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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se gli “uomini giusti” predicano la “impostura”.....

28.01.2010 - Ieri 27 gennaio 2010, “giorno della memoria”, hanno dichiarato tutti. Dichiara Giorgio Napolitano (la Shoah “tragica esperienza carica di insegnamenti e di valori”), dichiara Berlusconi (“perché tutto ciò non possa più accadere”), dichiara Benedetto XVI° (“l’orribile crimine”, “la megolamania disumana e l’odio razzista dell’ideologia nazista portarono in Germania” (1). Dichiarano tanti altri.

A sentirli, costoro sarebbero degli “uomini giusti” che farebbero “discorsi giusti”. Sarà, ma la cosa non mi convince. E per alcuni motivi:

1. La Seconda Guerra Mondiale porta con sé una miriade di fatti delittuosi, commessi sia dai “vincitori” che dai “vinti”. Dal 1945 (data di cessazione della guerra) ai nostri giorni assistiamo ad uno strano fenomeno: si parla sempre, e a dismisura, dei crimini dei vinti, ma non si parla mai dei crimini dei vincitori. E’ giusto tutto questo? Oppure è un modo perverso ed ipocrita di continuare la guerra con altri mezzi?

2. Si conviene sulle brutture della guerra, si conviene sulle brutture dei campi di concentramento; ma..... Ma sui “fatti concreti” non andrebbe avviato un dibattito? Ed invece no: si premiano coloro che alla Shoah aggiungono elementi più o meno fantastici ma si puniscono con la galera e con pene pecuniarie coloro che osano dubitare dei crimini attribuiti ai vinti. E’ giusto tutto questo?

3. Non so altri, ma io giudico una “forzatura” del Nazismo l’aver voluto fare della Germania una “nazione ariana”, basando il tutto su una “selezione biologica”. Ma giudico un’altra “forzatura” il fatto che, in Palestina, Israele cacci i Palestinesi dai paesi natali per dare vita ad uno “stato giudaico”, basando la selezione sul “fattore religioso”.

Mi tocca prendere atto che gli “uomini giusti” amano parlare dei “crimini” dei vinti sorvolando sui “crimini” dei vincitori. Mi tocca prendere atto che gli “uomini giusti”, nel condannare i crimini dei vinti, tengono conto solo dell’accusa senza tenere in alcun conto la difesa. Mi tocca prendere atto che gli “uomini giusti” condannano i Nazisti che volevano fare della Germania una “nazione ariana” ma si dichiarano paladini di Israele che dichiara, e dichiara pubblicamente, di voler fare di Israele “una nazione giudaica”.

Mi tocca concludere che io non sarò mai un “uomo emerito”. Meno che mai un “uomo giusto”. Non avendo mai frequentato dei corsi accelerati di impostura e di ipocrisia. Mi resta la consapevolezza di essere un “uomo libero


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(1) “Napolitano e Fini: basta con l’antisemitismo” in “Corriere della Sera” del 28 gennaio 2010, pagina 2.


 
 

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