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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fini è “amicu di tutti, fidili cu nuddu

02.12.09 - Grande, grandissimo uomo Gianfranco Fini. Del quale ho sempre detto “furbo”, ma “non intelligente”. Volendo significare: Fini è un ometto senza idee, senza fedeltà, senza onore. Ha fatto strada sposando le idee altrui fino a quando gli assicuravano il successo ed abbandonandole quando raggiungeva il risultato.

Machiavelli sostiene che il successo dipenda per metà dalla “virtù” e per metà dalla “fortuna”. Nel caso di Fini la fortuna sopravanza sulla virtù. E difatti Almirante, che lo impose al MSI, morì giusto in tempo per non vedere la triste riuscita del suo “pupillo”; a “Donna Assunta” Almirante, che gli consegnò le “truppe cammellate” del defunto marito, non restò poi che lagnarsi per la “fiducia tradita”.

Poi è arrivato Berlusconi che lo “sdoganò”. Solo che Berlusconi dopo averlo sdoganato, dopo averlo portato ai vertici della Repubblica, non muore (come Almirante) e non si fa da parte (come Donna Assunta). Se Fini fosse stato “intelligente”, avrebbe “segnato il passo”, in attesa del “tempo che è galantuomo”. Ma, poiché Fini è un “furbo non intelligente”, ha cominciato a dare segnali d’impazienza. E si è dato a trescare con tutti i nemici di Berlusconi. Fino all’infortunio.

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Con tutta probabilità Fini, per un “colloquio privato” rubatogli e reso pubblico, è stato vittima di un “trappolone”. Ma è un trappolone nel quale poteva cadere solo lo “ometto Fini”. E difatti, nel momento che il PdL, tutto il PdL compreso Fini, sostengono che “Berlusconi è vittima di una persecuzione giudiziaria”; Fini sostiene, in colloqui privati, che “Berlusconi confonde il consenso popolare con una sorta di impunità” (1). Ed è inutile che il suo portavoce si affanni a dire che c’è “coerenza” tra quello che Fini dichiara in pubblico e in privato.

A smentirlo meglio, mi avvalgo di una buona vecchia regola del “latino”. In lingua latina esiste la espressione “timeo ut” (spero che succeda) e “timeo ne” (spero che non succeda). Rileggetevi le dichiarazioni di Fini sul “pentito Spatuzza”. E ponetevi il quesito: Fini spera che la “bomba atomica” cada sulla testa di Berlusconi oppure non ci spera? Ecco: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza può aprire scenari.... Speriamo con uno scrupolo tale da....” (2). Insomma: Fini spera che Spatuzza sia, e risulti, attendibile e che la “bomba atomica” cada sulla testa di Berlusconi. Succederà? Non succederà? Staremo a vedere.

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Io, modestamente, non sono Fini. Sono solo un povero piccolo uomo. E non sono mai andato appresso a Berlusconi né conto di farlo. E, dunque, prima che Spatuzza dichiari, vi anticipo le mie impressioni.

Io penso che Berlusconi (ed altri imprenditori del Nord) abbiano disatteso mille regole del vivere civile. E, probabilmente, Berlusconi è colpevole nei suoi molteplici processi. Solo mi chiedo: “Solo Berlusconi? E gli altri? Tanto per dire: e la FIAT degli Agnelli/Elkann/Marchionne? E Carlo De Benedetti?”. E concludo: “Persecuzione giudiziaria? Mah!”.

Poi viene il capitolo “Mafia”. Se si affermasse che Berlusconi, come mille altri imprenditori, si è assoggettato a pagare il “pizzo”, concluderei che l’accusa è verosimile. Ma saremmo in presenza di un “malcostume diffuso” non di un “reato”.

Concorso esterno alla Mafia? Ci vogliono le prove. Ma io concedo che Berlusconi, pur di concludere un qualche buon affare, non si sia curato con “chi” lo concludeva. Ritengo possibile un qualche fatto. Possibile, ma tutto da dimostrare.

Accordi organici con la Mafia? Mah! Comincio a sentire il “fumus persecutionis”. Ma andiamo a vederne i risvolti:

1. La “pista Ciancimino” ha una sua credibilità. E difatti Ciancimino esibisce dei documenti, narra dei fatti e fa dei nomi precisi: Caio e Tizio contattarono mio padre proponendo un accordo. In questa versione “la Mafia mette le bombe” ed alcuni “politici” propongono una tregua. Chi sono questi politici è da chiarire.

2. La “pista Spatuzza”, almeno per quello che è trapelato sulla stampa, è un cumulo di “ciance futili”. Basate su delle “confidenze” che altri gli avrebbero fatte. Parole, solo parole e niente fatti.

3. Particolare sconcertante: mentre nella “pista Ciancimino” si dice che la Mafia avrebbe messo le bombe; nella “pista Spatuzza” si dice che “la Mafia ha messo le bombe su richiesta di Berlusconi”. E questa affermazione dipinge Berlusconi simile a “Domineddio”. Difatti solo Domineddio poteva sapere, ai tempi, che in Italia si sarebbe creato un “vuoto politico”. E che detto vuoto sarebbe stato occupato da Berlusconi.

Ecco: a me pare che la “pista Spatuzza” sia una grossa bufala. Tipica di chi, volendo troppo, non otterrà nulla. Perché, esagerando, rende incredibili anche le cose che sarebbero credibili. C’è da aggiungere che Spatuzza si è convertito. E da “criminale mafioso” si è fatto un “sant’uomo”. Io non so come sono fatti gli uomini santi. So solo che, se io fossi condannato all’ergastolo con carcere duro, pur di scamparne mi darei a confidare che “Tigellino mi ha confidato che, nel 64 d.C. ha incendiato Roma su ordine di Berlusconi”.

Resta, in ogni caso un quesito. Un quesito che Fini, che si proclama “super partes”, non scioglie. Il quesito: è giusto che un “politico che sbaglia” si sottometta al giudizio della Magistratura, ma.... Ma, quando sbaglia un magistrato, chi provvede a punirlo? La Casta? Su questo Fini non si pronuncia. Il perché ve lo spiego io. In lingua latina si dice: “SUPER PARTES”, ma in dialetto siciliano si dice: “amicu di tutti e fidili cu nuddu”. Che, tradotto, suona, “amico di tutti, ma fedele a nessuno”.

Fini? E un finiano di ferro. E, diciamolo pure, galleggia bene. Almeno finora.


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(1) “Spatuzza può aprire scenari......” in “LA SICILIA” del 2 dicembre 2009, pagina 10.



 
 

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