E, mentre “Gianfranco” consiglia “Silvio”,
Gianni Letta rappresenta Berlusconi
16.12.09 -
A volte succede che il “destino cinico e baro” metta la coda nelle faccende umane. Ed allora sono dolori. Nel senso che tutto va storto. Prendete Gianfranco Fini, considerate il suo curriculum che lo fa un Talleyrand redivivo: fascista, postfascista, sionista, antifascista, amico di Berlusconi, compare di Berlusconi, cofondatore con Berlusconi, delfino di Berlusconi. Poi Fini capisce che Berlusconi “non vuole morire” e “non vuole abdicare a suo favore”. Ed allora comincia la “fronda”. Il resto è cronistoria.
Berlusconi, il 13 dicembre 2009, viene ferito da uno “squilibrato” e “Gianfranco” corre al capezzale di “Silvio”. Nel corso dell’incontro, a quanto dicono i giornali, i due si scambiano “segnali di pace”. Ignoro se hanno fumato il “calumet”; ma mi tocca prendere atto che la politica ha le sue esigenze. Sì, è vero che Berlusconi emette una nota nella quale si afferma che “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” (1). Ma, mentre Silvio intendeva “vincerò”, Gianfranco intendeva “Silvio si arrende a Gianfranco”.
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Dopo l’aggressione, subita da Berlusconi, Napolitano ha lanciato una serie di messaggi volti a “rasserenare il clima” e a “disarmare gli opposti estremismi”. Messaggi alati. Ma, appunto per questo, messaggi fuori dalla realtà. E difatti la “contesa” tra i due schieramenti è surreale, un “gioco degli equivoci”: il centrodestra accusa che “a sinistra ci stanno i comunisti” mentre il centrosinistra accusa Berlusconi di essere “fascista” e “mafioso”. Forse sarebbe stato utile invitare tutti quanti a non dire buffonate. E affermare che, tra i parlamentari di questa Repubblica, non ci sono comunisti, fascisti e mafiosi. Ma “giudeoamericani”, divisi in due tronconi da rivalità politiche e da interessi poco confessabili. Invece......
Invece quelli del PdL accusano taluni dell’opposizione di avere “seminato odio” e taluni dell’opposizione ribaltano su Berlusconi l’accusa di avere “avvelenato i pozzi”. Una gazzarra indegna. Sulla quale Fini interviene pesantemente; ma poi.... Gianfranco telefona a Silvio per segnalargli che i suoi falchi non hanno bene inteso i suoi ordini (2). Poi volta pagina e gli tocca leggere che “al timone c’è Gianni Letta” (3). Già: sarà Gianni Letta, il taciturno Letta, a rappresentare Berlusconi durante la sua forzata assenza.
E Fini? Il sempre garrulo Fini? Si attacchi al tram, Fini! E ripassi per la prossima puntata. Perché il teatrino continua.
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(1) “Il messaggio ai fan” in “Corriere della Sera” del 16 dicembre 2009, pagina 2;
(2) “Fini: Silvio fermi i falchi, lo stanno danneggiando” in “Corriere della Sera” del 16 dicembre 2009, pagina 1;
(3) “A rischio la conferenza sul bilancio di fine anno. Al timone c’è Letta” in “Corriere della Sera” del 16 dicembre 2009, pagina 3.