Il finanziere rapace, il politico debole e il politicante scemo
23.12.09 -
Si è svolto ieri, 22 dicembre 2009, il previsto incontro tra i vertici della FIAT, i Ministri della Repubblica e i sindacalisti. E tutto si è risolto secondo copione: Scajola ha invitato FIAT a “produrre più automobili in Italia”; Marchionne ha promesso che “nei prossimi anni investirà 8 miliardi di Euro in Italia, ma che intende chiudere lo stabilimento di Termini Imerese”; i sindacalisti hanno protestato (1).
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in qui la sceneggiata era nelle previsioni. Non era invece prevista la risposta che Marchionne, il manager della FIAT, ha dato a Lombardo, Presidente della Regione Siciliana: “Io capisco il problema del presidente Lombardo, ne sono compartecipe, ma questa non è una situazione facile, l’unico modo per risolverlo sarebbe spostare la Sicilia e metterla vicino a Piemonte o Lombardia. Se Lombardo è capace di fare questo che Dio lo benedica” (2). Gli azionisti della FIAT ben sapevano che la Sicilia era al centro del Mediterraneo e, per investire nell’isola, hanno chiesto un mare di soldi. Ora, che sono mutate le condizioni, FIAT preferisce spostare la produzione della “Lancia Ypsilon” dalla Sicilia alla Polonia ed aprire un altro stabilimento in Serbia dove si produrranno 200.000 automobili (3).
Colpa di Marchionne che risponde con arroganza alle lagnanze dei Siciliani? Colpa di un governo debole che non sa imporsi? No, non ci sono colpe, perché nessun magistrato di questa Repubblica chiede conto e ragione agli azionisti della FIAT degli ingenti investimenti fatti per tenerla in piedi. Oggi, c’è solo da prendere atto che “FIAT non è industria nazionale, ma industria internazionale”. Che bada solo ai suoi interessi di bottega. Bottega apolide, di gente senza Patria e senza Nazione.
Al danno si aggiunge la beffa. Davanti a Palazzo Chigi c’erano gli operai FIAT che protestavano contro la politica antinazionale dell’azienda. Ad essi si è aggiunto Francesco Barbato (IDV) che ha dichiarato: “Per ogni operaio della FIAT buttato fuori, la tiro io in faccia la statuetta a Berlusconi” (1). Dichiarazione dissennata perché semina odio? Certamente. Ma c’è di più e di peggio: Barbato latra contro il Governo Berlusconi, colpevole di debolezza verso FIAT e tanti altri potentati; ma si guarda bene dal denunciare le manovre antinazionali dell’alta finanza apolide. Perché, anche l’IDV, è succube degli “usurai della Terra”. Succube e al loro servizio.
Triste destino per un “popolo liberato”: senza onore, senza dignità, senza consapevolezza.
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(1) “Il piano della FIAT, tensione su Termini” in “Corriere della Sera” del 23 dicembre 2009, pagina 32;
(2) “Marchionne calpesta la nostra dignità con cinica ironia” in “LA SICILIA” del 23 dicembre 2009, pagina 5;
(3) “Torino e il rilancio in Serbia. Per le piccole” in “Corriere della Sera” del 23 dicembre 2009, pagina 32.