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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Berlusconi è sconcertato”. Figurarsi Fini!

28.02.2010 - Cedo la parola al “Corriere della Sera” per narrarvi il “triste caso” capitato nel Lazio (1).
Renata Polverini c’informa che “Berlusconi è sconcertato”. Non è difficile crederle: Berlusconi rischia di perdere una regione importante (Lazio) e un mucchio di voti. Di Fini la Polverini non dice. Ma risulta a “Europa Informazioni” che al poveretto si sono seccati i testicoli. E difatti la Polverini, creatura di Fini, data per vincente, rischia di perdere il confronto con Emma Bonino.

E poi dicono che “il tradimento paga”. Bossi, che si è comportato lealmente, rimedia una candidatura in Veneto (vincente) ed una candidatura in Piemonte (in forse). Fini che, ottenuta la elezione a Presidente della Camera, aveva preso a “remare contro”, aveva ottenuto la Calabria e il Lazio. Ora questo infortunio rischia di lasciarlo a piedi. E difatti si sa che, in democrazia, chi ha il “potere” ottiene il “consenso”.

Speriamo che Napolitano (o qualche magistrato?) correggano la svista, salvando una “lista ad personam” per dirla con la Bonino. Se no, Fini diventerà una “anatra zoppa”: un cervello senza corpo.

Noi siamo sempre in attesa di andare a brindare sulla tomba di Fini. Fedeli al motto “Onore e Fedeltà”.


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ELEZIONI REGIONALI NEL LAZIO

Respinto il ricorso del Pdl sulla presentazione delle liste
L'esclusione dovuta al ritardo nella presentazione della lista del Pdl. Polverini: ci appelliamo a Napolitano

ROMA - È stata respinta dal Tribunale di Roma l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali. Sarebbe stato il ritardo nella consegna della documentazione necessaria a causare, secondo quanto si apprende, la mancata ammissione del logo e l'esclusione della lista elettorale del Pdl. Il Pdl aveva quindi presentato ricorso all'ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma che ha respinto stamane l'istanza. Al momento perciò sono escluse le liste elettorali provinciali del Pdl nel Lazio. Il Pdl presenterà ora ricorso d’appello all’Ufficio centrale regionale del Lazio per ottenere la riammissione.

APPELLO A NAPOLITANO - «Chiamo il Capo dello Stato con un appello a garantire» che gli elettori possano trovare la lista del Pdl sulle schede elettorali per le regionali nella Provincia di Roma ha detto la candidata del Pdl Renata Polverini in conferenza stampa. «Abbiamo sentito il presidente Berlusconi, è sconcertato per quanto accaduto», ha continuato la Polverini che ha aggiunto, «sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Il Pdl sta seguendo tutte le vie legali per garantire questo diritto di voto. Non parliamo di una lista respinta ma dell'impossibilità di presentarla. Restituiamo ai cittadini - conclude Polverini - i loro diritti».

NUOVO RICORSO - Luca Malcotti, vice coordinatore vicario del Pdl di Roma e Lazio aveva già comunicato che in caso di esclusione il Pdl avrebbe presentato un ulteriore ricorso in Corte d'Appello entro 48 ore , e infine rivolgersi al Tar. «Saranno i legali del Pdl a decidere se ricorrere ancora in Corte d'Appello o se rivolgersi direttamente al Tar». Il Pdl laziale parla di incidente. «Non è che noi non abbiamo presentato la lista ma c'è stato un piccolo incidente. Ieri non ero presente, ma nel 2008 ho presentato le liste del Pdl per il Comune e i municipi di Roma, e in quel caso ho visto, pur nel rispetto totale delle regole, una certa flessibilità, essendo la procedura molto complicata. In questo caso mi pare che ci si sia attaccati a un meccanismo di dettaglio».

ROTONDI ATTACCA - Ma la vicenda rischia di aprire uno scontro interno . La scoccata arriva dal ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi che denuncia la "incapacità" organizzativa del Pdl, alla luce del ritardo nella presentazione della lista nel Lazio . «L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del Pdl - attacca il ministro- hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia». A Rotondi replica Piso («Non è degno del suo ruolo») in conferenza stampa guadagnadosi una controreplica: « «Tal signor Piso, che doveva presentare la lista del PdL, si appella a Napolitano invece di spiegare perchè non l'ha presentata in orario. Mi dispiace di averlo offeso e di essere indegno di fare il ministro, ma siccome so presentare una lista, vorrà dire che al prossimo giro lui fa il ministro e io presento le liste». ma il centrodestra è compatto nel chiedere al Capo dello Stato di individuare «un percorso per garantire un voto vero nel Lazio».

BONINO - «Diciamoci le cose come stanno: questa lista non c'è, non c'è verbale», era stato in mattinata il commento della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino riferendosi alla vicenda. «Dopo le leggi ad personam - ha proseguito - non vorrei che si arrivasse a un provvedimento ad listam, sarebbe un' innovazione degna di qualche altro regime. Forse anche Alemanno dovrebbe pentirsi della sua arroganza: davanti alle nostre richieste di legalità aveva detto che avevamo problemi di visibilità. Poi era intervenuto il ministro Maroni, dicendo che a 30 giorni dalle elezioni non si poteva cambiare niente e non dovevamo lamentarci. Non vorrei che avessero una memoria troppo corta». E il presidente della Provincia Zingaretti aggiunge: «Renata Polverini è candidata e con molte liste a suo sostegno. Quindi il confronto democratico è pienamente libero e rispettato.Trovo, invece, stupefacente che ci si appelli al presidente della Repubblica e ai magistrati non per difendere un diritto, ma per cercare di coprire un abusoi. Se un povero cristo compie degli atti in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge ne paga tutte le conseguenze. Non si capisce perchè lo stesso non debba valere per chi, colpevolmente, presenta in ritardo una lista elettorale. Le regole devono valere per tutti: sia per il povero cristo che per il potente politico».

Corriere della Sera, Redazione online
28 febbraio 2010


 
 

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