... Ed invece Sergio Marchionne (FIAT) dichiara: “Non si può più pensare di difendere tutto e tenere tutti gli stabilimenti aperti” (1). Dopodiché chiede con sussiego: “Che politica industriale è?” (1). Io non so, ma mi tocca prendere atto che, sullo stesso argomento, interviene Luca Cordero Montezemolo, presidente della FIAT (2). Che “parla della grande impotenza del Paese reale che da anni assiste all’enorme distanza o, peggio, al vuoto della politica” (2).

Io concordo con le affermazioni di Montezemolo. E difatti da 60 anni la “politica” dà sovvenzioni alla FIAT; mentre i “proprietari della FIAT”, con gli utili, sono andati a costruire stabilimenti fuori dai confini nazionali. E, malgrado in Italia si vendono più automobili di quante se ne costruiscono, i proprietari della FIAT vorrebbero spostare altri stabilimenti dall’Italia all’estero.

***

E mi pongo anch’io la domanda: Che politica industriale è codesta?”. Ma non porrei la domanda alla “politica”, ma alla “magistratura”. Solo che, giunto a questo punto, mi tocca prendere atto della realtà. E, difatti a dire dei “giustizialisti”, i magistrati sono tutti intenti ad applicare le “leggi vigenti”. E, su questo punto, mi tocca chiedermi, senza ricevere risposta alcuna, se le leggi vigenti siano “jure còndito” nell’interesse degli Italiani oppure “jure condìto” dai liberatori del 1945. Né mi conforta il fatto che i “garantisti” spiegano che i Magistrati sono, nella stragrante maggioranza, intenti ad applicare le leggi. Salvo una piccola frangia impegnata a tempo pieno ad inquisire Berlusconi.

Insomma: su più di 10.000 magistrati non si trova un magistrato, un solo magistrato, che mandi i carabinieri ad arrestare i proprietari della FIAT e i finanzieri a sequestrare gli stabilimenti FIAT. Ed a chiedere conto e ragione del fatto che avendo i contribuenti italiani dato alla FIAT incentivi per migliaia di miliardi, costoro sono andati a costruire gli stabilimenti fuori dai confini nazionali. Tra tanti magistrati “indipendenti” e alcune “toghe rosse”, manca un magistrato, un solo magistrato, “nazifascista”. E dire che ce ne sarebbe bisogno.

**********************

(1) “Termini? Non possiamo difendere tutti gli stabilimenti” in “Corriere della Sera” del 21 novembre 2009, pagina 43;

(2) “Montezemolo: dov’è la politica industriale? E Scajola: memoria corta” in “Corriere della Sera” del 22 novembre 2009, pagina 5.


 
 

Scrivono per Voi







Aiutaci
Grazie !