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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Antonino Amato

Anche Fini ha una “Patria”. E la propaganda

25.03.2010 - I tempi sono grami. Grami e tristi. Ragione per la quale Gianfranco Fini dice qualche battuta per tentare di sollevarci lo spirito. Dice Fini: “Vogliamo negare loro (agli extracomunitari, NdR) il diritto di sentirsi orgogliosamente italiani, soltanto perché, nel secolo scorso, vigeva la legge del sangue e del suolo? Il concetto di patria va ripensato anche in una logica multietnica e multiculturale” (1).

Confesso, la prima parte del discorso mi lascia perplesso: perché gli extracomunitari dovrebbero essere “orgogliosamente italiani” se gli Italiani si ammosciano a sentir parlare Napolitano, Berlusconi e Fini? Mah! Sono misteri della fede.

La seconda parte, invece, mi convince: noi dobbiamo essere multietnici e multiculturali. E fanaticamente religiosi come gli Israeliani, tanto ammirati dal nostro Fini, che espellono i Palestinesi dai paesi natali per creare uno “stato giudaico”. Vuol dire che noi, volendo dare seguito agli interessati predicozzi del Presidente della Camera, ci diremo “pagani” ed espelleremo dall’Italia tutti i miscredenti. E, per non essere accusati di razzismo, espelleremo tutti: Italyoti e stranieri.
Forza Roma!


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(1) “Cittadinanza breve per i figli degli immigrati” in “Corriere della Sera” del 24 marzo 2010, pagina 6.



 
 

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