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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Antonino Amato

Scusate, ma oggi mi sono rotto il cazzo

23.01.2012 - Da tempo scrivo poco, oppresso da una miriade di problemi personali che non riesco a risolvere. Oggi però, leggendo il “Corriere della Sera”, ho deciso di dire la mia. Trascurando le mie cose personali.

Pier Luigi Battista si chiede accorato: “a che punto è l’antisemitismo nell’Italia alla vigilia delle celebrazioni della Giornata della Memoria?” (1). La domanda lagnosa nasce dal fatto che Vauro ha pubblicato una vignetta con Fiamma Nirenstein (che il “Pigi nazionale” definisce “ebrea ed italiana” anziché “italiana di religione ebraica”). Pare che Vauro non sia stato bruciato vivo. E questo accora il buon Battista.

R. R. si chiede, invece, se Mario Vattani, console generale ad Osaka, sarà richiamato in patria. Colpevole di aver partecipato ad un raduno di Casa Pound nel quale si facevano saluti romani. Pare che il Vattani abbia perfino inneggiato alla “bandiera nera”. Su queste cose Riccardo Pacifici (presidente della Comunità ebraica romana) dichiara: 1. “Che io debba essere rappresentato nel mondo da persone, che hanno espresso quelle ideologie, mi fa inorridire” (2); e che “apprezzando la sensibilità del Ministro Terzi” che accenna a provvedimenti contro il reprobo (2). Evidentemente, a parere di Pacifici, nella “Italia liberata” si può inneggiare ad Israele e alla sua pacifica politica di “pacificazione della Palestina”, ma non si può fare il saluto romano.

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Che dire, se non che mi sono rotto il cazzo:

della Giornata della Memoria che ricorda solo i morti ebrei (pochi o molti che sono stati), ma non ricorda i 66 milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale;

delle continue lagne dei Giudei e loro reggicoda, che ricordano sempre i torti ricevuti ma tacciono dei torti che, tutti i giorni, fanno agli altri;

di una democrazia italyota, nella quale i vari Battista, Pacifici e Nierenstein rivendicano per loro tutti i diritti. Negando agli altri perfino il diritto di fare un “saluto romano”. Saluto romano che, in Italia, si fa da 3 mila anni.


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Per concludere: io faccio il saluto romano dove e quando mi pare. Se Battista, Nierenstein e Pacifici non sono d’accordo, vadano a cacare in quella parte della Palestina che, abusivamente, chiamano “Israele”.

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(1) “Satira e naso adunco nell’Italia del 2012” in “Corriere della Sera” del 23 gennaio 2012, pagina 29;

(2) “Torna in Italia Vattani, console che inneggiò al fascismo” in “Corriere della Sera” del 23 gennaio 2012, pagina 11.


 
 

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