Il “No Berlusconi Day”? Segno dei tempi
06.12.09 - Io non intendo impiccarmi all’albero del “Berlusconi è innocente”. Né intendo mettere il capo sotto la mannaia del “Berlusconi è colpevole”. Mi tocca però notare un certo accanimento. E in questo mi conforta Eugenio Scalfari. Che, in una lunga filippica nella quale si sostiene la “colpevolezza” di Berlusconi e le “benemerenze” della Magistratura, deve pure ammettere: “Quasi mai i partiti sono lo Stato e di rado lo sono i governi. Perfino la magistratura talvolta non si identifica con lo Stato” (1). Solo che.... Solo che sui “singoli” (dei partiti e dei governi) vegliano i magistrati, ma chi veglia sui “singoli” tra i magistrati? Scalfari non lo dice.
Tanto per dire, la messa in scena del “pentito Spatuzza”. Spatuzza dichiara: “I Graviano mi hanno detto”. Ignoro, mentre scrivo, cosa diranno i Graviano. Ma, ammesso che costoro confermino le “rivelazioni” di Spatuzza, dove sono i riscontri?
Niente di niente. E, allora, mi chiedo: “Era il caso di inserire nel processo a carico di Dell’Utri le rivelazioni senza riscontro di Spatuzza (e dei Graviano)? Non era meglio concludere il processo a Dell’Utri ed avviare una nuova indagine sulle rivelazioni di Spatuzza (e dei Graviano)?”. Io non so. Ma noto che questa mia opinione è confortata dal parere di Pietro Grasso, il procuratore nazionale antimafia, che dichiara: “In realtà strano è un aggettivo che mi è stato attribuito, io ho detto inusuale. Sì, è inusuale che le dichiarazioni di un pentito entrino in un processo nonostante debbano ancora essere verificate” (2). Sui fatti anche Violante esprime forti perplessità (3).
Insomma: si è programmata un’udienza con tanto clamore, le accuse di Spatuzza hanno fatto il giro del mondo, ma non sappiamo se dette accuse hanno una qualche consistenza. Conclusione: è certo che le parole di Spatuzza hanno causato all’Italia un danno d’immagine, ma ignoriamo se le sue parole troveranno conferma nei dibattiti processuali. Non si poteva far meglio.
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Il 4 dicembre 2009 ha dichiarato Spatuzza, il 5 dicembre 2009 sfila il “popolo NO Berlusconi Day”. E, mentre il “popolo” invita Berlusconi a dimettersi, Tonino Di Pietro dichiara: “Mandiamo via un governo mafioso e fascista” (4). E tutti a lodare la “rivolta dei giovani” e la “democrazia che sale dal basso”.
Scusate, ma a me costoro paiono tante scimmie ammaestrate che recitano a soggetto. In un rigurgito di imitazione collettiva. No, io non mi sogno di difendere Berlusconi, il suo governo e la sua maggioranza. Mi limito ad osservare:
1. In Italia ci stanno 113 basi militari USA. E Berlusconi sta portando avanti il raddoppio della base di Vicenza e di Sigonella;
2. Abbiamo inviato all’estero più di 10.000 soldati. E Berlusconi conta di aumentarli;
3. Abbiamo un’enorme debito pubblico, ma le azioni della Banca d’Italia (con le sue riserve) sono finite nelle mani di alcuni privati. Con Tremonti che denuncia l’anomalia, ma non interviene.
Eppure..... Eppure, in presenza di queste anomalie certe e sicure, visibili ad occhio nudo, nessuno protesta. Ma in tanti protestano su cose che, anche se vere, sono tutte da dimostrare. A riprova che la sinistra, questa sinistra, è inguaribilmente scema. Una sinistra cretinamente antifascista. Che, perso il padrone sovietico, si è assoggettata al padrone yankee.
“Giovani in rivolta”? “Democrazia che sale dal basso”? Ma non fatemi ridere: se il ridicolo uccidesse, sarebbero tutti morti.
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(1) “Perché Cosa Nostra fa la guerra al Cavaliere” in “la Repubblica” del 6 dicembre 2009, pagina 1;
(2) “Da verificare le parole di Spatuzza, ma nel processo bisognava fare in fretta” in “la Repubblica” del 6 dicembre 2009, pagina 6;
(3) “Violante: le accuse al premier e a Dell’Utri? Verifiche, non basterebbe il sì dei Graviano” in “Corriere della Sera” del 6 dicembre 2009, pagina 5;
(4) “L’onda viola del No B Day: Berlusconi se ne vada” in “Corriere della sera” del 6 dicembre 2009, pagina 6.