“Razzismo buono” & “razzismo cattivo”
08.01.2010 - Confesso: su tanti problemi io mi chiedo continuamente quale sia il giusto pensare, il giusto sentire e il giusto agire. Prendete il caso di Mario Balotelli, africano con cittadinanza italiana (1). Ha torto Balotelli a dichiarare: “Ogni volta che vengo qui il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo”? Oppure hanno torto i tifosi del Verona a cantare che “non esistono italiani neri”? Francamente io non so. E mi sorprendo a chiedermi: i tifosi veronesi contesterebbero un bravo giocatore africano di nazionalità africana? Contestano lo sportivo oppure il fatto che costui sia stato dichiarato “italiano” per via della carta bollata? E, in questo dissidio, tra “stato di natura” e “stato legale”, non c’è forse una qualche forzatura? Opino: sarebbe da cretini discettare sulla superiorità dei “cavalli” sugli “elefanti” e/o viceversa. Ma perché battezzare i cavalli elefanti o gli elefanti cavalli? Sul problema interviene Gad Lerner (2), ma questo non aiuta a dissipare i miei dubbi. Anzi.
Gad Lerner dice: Balotelli “c’è chi si ostina a considerarlo l’inquinatore di una non precisata razza italica” (2). E qui a me pare che l’ottimo Gad attinga alla sua plurimillenaria perfidia:
1. Nessuno ha mai parlato di “razza italica”. Anzi si conviene che la “nazione italiana” sia il frutto di un miscuglio di popoli e di razze, risultato di un crogiuolo di millenni;
2. Gad alza la voce contro la “razza italica” (?!?), ma non batte ciglio in presenza della “razza giudaica”. Succede dunque che, mentre Lerner e i suoi correligionari in Europa si fanno propugnatori delle “frontiere aperte”; gli Israeliani aprano le frontiere per cacciare i Palestinesi dalla Palestina, territorio che abitano da millenni.
E’ questa, lo sfacciato uso di due pesi e due misure, la tipica perfidia che contraddistingue l’ebreo. Del quale il padre Dante scriveva: “Uomini siate e non pecore matte. Si che il giudeo di voi, tra voi, non rida”. Ecco: Gad Lerner è il classico “giudeo che ride”: è uguale a noi per il colore della pelle e per la forma del cranio, ma si distingue da noi per le “perfide argomentazioni”.
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Ero a questo punto dei miei pensieri, quando m’imbatto nei fattacci di Rosarno (3). Estrapolo: “La rivolta dell’insofferenza. Stanco dei continui soprusi e delle misere paghe, di vessazioni e insulti di ogni tipo, di agguati colpi di fucile, il popolo degli immigrati di Rosarno si è ribellato” (3). Torno ad estrapolare: “tutti uomini, quasi tutti africani, quasi tutti senza documenti, vivono accampati in condizioni disastrose e lavorano in nero” (4).
Io non leggo nel cuore degli uomini, non so dire se i sostenitori delle “frontiere aperte” alla Gad Lerner oppure alla Tettamanzi sono degli “ingenui” oppure degli “schiavisti”. Dico solo che gli immigrati, che a Rosarno si sono ribellati ad una situazione di indecente sfruttamento, sono miei fratelli. Miei fratelli, non miei connazionali. Ed invoco pene severissime per quegli Italiani che li sfruttano in modo abietto e vile.
Concludo: si chiudano le frontiere ad una immigrazione indiscriminata. Quanto a Lerner e a Tettamanzi vadano a predicare la loro ipocrita “fratellanza” in Palestina. Con la speranza che gli Israeliani non li accolgano a fucilate.
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(1) “Balotelli fischiato a Verona” in “Corriere della Sera” del 7 gennaio 2010, pagina 10;
(2) “Gad Lerner: è odiato perché è il nuovo italiano” in “Corriere della Sera” del 7 gennaio 2010;
(3) “Immigrati, una giornata di guerriglia a Rosarno” in “Corriere della Sera” dell’8 gennaio 2010, pagina 11;
(4) “I duemila clandestini della città di cartone arrivati in Italia per raccogliere agrumi” in “Corriere della Sera” dell’8 gennaio 2010, pagina 11.