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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Spatuzza, che santo! Somiglia tanto a “San Firticchiu”

27.11. 09 -Ho scritto e ribadisco: io su Silvio Berlusconi e sulla sua innocenza non rischierei neppure un dito. E perché dovrei? Io sono un “becero fascista”, idealmente asserragliato a difesa della “Cancelleria di Berlino”. Niente a che spartire, dunque, con Gianfranco Fini che, dal 1993 al 2009, succhia alle mammelle del “puttanone che fa il puttaniere”. Salvo, recentemente, ad uscirsene con la barzelletta che “la moglie di Cesare deve essere al di sopra di qualsiasi sospetto”. Non senza convenire che, se si vuole avere successo, si devono fare mille capriole. E, dunque, onore a Giangiuda Kippà e alle sue acrobazie dialettiche.

Se difendo Berlusconi, è per “fatto personale”. Recentemente mi sono imbattuto in uno strano Tizio che, sostenendo di essere portatore di “notizie esplosive”, invece di andarle a deporre in grembo a qualche magistrato inquirente, me ne chiedeva, e chiedeva reiteratamente, conto e ragione. E pubblicamente. Intendendo assegnarmi una qualche parte nella sua recita. E scusate se non ho ben capito se, nella fattispecie, si trattava di “storia”, di “tragedia”, di “commedia” oppure di volgarissima “farsa”.

Orbene, io leggo male e scrivo peggio. Ragione per cui, vedendomi tirare in ballo in questioni senza capo e senza cosa, l’ho più volte inviato a quel paese. Non avevo fatto i conti con il Tizio che mi sparò addosso 3 querele, una richiesta di risarcimento danni, ed una costituzione di parte civile per altro risarcimento danni. Né con alcuni magistrati di questa Repubblica che trovano normale che quel Tizio mi chieda conto e ragione di delitti dei quali non ho nozione alcuna, ma trovano riprovevole che io reagisca dandogli del “cornuto”. Ma, si sa, la Giustizia è cieca. Ed anche i magistrati sbagliano.

***

Ho letto che, nel processo a Marcello Dell’Utri, è stata chiesta l’audizione del “pentito di mafia” Gaspare Spatuzza: l’udienza è fissata per il 4 dicembre 2009. Ho letto e mi sono detto: “Vediamo cosa salta fuori”.

Solo che poi ho visto pubblicate le “confidenze” che Spatuzza farebbe ai magistrati e che i giornali riprendono a piena pagina. Così, senza contraddittorio. Ed allora mi sono chiesto: “Qual’è la logica?”. Intendo: Spatuzza può dire quello che vuole, ma dove sono i riscontri oggettivi? Dov’è il contraddittorio? Mah!

Finalmente un articolo che chiarisce tutta la “faccenda” (1). Spatuzza è un mafioso, ha commesso orribili delitti ed è stato condannato all’ergastolo con “carcere duro”. Poi si è pentito. E, ad attestarlo, ci sono le dichiarazioni dei Cappellani, un corso di “Teologia” e una risposta della Santa Sede ad una sua lettera, quel tipo di risposta, stampata in tipografia, che non si nega a nessuno (1).

Insomma Spatuzza è diventato un “sant’uomo”. Che sogna il suo futuro: “Una vita permanente all’interno di un monastero dove poter pregare, lavorare e meditare sulla sua vita, senza tralasciare la possibilità di poter operare proprio nella terra natale, proseguendo l’opera di don Puglisi attraverso il contatto con i giovani” (1). Nessuna meraviglia. Negli “Atti degli Apostoli” sta scritto che Gesù liberò San Pietro rinchiuso in carcere e lo mandò in giro a “predicare al mondo”. Spatuzza conta di scampare dall’ergastolo con carcere duro e tornare libero. Libero “nella sua terra” e “tra i giovani”.

Speriamo che l’udienza del 4 dicembre 2009 vada bene e che, in Tribunale, non ci siano dei “miscredenti” che rifiutano di credere alla sua “conversione” e alle sue “rivelazioni”. Ne va della “vita futura” di un mafioso condannato per orribili delitti. Poi si è pentito; ma, invece di confessarsi con Dio, si confessa coi magistrati e compare, con le sue rivelazioni, sui giornali. A me questo Spatuzza fa tanta tenerezza. E mi rammenta “San Firticchiu”, quel tale santo che guardava in cielo e si godeva lo “sticchiu”. E, poiché lo sticchiu dovrebbero fornirlo Dell’Utri E Berlusconi, speriamo che costoro non se ne escano con delle “ingiurie” al “sant’uomo”.

Io, per me, non ci credo: non credo in Berlusconi e non credo in Spatuzza (nella doppia versione di mafioso e di pentito). E, da un certo tempo, ho imparato a diffidare della “giustizia” che si amministra in questo strano paese.

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(1) “La conversione di Spatuzza: superati sei esami di teologia” in “Corriere della Sera” del 27 novembre 2009, pagina 9.



 
 

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