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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Santa Romana Chiesa: tra “fede” ed “impostura

20.01.2010 - Sulla recente visita di Benedetto XVI° alla Sinagoga di Roma i Giudei si sono sbizzarriti esternando svariati dubbi sulla “sincerità” del Papa e della Chiesa tutta. Dubbi più che legittimi, ove si rifletta che i Giudei continuano a leggere e ad interpretare la “Bibbia” nella stessa maniera. Sono i chierici di Santa Romana Chiesa a fare le capriole.

Stranamente il “mondo cattolico” tace. E tace malgrado i Vangeli, Vangeli sui quali si basa la fede del “popolo cristiano”, subiscano non solo una “variazione interpretativa” ma perfino delle “forzature che ne snaturano la lettura”. Fa parte di una diversa interpretazione il “deicidio” attribuito agli Ebrei. E su questo confesso che la lettura moderna dei Vangeli mi convince più della lettura antica. E difatti se Dio, nella sua grandezza, conosce il passato, il presente e il futuro, perché imputare agli Ebrei la crocifissione di Gesù se questo accadimento era “nella mente di Dio”?

Ben altra cosa è il “Dio”, predicato da Gesù nei vangeli e lo “Jahvé”, descritto dai Giudei nell’antichità e confermato dai Giudei dei nostri giorni. Qui subentra la “fede”. A credere che Gesù è il “figlio di Dio”, è verosimile che Gesù interpreti la Bibbia e ci parli di Dio come “padre amorevole di tutti gli uomini”, che da padre amorevole “ci perdona i peccati”, invitandoci a “perdonare chi ha peccato verso di noi”. Narrano i Vangeli che i Giudei dei tempi di Gesù giudicarono “bestemmie” le sue asserzioni e lo fecero condannare alla crocifissione. Per i Giudei di ieri e di oggi “Jahvé è il Dio dei giudei” e tale rimane.

A mio sommesso parere siamo in presenza di una contraddizione insuperabile. E, se possono avere torto tutti quei Pontefici (alcuni dei quali Santi) che hanno perseguitato i Giudei, hanno torto marcio gli ultimi Pontefici che, pur di ingraziarsi i Giudei, rinnegano Gesù e i Vangeli. Segno evidente che a Gesù e ai Vangeli non credono neppure loro. Malgrado li predichino da 2.000 anni.

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La frattura a me appare insuperabile. Solo che Vittorio Messori tenta di spiegarci quella che è un’autentica apostasia (1).

Scrive Messori che Gesù, gli Apostoli, Saul/Paulo e i primi ad ascoltare la “buona novella” erano Ebrei. Su questo nessuna questione: qualsiasi “idea” deve considerarsi benvenuta sia che venga dagli Ebrei, dai Giapponesi oppure dai Polinesiani. Solo che Messori aggiunge che questa è “una disputa (e un mistero) in famiglia” (1). Intendendo: riguarda solo Ebrei e Cristiani. E questo mi suona alquanto strano. Mi chiedo: perché Messori scrive “Ebrei” (rifacendosi alla etnia vera e/o presunta) e “cristiani” (riferendosi alla appartenenza religiosa e trascurando l’etnia)? Mi rispondo: Messori fa del “razzismo all’incontrario”: gli Ebrei, a dire di Messori, sono tali per etnia e per fede; i cristiani, invece, non hanno identità etnica, hanno solo una identità religiosa.

Tutto qui? NO, il meglio (o il peggio?) deve ancora venire. Messori nota che sulla visita di Benedetto XVI° in Sinagoga sono stati espressi molti pareri. Alcuni dei quali erano “razionali”, opinioni non vivificate dalla “fede”. E conclude che, di queste cose, può parlare solo chi ha fede. Messori scrive queste sue asserzioni il 19 gennaio 2010. In un periodo che viene proclamato “tempo dei lumi”.

Ignora, anzi finge d’ignorare, che nei “secoli bui” quando il Cristianesimo diede vita in Europa a quella che si chiamò “Civitas Christiana”, si sosteneva che “la filosofia deve essere ancella della teologia”. E che la chiesa ha avuto molti teologi/filosofi tra i quali Sant’Agostino d’Ippona e San Tommaso d’Aquino. Segno evidente che, in pieno medio evo, la Chiesa riconosceva valenza alla razionalità e proclamava “Santi” i suoi teologi/filosofi. Oggi che Santa Romana Chiesa svende il Buon Dio, Gesù e i Vangeli per meno di 30 denari, Messori viene a sostenerci che, su queste cose, il vulgo non deve mettere bocca. Perché queste cose sono riservati solo ai chierici.

Abbia fede il vulgo e cerchi di belare al meglio. A pensare ed amministrare ci stanno i Giudei. Con i chierici di Santa Romana Chiesa a fare da chierichetti. Amen, anzi Shalom.


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(1) “Ebrei e cristiani, una disputa (e un mistero) in famiglia” in “Corriere della Sera” del 19 gennaio 2010, pagina 42.


 
 

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