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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fratelli minori” o leccaculo?

04.02.2010 - Premessa. Io non so dire se gli uomini sono “figli degli Dei” oppure “figli della Terra”, vermi che, evolvendosi, sono diventati “uomini”. Penso però che gli uomini, tutti gli uomini senza alcuna esclusione, siano “fratelli”. E da questa mia convinzione non mi schiodo. Mi tocca però prendere atto che, a questo mondo non ci sono solo io, osservatore disincantato; ma anche i politici. E, allora, sono dolori: affermazioni solenni senza alcuna consistenza. Non mi credete? Ve ne faccio due esempi.

Inventori della singolare tesi dei “fratelli maggiori” e dei “fratelli minori” sono stati gli ultimi Papi. Che, poveretti, hanno perso Teodosio, hanno perso Carlo Magno, hanno perso gli Asburgo e si ritrovano a convivere con la “Patria” (USA/Israel). I Papi sono tanto avveduti da capire che la “Patria” ha un grande corpaccione (USA) e un cervello (Israele). Ed allora..... Ed allora eccoli pronti a corteggiare il cervello della “Patria”.

Il “popolo di Dio”, in queste querimonie diplomatiche, non c’entra nulla. Il “popolo di Dio” sta lì ad accogliere a bocca aperta le “favole dei chierici”. E pazienza se, nel corso dei secoli, i chierici narrano favole diverse ed antitetiche. Quello che importa è la “fede”: fede nella parola del Signore, trasmessa a mezzo dei suoi chierici. Del resto, è forse colpa dei chierici se gli “Imperatori” cambiano etnia, fede politica e fede religiosa?

Oggi comandano gli Ebrei. Ed è giocoforza farseli amici, anche a costo di contraddire i Vangeli. Stando ai Vangeli Gesù (Dio? Profeta? Filosofo?) predicò un “Dio” che non piacque ai Giudei. Sempre secondo i Vangeli i Giudei, ribellandosi alla “predicazione di Dio” fatta da Gesù, ne chiesero e ne ottennero la morte. E il “vulgo fedele”, nel corso dei millenni, ha accolto il messaggio di Gesù trasmesso dai Vangeli. Anche perché il “Padre Nostro”, predicato da Gesù, somigliava tanto a “Padre Giove”, “padre degli Dei e degli Uomini”.

Niente a che spartire con Jahvé, il “dio nazionale dei Giudei”. Nessuna meraviglia per il fatto che alcune tribù di Ebrei, in lotta con altre tribù di pecorai, si siano inventati un “dio nazionalista”. Qualche meraviglia per il fatto che, dopo millenni, continuano a credere a un cosiffatto Dio. Desta invece sconcerto il fatto che gli ultimi Papi dichiarino lo “Jahvé dei Giudei” lo stesso medesimo Dio del “Padre Nostro predicato da Gesù”.
Così come suscita disgusto il fatto che, pur proclamando la fraternità di tutti gli uomini, si diano a sostenere che gli Ebrei sarebbero “fratelli maggiori”. Viene da chiedersi: i Papi credono in Gesù? I Papi credono nei Vangeli? E da concludere: no, non ci credono. E vanno predicando una “religione variabile”, a seconda del mutare delle contingenze storiche.

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Chi non si pone problemi è Berlusconi, il “guitto coi soldi”, diventato Primo Ministro della “democrazia antifascista nata dalla resistenza”. Costui va in Israele e, per ingraziarsi gli Israeliani, dice un mucchio di sciocchezze. Tra le quali: “Per noi il popolo ebraico è un fratello maggiore” (1). E mai affermazione fu tanto ridicola. E difatti, in fatto di religione o di filosofia, si può parlare di “filiazione”, ma in fatto di genetica ci si affida al “fatto naturale” che un uomo ed una donna, congiungendosi carnalmente, generano dei figli. Si può porre il problema in termini di “discendenza patrilineare”, si può porre il problema in termini di “discendenza matrilineare”, ma.... Ma è bestemmiare l’affermare che “gli Ebrei sono fratelli maggiori degli Italiani”. Salvo a riferirsi agli Italyani, come ad una razza bastarda: tutti come Ciro, il bastardello niro niro, flglio di un “negraccio liberatore” di passaggio per Napoli.

Un’affermazione studiata? No, il poveretto aveva sentito parlare di “fratelli maggiori” e di “fratelli minori” ed aveva creduto di affermare una cosa intelligente. Del resto noi tutti sappiamo che Berlusconi ha riveduto e corretto la storia di Roma con la scoperta di “Romolo e Remolo”. Non senza dargli atto che, in fatto di barzellette, Berlusconi è insuperabile.

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(1) “Berlusconi: Giusto l’attacco su Gaza” in “Corriere della sera” del 4 febbraio 2010, pagina 8.


 
 

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