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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Il Comico e gli Italiani Veraci

17.05.08- Un comico è un comico. Il suo mestiere è far ridere il pubblico. E' così che si guadagna la vita. Sceglie un tema e lo sviluppa in modo tale da provocare in chi ascolta l'ilarità. Contano molto il tono, le pause, la gestualità, la mimica e ..i peni. Sì, certi comici usano la parola pene o meglio il suo sinonimo più volgare a mo' di ritornello. Chissà perché tanti italiani davanti a un "c.zzo" pronunciato con forza e magari sporgendosi in avanti e aprendo le mani si mettono a ridere. L'effetto è simile alle risate di sottofondo dei programmi comici americani.

Il comico è un professionista e come tale non deve lasciare niente al caso. L'argomento da svolgere può essere uno qualunque, l'importante è che sia in grado di dare spunto a dei ragionamenti che per la loro assurdità provochino una risata spontanea. La descrizione puntigliosa, il paradosso, l'assurdo e ..il pene, ecco la ricetta magica dell'effetto comico di un discorso.

Mi riferisco a Beppe Grillo, proprio a lui. Un comico che fa politica? Niente affatto! Non è il suo mestiere. Ci sono tanti comici che scelgono argomenti che riguardano la vita politica e, facendo leva su dei luoghi comuni, imbastiscono dei ragionamenti che raggiungono l'effetto di provocare l'ilarità. L'unico scopo del comico è quello di far ridere il suo pubblico e di lucrarci su, non quello di fare politica. Si tratta semplicemente di pene-ragionamenti o "ragionamenti del pene" sia per la loro incoerenza, sia per la costante ripetizione di "c.zzo" ogni quattro o cinque parole, tanto per rilassare lo spettatore e provocare in lui un sorriso, preludio di una risata divertita. I pene-ragionamenti di un pene-comico oppure i ragionamenti del pene di un comico del pene oppure..insomma fate voi! Non è politica, questo è poco ma sicuro.

Tantissimi pensano di essere in presenza di un super eroe, di qualcuno che mette il dito sulla piaga del malgoverno e della corruzione e ascoltano i suoi discorsi a bocca aperta come se a profferire quelle parole scurrili fosse un semidio. No, non si tratta né di un semidio né tanto meno di un politico, si tratta semplicemente di un comico e sapete quale differenza c'è fra un comico e un clown? Beh, il clown fa piroette e acrobazie, il comico invece gioca con le parole e con i temi che espone in modo da raggiungere l'effetto desiderato, che è per entrambi lo stesso: far ridere il pubblico. In fondo sono colleghi, il comico e il clown. Ci aspetteremmo forse da un clown il ruolo di salvatore della patria? No di certo. E da un comico? Scusate se rido ma l'assurdo e il paradosso, come dicevo prima, sono ingredienti fondamentali per stimolare l'ilarità. Non solo Beppe Grillo non è un soggetto politico come lo definisce il giornalista Santoro, ma non ha nessuna intenzione di esserlo. Non ci vuole tanto per capirlo.

In Italia non servono discorsi ridicoli, servono discorsi attraverso i quali si propongano soluzioni che ci possano aiutare a levarci il cappio dal collo, che ci facciano uscire dalla situazione precaria nella quale ci troviamo. Ci vogliono discorsi e decisioni coraggiosi. Ci dobbiamo preparare a dure battaglie contro gli interessi dei manovratori internazionali al fine di recuperare la nostra piena sovranità economica. Ma ringraziando Iddio siamo in buone mani! Cito una delle prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio neo-eletto a difesa della nostra compagnia aerea di bandiera: Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione". Bravo presidente! Queste sono parole altro che le fandonie del comico attira folle! Dal canto suo il ministro dell'Economia, l'intellettuale Giulio Tremonti, ha assicurato che verrà eliminata l'ICI e la tassazione sugli straordinari. Misure che comporterebbero minori introiti per 4 miliardi di Euro. La copertura? Non un "tesoretto" o extra-gettito fiscale di cui si supponeva l'esistenza e che invece non c'è, ma "i sacrifici delle banche e di chi incassa la rendita petrolifera, non certo dei poveri". Anche qui mi levo tanto di cappello! La questione bancaria va presa subito di petto!

Ecco due uomini come noi, che ci tengono al loro Paese, che non devono far ridere nessuno, devono, questo sì, rappresentare al meglio e in qualunque sede i nostri interessi. Non confondiamo gli uomini coraggiosi, italiani veraci, che cercano di risollevare le sorti della Nazione, con i menestrelli scurrili, perché gli obiettivi di entrambi sono molto diversi. Il nostro destino dipende dai primi, i secondi vogliono farci ridere e basta e non ci pensano nemmeno a essere presi sul serio, anzi. Non confondiamo il sacro con il profano!


Armando C. Tavano



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Armando C. Tavano


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

actavano@yahoo.com








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