“Antifascisti”, “cretini” ed “impostori”
27.04.2010 - Una premessa è necessaria. Al preciso fine di non fare di “ogni erba un fascio”. Dichiaro, dunque, che io sono un “giornalista pubblicista” senza ventura. Nel senso che scrivo gratuitamente allo scopo di comunicare le mie opinioni. Niente a che spartire, dunque, con quei “giornalisti” che imbrattano le carte, ricevendone dei lauti compensi.
Forte di questa premessa dichiaro:
1. A volte “antifascisti”, “cretini” ed “impostori” sono 3 categorie distinte. Ma a volte, a sparare retoriche trombonate, le 3 categorie coincidono nelle stesse persone;
2. In Italia abbiamo avuto 2 diverse “resistenze”: la prima è quella di coloro che l’hanno vissuto e sofferto; la seconda è quella di coloro che, in questo dopoguerra, la celebrano. Sulla prima resistenza io non mi sogno di pronunciare condanna alcuna. E come potrei, nel chiuso della mia stanzetta e davanti al mio computer, trinciare giudizi su uomini che, improvvisamente, si trovarono abbandonati dalle “autorità” e costretti a decidere da soli sul da farsi? La seconda resistenza, la resistenza dei celebranti, desta in me dei sensi di nausea e di schifo. Cercherò di dirvene le ragioni.
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Volendo darvi conto e ragione del fatto che la “seconda resistenza”, quella delle trombonate retoriche, desta in me dei sensi di nausea e di schifo, farò riferimento al “Corriere della Sera” che, nell’opinione corrente, è il miglior quotidiano nazionale.
Claudio Magris ci spiega perché, nel 2010, è costretto a “dover difendere la resistenza” (1). Magris riconosce che sulla resistenza si è fatta della “retorica celebrativa” e sul fascismo della “retorica denigratoria”. Ma conclude che oggi è necessario difendere la resistenza da chi...... da chi ne ha fatto una celebrazione retorica? No, ma da taluni che vorrebbero cambiare la Costituzione. Sono opinioni.
Ernesto Menicucci c’informa che a Roma hanno contestato la Polverini (PdL) e Zingaretti (PD) (2). Paola D’Amico c’informa che a Milano hanno fischiato la Moratti e Podestà, entrambi del PdL (3). Francamente: io non so dirvi se hanno torto quelli del PdL (Polverini, Moratti e Podestà) che tentano di partecipare alle celebrazioni della resistenza oppure hanno torto coloro che negano loro il diritto di partecipare. Mi tocca, però, rilevare una contraddizione: da un lato si sostiene che “la resistenza è degli Italiani, che appartiene a tutti” ma mi tocca prendere atto che taluni rivendicano l’esclusiva della resistenza. Come roba loro. Mah!
E che taluni sostengono che “la resistenza continua”. E difatti “i facinorosi scandivano slogan degli anni ’70: “Camerata basco nero, il tuo posto è al cimitero”; “Fascisti carogne, tornate nelle fogne”. In molti hanno alzato le dita, mimando la famigerata P38, altri hanno mostrato il pugno chiuso, altri ancora hanno intonato “Piombo su piombo”, canzone in voga tra gli antagonisti” (2). Ci sarebbe da concludere che, nelle celebrazioni della resistenza, si semina odio. E converrebbe abolire simili celebrazioni.
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E, invece, No. A dire di Goffredo Buccini “sono i fascisti che seminano odio” (4).Ho letto e riletto l’articolo del Buccini, ma non sono riuscito a trovare “l’odio” di cui scrive: alcuni camerati sono andati “in scampagnata” a Giulino di Mezzagra, accompagnati da alcuni bambini “vestiti alla fascista”. Nessun insulto, nessuna violenza. Eppure Buccini strilla e strepita contro i fascisti. Colpevoli di essere andati ad una cerimonia accompagnati da bambini “vestiti alla fascista”.
Ecco: siamo al classico caso nel quale “antifascisti”, “cretini” ed “impostori” coincidono. Ce lo conferma Buccini, stipendiato ad un tanto a riga, ce lo conferma il “Corrierone” che spende soldi per ripagare simili giornalisti. Poveretti, danzano su un mondo in rovine, il loro mondo. E non saranno le trombonate delle celebrazioni resistenziali a fermare il mondo. Che, inesorabilmente, continua a girare.
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(1) “Com’è triste dover difendere la resistenza” in “Corriere della Sera” del 26 aprile 2010, pagina 1;
(2) “Polverini contestata. Zingaretti la difende e viene colpito al volto” in “Corriere della sera” del 26 aprile 2010, pagina 9;
(3) “E a Milano fischi per Moratti e Podestà” in “Corriere della Sera” del 26 aprile 2010, pagina 9;
(4) “Quella bambina in camicia nera costretta a subire una lezione di odio” in “Corriere della Sera” del 26 aprile 2010, pagina 9.