Firme
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del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Antonino Amato

E cammina, cammina, cammina......
Fini arrivò al punto dal quale era partito


22.04.2010 - Seguo da alcuni giorni le vicende del PdL e l’ultima impennata di Fini. E pensavo che Fini fosse il “solito cretinetti” che voleva “tutto e subito”. E difatti.... E difatti, vinte le Nazionali 2008, fu chiesto a Fini cosa voleva fare da grande. Fini rispose: “Prendo la Presidenza della Camera dei Deputati”. Fu accontentato.
Poi si ricordò di essere il “cofondatore del PdL” e cominciò a pretendere di essere continuamente e minutamente informato delle decisioni che si andavano a prendere in politica. Come contasse di conciliare il ruolo di “Presidente della Camera dei Deputati” (ruolo super partes) con la continua irruzione nelle decisioni politiche di tutti i giorni è un mistero, mistero del “Fini pigliatutto”.

Ancora: fissate le quote di AN nel 30%, Fini assegnò ai suoi le cariche nel PdL. Ma poi, quando cominciò ad avanzare nuove ed inedite idee, cominciò a pretendere che gli uomini della “sua quota”, lo seguissero ciecamente. Come se nel PdL avesse conferito delle “cose”, non delle “persone” con una intelligenza, un cuore ed una faccia. Andò a finire che, nell’ultima conta, 55 deputati si schierarono con Fini, ma 75 deputati presero le distanze da Fini.

Si potrebbe e si dovrebbe concludere che Fini è uno sciocco che, di politica, non capisce niente. A suo favore il fatto che “Fini è un idealista”. E difatti.... E difatti, nel momento che chiama a raccolta i suoi “fedelissimi”, Fini recita con Ezra Pound: “ Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.

Diavolo d’un trasformista! Angelo di un voltagabbana! Volete vedere che Fini ci rammenterà che “Il nostro Onore si chiama Fedeltà” e che “Fedeltà è più forte del Fuoco”? Qui va a finire che riformiamo la “corrente Rauti” e riprendiamo coi “Campi Hobbit”. Come in gioventù. Poi mi sveglio. Mi sveglio e mi dico: “Fini è un ometto svergognato che recita a soggetto. Dice tante cose, ma non capisce le cose che dice”. E, allora, buona fortuna, On. Gianfranco Fini.

Auguri, anzi Shalom.



 
 

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