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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Mario Draghi è uno e trino: il “filantropo”, lo “scemo”, il “rapace

20.12.09 -Leggo, ma non mi convinco. Ragione per cui, messa sottobraccio la mazzetta dei giornali, vado a trovare Jachinu, lo scemo del mio paese.

A cui esterno i miei dubbi: “Vedi, oggi mi tocca leggere di Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, che si dice preoccupato per gli Italiani che perdono il lavoro e si dichiara solidale con essi” (1). E Jachinu mi chiede: “Scusa, tu che hai da obiettare? Sei forse un codino reazionario che non vuole dare le giuste tutele ai lavoratori”?

Replico: “Figurati. Io sostengo addirittura che le maestranze debbano partecipare agli utili e ai progetti delle aziende. Ma mi meraviglia che a fare discorsi di sostengo agli operai sia Mario Draghi, un banchiere sostenitore dei banchieri. Quando mai i banchieri si sono detti sostenitori delle classi meno abbienti”? Jachinu sorride e risponde: “Forse non hai riflettuto sulla cosa. Draghi propone allo Stato di farsi carico degli operai in difficoltà. E quindi Draghi ci mette le buone proposte, toccherebbe poi allo Stato metterci i soldi”.

Senti, io questo lo avevo capito. Solo mi chiedo dove prende i soldi lo Stato”. Replico, ma Jachinu controreplica: “Oh, bella! La BCE stampa gli Euro in tipografia, dà gli Euro ai banchieri a vilissimo interesse e costoro prestano gli Euro allo Stato ad interessi di mercato”. Osservo: “Ma allora i banchieri vorrebbero speculare sulla crisi per impinguare i loro profitti. Ma allora Draghi, fingendo di sostenere gli operai, vuole aiutare i banchieri”. E Jachinu controreplica: “Draghi è espressione della Banca e dei Banchieri. Credevi forse che facesse della filantropia? La sua è la filantropia del rapace”.

Reagisco: “Draghi sarà anche un rapace che fa gli interessi dei rapaci. Ma una cosa giusta la dice: in Italia la disoccupazione aumenta e la gente è alla disperazione”. E Jachinu sornione: “Embé?”.Continuo: “Tu dici che Draghi è un rapace, a me sembra uno scemo. E, difatti, dice che in Italia c’è la crisi occupazionale. Ma, in tante occasioni, Draghi ha detto che gli immigrati sono una ricchezza per il nostro Paese. Mi chiedo: se in Italia c’è disoccupazione, perché importare immigrati?”. Jachinu scuote la testa, poi risponde: “Sei il solito superficiale. Draghi è un rapace che, a seconda delle circostanze, si presenta con la faccia del filantropo e con la faccia dello scemo. E difatti.... Vero che in Italia c’è la disoccupazione, vero è che la venuta di tanti stranieri aumenta il problema; ma tutto questo serve a deprimere il mercato del lavoro. A beneficio dei redditieri e a scapito dei poveri. E dunque Draghi è coerente con se stesso”.

Mi dispero: “Ma possibile che costui si presenti con tante maschere? Possibile che non mostri mai la sua faccia?”. Jachinu replica: “Hai torto marcio. Quando Tremonti, il Ministro dell’Economia, propose di nazionalizzare le azioni della Banca d’Italia finite nelle mani di privati, Draghi fece fuoco e fiamme. Perché, rapace com’è, trova giusto che il “debito pubblico” sia degli Italiani, mentre l’oro e le riserve della Banca d’Italia siano dei banchieri privati”.

Sconfortato dico: “Ma possibile che i politici, i giornalisti e i commentatori non si accorgano dell’imbroglio”? E Jachinu risponde: “E che vorresti? Che gli USA, dopo averci liberato nel 1945, tornino a liberarci una seconda volta? Ma non hai capito che la Seconda Guerra Mondiale l’ha vinto l’oro? Perché ti meravigli se Giuda trionfa”?

Mah! Questo Jachinu è proprio scemo. Ed è per questo che dice cose che le persone savie non dicono. Anzi: fingono perfino di prendere sul serio Draghi e la sua filantropia.


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(1) “Ammortizzatori sociali, troppi esclusi” in “Corriere della Sera” del 19 dicembre 2009, pagina 44.



 
 

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