Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Antonino Amato

Leccaculo della Patria (USA/Israel): si nasce oppure si diventa?

26.01.2012 - Leggo: “L’apologia del fascismo non è compatibile con il ruolo di servizio allo Stato” né con “la tradizione della diplomazia italiana”, ha dichiarato Terzi, Ministro della Repubblica Italiana (1). Parole sulle quali conviene avviare una riflessione.

Il 25 Aprile 1945 è finita la guerra. Guerra che noi abbiamo perso, anche se abbiamo sempre contrabbandato la “sconfitta” come una “vittoria”. Gli Alleati ci imposero il Trattato di Pace, nel quale sta scritto:

1.L’Italia s’impegna a non perseguire coloro che si adoperarono a favorire la vittoria degli Alleati” (Articolo 16);

2.L’Italia s’impegna a non consentire la rinascita del disciolta PNF” (Articolo 17).

Dal 1945 sono passati tanti anni. E, a dire di tanti cialtroni, noi Italiani saremmo diventati “alleati degli Alleati”. Solo che, a dire dei cialtroni, il Trattato di Pace è superato negli articoli con i quali ci imponevano di “stare disarmati”. Anzi sono stati gli stessi Alleati a chiedere di considerare nulli quegli articoli e ad armarci per aiutarli a “liberare altri popoli”. Ma...... Ma, secondo certi cialtroni, gli articoli 16 e 17 del Trattato di Pace sono ancora in vigore.

Aggiungo che i “Padri costituenti”, che hanno sancito la libertà degli Italiani ad esprimere liberamente le loro opinioni, hanno sì contemplato il “divieto di ricostituire il PNF”, ma hanno inserito tale divieto tra le “disposizioni transitorie”. Dal 1948 sono passati tanti anni e le “disposizioni transitorie” sono da considerarsi abrogate. Tanto è vero che è stato consentito il rientro in Italia dei Savoia. Ma, a parere di certi cialtroni, gli ordini dei “nostri liberatori” restano sempre validi. Succede, dunque, che noi Italiani siamo “liberi e sovrani” di andare a morire nei vari teatri di guerra secondo il volere dei nostri Alleati. Ma, in fatto di libertà civili e politiche, dobbiamo sempre tenere conto del divieto dei nostri liberatori.

Più che giusto che Terzi faccia carriera diplomatica e diventi Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana. Lo stesso medesimo Terzi fa di tutto per aiutare gli Alleati. E’, dunque, un “Articolo 16” ad honorem. Altrettanto giusto che Vattani vada a finire dinanzi alla Commissione di disciplina: ha fatto il saluto romano, ha cantato “bandiera nera”.

Nella Repubblica Italiana, per fare carriera bisogna essere Articolo 16, devoti alla “Patria” (USA/Israel). E leccare il culo ad Americani ed Israeliani. E Terzi, Ministro della Repubblica Italiana, lo nacque.

*********************

(1) “Su Vattani riferirò in Parlamento” in “Corriere della Sera” del 25 gennaio 2012, pagina 22.


 
 

Scrivono per Voi







Aiutaci
Grazie !