| Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel si sono incontrati.
Ed hanno generato un mostriciattolo
27.03.2010 - I “rapaci”, dopo avere provocato la crisi finanziaria, volteggiano in cerca di prede da spolpare. Ci hanno provato con la Grecia, ci provano con il Portogallo (1). La tecnica è sempre la stessa. Se un Paese si trova in difficoltà, le agenzie abbassano il “rating” e la notizia del declassamento viene riportata a tutto tondo sui giornali economici. Determinando la fuga dei risparmiatori. Dopodiché, se il Paese sotto tiro emette buoni del tesoro, dovrà pagare altissimi interessi. E si fanno avanti i rapaci a sottoscrivere i titoli.
Mi si potrebbe obiettare: “le agenzie di rating fanno il loro mestiere. Anche i giornali economici fanno il loro mestiere. Oltretutto si tratta di numeri. E i numeri non hanno opinioni”. E sbagliereste di grosso. Perché, di questi tempi, i Paesi più inguaiati con la crisi sono gli USA e l’Inghilterra. Ma le agenzie di rating e i giornali economici picchiano sui piccoli e non si avvedono delle magagne dei grossi. Del resto i rapaci abitano quasi tutti a Wall Street e a Londra. E un poco di “perfido patriottismo” non guasta.
Succede, dunque, che i rapaci aggrediscono i “PIGS” (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna), tutti paesi aderenti all’Euro. Succede anche che gli “statisti europei”, vedendosi aggrediti, farfugliano frasi sconnesse senza trovare la soluzione del problema. Malgrado le soluzioni siano a portata di mano (2). Basterebbe che la BCE (o altro organismo) partecipasse alle gare per acquistare i buoni del tesoro dei paesi membri. Così facendo, si calmiererebbero i mercati e si taglierebbero le unghie ai rapaci. L’ho proposto io, scrivendo di “proposta dell’asino”; ma lo propone anche Sergio Romano, che non è asino (2). Ed invece......
Ed invece Angela Merkel si era data a sostenere che “le formiche tedesche” non avrebbero pagato per le “cicale greche”. Concetto esemplare, ma timore infondato. La proposta era di “partecipare all’acquisto dei buoni del tesoro” della Grecia, non di “regalare soldi alla Grecia”. Finalmente Sarkozy l’ha incontrato e l’ha convinto. Ma, dall’incontro tra i due, è nato un mostriciattolo: si darà un prestito alla Grecia, ma si farà anche ricorso al FMI (3).
Nel merito Alberto Quadrio Curzio osserva: “Il vertice europeo di primavera si concluderà oggi con un probabile compromesso sulla crisi greca che maschera un concreto insuccesso, presentato come un successo. Tra le molte cause di questo ossimoro europeo vi è l’assenza di personalità di prestigio, visione e coraggio per affermare il ruolo dell’Europa. Questa assenza riguarda sia le istituzioni della UE e dell’Unione monetaria europea sia quelle dei singoli Stati membri” (4).
Peccato che lo stesso proponga che Tremonti metta assieme alcuni vecchi tromboni (Giuliano Amato, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa e Romano Prodi) per fare quadrato su un progetto di “rinascita europea”. Come se, con alcuni camerieri dei banchieri, si possa portare avanti un progetto di rinascita europea. Per non dire di Tremonti, il timido Tremonti, che da anni annuncia la “nazionalizzazione della Banca d’Italia” ma si guarda bene di passare dalle parole ai fatti.
A me pare che, se si vuole fare qualcosa, bisogna tornare alla “politica”.
E rivendicare la piena sovranità dell’Italia e dell’Europa.
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(1) “Declassati i conti del Portogallo” in “Corriere della Sera” del 25 marzo 2010, pagina 19;
(2) “Grecia, tre ipotesi per uscire dalla crisi” in “Corriere della Sera” del 25 marzo 2010, pagina 1;
(3) “L’Europa trova l’accordo per salvare la Grecia” in “Corriere della Sera” del 26 marzo 2010, pagina 19;
(4) “Un insuccesso mascherato” in “Corriere della Sera” del 26 marzo 2010, pagina 1. |