Metamorfosi italyane:
se le “pecorelle” si fanno “pecoroni”, gli “Agnelli/Elkann” si fanno “lupi rapaci”
09.12.09 -
In Italya immatricoliamo, mediamente, 2 milioni di automobili all’anno, ma ne produciamo solo 600 mila. Grazie alla FIAT che, nel corso dei decenni, ha “socializzato le perdite” (addossandole ai contribuenti italiani) e “privatizzato gli utili” (investendoli all’estero). Recentemente, ai vertici FIAT, è arrivato “Marchionne il genio”. E le cose vanno di male in peggio.
Innanzitutto, una constatazione di fatto. Il “mercato”, il sempre mitico mercato, ha condannato le case automobilistiche che producono automobili di grossa cilindrata (a parte il costo, consumano molta benzina) e premiato le case automobilistiche che producono automobili di piccola cilindrata (minori costi e minore consumi di benzina). E allora cosa fa “Marchionne il genio”? Avendo nei cassetti dei “progetti di piccole cilindrate” va a implementarli in una industria automobilistica statunitense (la Krysler) ricavandone in cambio delle “azioni”. E pazienza se i “brevetti” erano il frutto degli investimenti dello Stato (che ha sempre guardato alla FIAT come ad una “industria nazionale”) e delle maestranze italiane (per via dei bassi stipendi), mentre le “azioni” vanno tutte a beneficio degli Agnelli/Elkann. A noi Italyani, che abbiamo perso la guerra e siamo stati liberati, conviene accondiscendere alle “volontà superiori”.
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Reduce da una “operazione finanziaria” tanto brillante, il nostro “Marchionne genio” se ne inventa un’altra: trasferire la produzione della “Lancia Ypsilon” dalla Sicilia alla Polonia. A suo dire, ci sarebbero “esigenze del mercato”. Ed è qui che “Marchionne genio” mostra le corna e la coda. E ve ne spiego il perché.
Volendo affrontare la questione da un punto di vista puramente mercatista, scordiamoci che “gli Italiani siamo una comunità” e, dunque, pisciamo pure sulla testa delle 3 mila famiglie che a Termini Imerese perderanno il lavoro e il relativo reddito. Scordiamoci pure che la Repubblica Italiana è uno Stato, “struttura giuridica di un certo popolo insediato su un determinato territorio”, come si dice nei vecchi libri di Diritto Costituzionale.
Ammettiamo pure che “questa Italya è una democrazia antifascista nata dalla resistenza”, ma.... Ma i conti non mi tornano lo stesso. Potrei ipotizzare una gigantesca ruberia a danno degli italiani e a beneficio di alcuni “apolidi”. Ma su questo mi conforta il fatto che nessun magistrato di questa Repubblica ha avviato una qualche inchiesta sulle migliaia di miliardi concessi, in varia forma, alla FIAT e coi quali FIAT è andata a costruirsi i suoi stabilimenti all’estero. Segno evidente che, in queste cose, non c’è “reato”. Pare che i reati se li sia accaparrati tutti Berlusconi (il solito profittatore!); mentre gli altri ne sarebbero immuni. E allora....
E allora, tiremm innanz! E dedichiamoci al “libero mercato”, l’idolo degli idoli. Un popolo vive di “commercio”: prospera se se le “esportazioni” superano le “importazioni”, deperisce se le importazioni superano le esportazioni. Gli USA, tanto per dire, sono nella merda perché le importazioni superano le esportazioni; la Cina, invece, prospera perché le sue esportazioni superano le importazioni. Posto questo principio da “libero mercato” sapete dirmi la logica di incentivare la vendita delle automobili se in Italia si producono 600 mila dei 2 milioni di automobili che si immatricolano? Con tutta evidenza, gli “ecoincentivi” servono a finanziare le industrie estere e a dare lavoro agli operai stranieri. Con grandi utili per la FIAT che vende in Italya le automobili fabbricate in Polonia.
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Dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, i Sindacati avevano proposto: “Non concedere più incentivi se non ci fossero stati precisi impegni della FIAT”. E pareva che il Governo fosse per una “linea di fermezza”. Poi deve essere intervenuta una qualche “potenza oscura” (Jahvé?). E difatti.....
E difatti Scajola promette gli ecoincentivi anche per il 2010 (1). Mentre Marchionne promette sfracelli. Non mi credete? Leggete: “E l’Italia? Il manager italo/canadese non ha parlato di Termini Imerese né del ministro Scajola, ma ha spiegato che, se potesse scegliere oggi in base a criteri di ottimizzazione del risultato industriale, non costruirebbe nessuno stabilimento della Fiat nei siti utilizzati attualmente” (2). E riteniamoci fortunati: non ha rifiutato gli ecoincentivi per il 2010. Gli ecoincentivi, pagati dagli Italyani, sono un dono di Jahvé. E agli Agnelli/Elkann spettano di diritto.
E poi vengono a cianciarci della “Italya” come la “patria degli Italyani”.
Che burloni!
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(1) “Bonus auto, pc e lavatrici, la proroga da gennaio” in “Corriere della Sera” dell’8 dicembre 2009, pagina 3;
(2) “Auto, l’Europa segua il modello USA” in “Corriere della Sera” dell’8 dicembre 2009, pagina 33.