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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Si scrive “ITALYA”, ma si legge “USA/ISRAEL”: la “Patria” contesa tra “fascisti” e “sfascisti

06.01.2010 - L’Italya è il luogo della confusione. E difatti.... E difatti la Prima Carica della Repubblica (Napolitano) e la Terza Carica della Repubblica (Fini) s’incontrano a Napoli, per commemorare il Primo Presidente della Repubblica (De Nicola). Assente la Seconda Carica della Repubblica (Schifani), che essendo berlusconiano, non è stato ritenuto degno di “concelebrare”. Della “messa cantata” vi risparmio gli elogi, più o meno sinceri, per il defunto De Nicola e vi riferisco il messaggio di stringente attualità: “coesione nazionale”.

Ci sarebbe da ringraziare se la “coesione nazionale” si fondasse sulla “identità”. Solo che i “novelli padrini della patria” non pongono il problema di:

1. smantellare le 113 basi militari USA dislocate in Italia. Ci costano un mucchio di soldi e non si capisce da chi ci difendono: esiste forse un qualche Stato che minaccia l’Italia? Esiste forse un qualche esercito che potrebbe invaderci?

2. ritirare gli 11.000 soldati italiani inviati all’estero a combattere le guerre altrui. A parte la retorica ipocrita, ci sono interessi italiani in gioco?

3. risolvere il problema della proprietà della Banca d’Italia. Alcuni sinistri personaggi hanno svenduto le azioni della stessa a dei privati. Se non si pone rimedio, si rischia che il “debito pubblico” resti degli Italiani, mentre le “riserve” delle Banca d’Italia diventerebbero proprietà di privati;

4. denunciare l’obbrobrio umanitario che, da 60 anni, si consuma in Palestina, dove un esercito armato opprime una popolazione inerme.

Le due Alte Cariche della Repubblica (Napolitano e Fini) invocano la “coesione nazionale”. Ma non dissipano il sospetto che non parlano dell’Italia come “Stato sovrano”, ma dell’Italya, colonia di USA/Israel. E allora l’appello alla “coesione nazionale” risulta un appello ipocrita.

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No, io non “faccio d’ogni erba un fascio”. E distinguo nettamente la posizione, sempre coerente, di Napolitano dalla posizione, da banderuola, di Fini. Napolitano, difatti, sedeva sui banchi parlamentari mentre i suoi compagni inneggiavano all’armata sovietica che schiacciava, coi carri armati, la rivolta ungherese. Oggi Napolitano sostiene che “l’Italya ha l’onore e la sicurezza in Afganistan”, mentre gli USA bombardano massicciamente quelle popolazioni per insegnare loro la democrazia. Sempre coerente Napolitano, sempre estimatore degli “armati” che schiacciano i “popoli”. Ma Fini? Che c’azzecca Fini? Ecco: Fini si è legato al carro di Napolitano, sperando di fare un pezzo di strada. Da Almirante a Napolitano, da bagascia/vivandiera.

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Nel frattempo la politica è in agitazione. E, agli attacchi di Feltri, Flavia Perina risponde: “Fermiamo gli sfascisti” (1); mentre i “finiani” minacciano la scissione: “Il pretesto è la possibile nomina di Daniela Santanché a sottosegretario.... Preferirei Cicciolina, ironizza ad esempio Adolfo Urso”; mentre Granata avverte: “Se continua così si rischia la scissione” (2).

Scusate la mia intromissione, ma io tra la Santanché, Cicciolina ed Urso non vedo differenza alcuna: sono tutti “puttani della politica”. Sapete dirmi perché Berlusconi, che ha dato un “posto a sedere” ad Urso, dovrebbe rifiutare un “posto a sedere” alla Santanché? Misteri della politica.

Fornisce un qualche chiarimento Feltri: “Nel 2008, in una nota località di villeggiatura, Fini mi telefonò e ci incontrammo davanti ad una bottiglia di champagne, anzi due.... Parlammo a lungo, anche di Berlusconi e ci trovammo d’accordo su tutto. Fu una gradevole conversazione. Trascorre un annetto e Gianfranco muta radicalmente politica ed atteggiamento” (3). Parole che collocano Feltri (che la pone in termini di coerenza) tra gli “sfascisti” e che consacrano Fini (il sempre incoerente Fini) tra i “fascisti”. Non arricciate il naso, prego: vorreste forse negare a Giuda Iscariota la qualifica di “Apostolo”?

Chiarisce meglio un lettore che scrive: Winston Churchill disse che solo gli stupidi e i paracarri non cambiano idea.Giusto, ma cambiarla con la frequenza che gli è abituale fa pensare più che ai paracarri ai paraculi” (4). Insomma Fini è un fascista particolare: un fascista paraculo. Tremo al pensiero che possa perdere. Lui abituato a ragionare freddamente come un serpente. E a vincere sempre. Ma avrà tanto culo da spuntarla su Berlusconi, il puttanone che fa il puttaniere? Mah!

A noi, che siamo rimasti fuori, non resta che goderci lo spettacolo.


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(1) “Fermiamo gli sfascisti” in “Il Secolo d’Italia” del 5 gennaio 2010, pagina 1;
(2) “I finiani minacciano la scissione del PdL” in “La Sicilia” del 6 gennaio 2010, pagina 6;
(3) “Ecco perché Fini non dice la verità” in “Il Giornale” del 6 gennaio 2010, pagina 1;
(4) “Siamo stufi di Fini e Casini” in “Il Giornale” del 6 gennaio 2010, pagina 40.


 
 

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