Le “notizie” sono “indipendenti” oppure “dipendenti”? E da chi dipendono?
05.12.09 - Il PdL sostiene che “Berlusconi è vittima di una persecuzione giudiziaria”. Ed anche Fini ha dichiarato più volte che, a suo parere, “Berlusconi è innocente”. Se fosse convinto diversamente, come giustificherebbe una “alleanza” che parte dal 1993 ed arriva ai nostri giorni? Fin qui tutto bene. Tutto bene se non fosse stato sbugiardato da sue dichiarazioni private nelle quali afferma che “Berlusconi confonde il suffragio popolare con l’immunità giudiziaria”.
A suo dire saremmo nel caso classico nel quale c’è “coerenza” tra “vizi privati” e “pubbliche virtù”. E, volendo ribadire la sua proverbiale coerenza, dichiara: l’indipendenza dei magistrati “continua a rappresentare la vera garanzia per la tenuta dell’ordinamento democratico” (1). Fin qui Fini “scopre l’acqua calda”. Dopodiché Fini “scopre l’acqua gelida”, affermando che “la stragrande maggioranza svolge il proprio lavoro con zelo ed onesta” (1).
Solo che scopre l’acqua gelata e ritrae subito la mano. In Italia nessuno si sogna di negare che la stragrande maggioranza dei magistrati “svolge il proprio lavoro con zelo ed onestà”. Il problema nasce quando “ pochi lavorano senza zelo”. E qualcuno, addirittura, “senza onestà”. Da tanto tempo si parla di fissare una qualche regola volta a fissare la “responsabilità” di “quei pochi magistrati che sbagliano”. Ma su questo il “sempre coerente” Fini sorvola. Sorvolo anch’io. Tanto la tenuta del PdL è affidata alle “spalle” di Berlusconi, non certo alla “proverbiale coerenza” di Fini.
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Venendo a Berlusconi, e sorvolando sulle sue vicende giudiziarie, mi tocca confessarvi che io sono “più confuso che persuaso”. E ve ne spiego i motivi:
1. Obama decide di inviare altri 30.000 soldati in Afganistan e chiede agli alleati della NATO di contribuire con altri 10.000 soldati. Francia e Germania si riservano una risposta, ma l’Italia risponde subito di “Sì”. E promette 1.000 soldati. Più di qualsiasi altro paese membro (2);
2. Nel vertice annuale, tenuto a Roma, Italia e Russia hanno confermato i loro buoni rapporti ed hanno concluso 19 accordi commerciali di notevole interesse (3). Tra le proteste delle “anime candide” nostrane (Bonino, Casini, Fassino) che trovano sconveniente che Berlusconi tenga buoni rapporti con “dittatori impresentabili” (Gheddafi, Lukascenko, Putin). Obama, invece, può portare avanti il “progetto G2” tra Cina e Russia. E’ notorio che in Cina non ci stanno dittatori impresentabili.
3. Potrei trarre le conclusioni. Ma rischierei di apparire come il solito “fascista becero”. Preferisco, invece, sottoporvi le impressioni di Franco Venturini (4). Scrive Venturini che i parlamentari italiani, votando le missioni all’estero, hanno dato “prova di maturità”. Ed aggiunge 2 considerazioni:
a. “L’Italia che non esita a dire sì ad Obama intende evidentemente dare nuovo vigore all’amicizia con gli USA” (4);
b. “Washington preferirebbe vedere Roma più impegnata nel contenere la dipendenza europea dal gas russo e preferirebbe anche evitare troppi elogi a Lukascenko” (4).
Non vi pare di essere tornati al 25 luglio 1943? Con Berlusconi che rassicura gli “alleati Yankees” che la “guerra continua”, mentre intensifica i rapporti commerciali con la Russia? I Tedeschi, nel 1943, invasero l’Italia. Oggi gli USA non invaderanno l’Italia, ma...... Ma potrebbero servirsi della Mafia. Se ne servirono nel 1943 per liberare l’Italia dal Fascismo. Perché non servirsene nel 2009 per liberare l’Italia da Berlusconi?
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Mi si potrebbe obiettare: “parole in libertà”. Converrei, ma vi sottoporrei altre notizie:
1. “E’ il tempo di dire addio”. L’Economist, oggi in edicola, scrive in un editoriale che Berlusconi “dovrebbe andarsene” perché “la sua carriera politica è al limite”, per le “nuove accuse che vengono fatte su connessioni del passato con la mafia” (5);
2. Replica Margherita Boniver: “Da anni leggo l’Economist e noto l’instancabile coerenza nel chiedere per l’ennesima volta le dimissioni di Berlusconi” (5).
Come finirà? Io non so. Ma tra Berlusconi, il “puttanone che fa il puttaniere”, e Fini, il pappone che ha succhiato alle mammelle di Giorgio Almirante e Donna Assunta per poi rinnegarli;il pappone che succhia alle mammelle di Berlusconi per irriderlo dietro le spalle, io auguro ogni fortuna a Berlusconi.
Non senza lagnarmi che, da parte nostra, non vedo “bandiere al vento”. Ma questa è stata ed è colpa nostra. Altro non dico.
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(1) “L’indipendenza dei magistrati garanzia per la democrazia” in “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2009, pagina 9;
(2) “Afganistan, mille rinforzi e un orizzonte per il ritiro” in “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2009, 2;
(3) “ALITALIA si allea con AEROFLOT” in “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2009, pagina 37;
(4) “Una prova di maturità” in “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2009, pagina 1;
(5) “L’Economist: il premier dica addio” in “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2009, pagina 8.