Sinistri. E nemici dei popoli
02.05.2010 - Ieri, 1 maggio 2010, mi sono sintonizzato su TV3 per godermi lo spettacolo. La musica c’era ed era varia. Ma lo spettacolo, nel suo assieme, era desolante.
Di proposte intelligenti e serie, neppure a parlarne. I sindacalisti hanno ripetuto, come pappagalli ammaestrati, le minchiate che vanno proponendoci i sinistri: lavoro per gli Italiani disoccupati, lavoro per gli extracomunitari che decidono di venire in Italia e...... E il Governo Berlusconi cacci fuori i quattrini per finanziare la ripresa. E non si avvedono i poveretti che, se manca il lavoro, quel poco che c’è andrebbe dato agli Italiani. Ma i nostri, generosi con il lavoro che manca, vorrebbero darlo anche agli extracomunitari.
Tutto da buttare? No, alcune proposte sarebbero sensate se..... Se questa gente avesse un minimo di pudore. Ma, poiché non hanno pudore, andrebbero gettati nel bidone della spazzatura. E difatti...... E difatti hanno cominciato a sostenere che la “proprietà è un furto”; poi, imploso il comunismo reale, hanno sposato le peggiori tesi del liberalcapitalismo. Insomma: ieri condannavano in blocco sia la “economia produttiva” sia la “economia finanziaria”; oggi piangono sulla economia produttiva che va male ed ammutoliscono davanti alla economia finanziaria che specula sui disastri generali.
Ditemi quello che vi pare, ma io rifiuto di credere che Epifani (CGIL), Bonanni (CISL) ed Angeletti (UIL) sono dei cretini. I tre ben sanno che la crisi finanziaria del 1929 e del 2007 (ed anni seguenti) è da attribuire alla ingordigia delle banche e dei banchieri. I tre ben sanno che “politici sinistri” hanno ceduto le azioni della Banca d’Italia a privati; i tre ben sanno che “politici pavidi” esitano a nazionalizzare le suddette azioni. I tre ben sanno che un Stato, qualsiasi stato, se non possiede il “signoraggio della moneta” è inerme davanti alla speculazione finanziaria. Eppure...... Eppure i tre non trovano di meglio che strillare e strepitare per chiedere al Governo di allargare i cordoni della Borsa. Dopodiché, mentre i “destri” rispondono che “non ci sono soldi”; i “sinistri” insistono: “si spendano anche i soldi che non ci sono”.
Nessuno propone: prendiamoci le Banche con i loro soldi. Perché “destri” e “sinistri”, in questo teatrino, recitano la parte come da copione. E, se i destri sostengono le “necessità del bilancio”; i sinistri rispondono che “si deve dare ai popoli, malgrado il bilancio”. Meglio se ai poveri italiani si assommano anche i poveri provenienti dai cinque continenti. Così facendo, l’Italia si indebiterà di più, facendo la felicità dei finanzieri rapaci.
E il bello è che in tanti ci credono: cornuti e contenti. Avanti Poppolo!!!