Il
Comico e gli Italiani Veraci
17.05.08-
Un comico è un comico. Il suo mestiere
è far ridere il pubblico. E' così
che si guadagna la vita. Sceglie un tema e lo
sviluppa in modo tale da provocare in chi ascolta
l'ilarità. Contano molto il tono, le pause,
la gestualità, la mimica e ..i peni. Sì,
certi comici usano la parola pene o meglio il
suo sinonimo più volgare a mo' di ritornello.
Chissà perché tanti italiani davanti
a un "c.zzo" pronunciato con forza e
magari sporgendosi in avanti e aprendo le mani
si mettono a ridere. L'effetto è simile
alle risate di sottofondo dei programmi comici
americani.
Il
comico è un professionista e come tale
non deve lasciare niente al caso. L'argomento
da svolgere può essere uno qualunque, l'importante
è che sia in grado di dare spunto a dei
ragionamenti che per la loro assurdità
provochino una risata spontanea. La descrizione
puntigliosa, il paradosso, l'assurdo e ..il pene,
ecco la ricetta magica dell'effetto comico di
un discorso.
Mi
riferisco a Beppe Grillo, proprio a lui. Un comico
che fa politica? Niente affatto! Non è
il suo mestiere. Ci sono tanti comici che scelgono
argomenti che riguardano la vita politica e, facendo
leva su dei luoghi comuni, imbastiscono dei ragionamenti
che raggiungono l'effetto di provocare l'ilarità.
L'unico scopo del comico è quello di far
ridere il suo pubblico e di lucrarci su, non quello
di fare politica. Si tratta semplicemente di pene-ragionamenti
o "ragionamenti del pene" sia per la
loro incoerenza, sia per la costante ripetizione
di "c.zzo" ogni quattro o cinque parole,
tanto per rilassare lo spettatore e provocare
in lui un sorriso, preludio di una risata divertita.
I pene-ragionamenti di un pene-comico oppure i
ragionamenti del pene di un comico del pene oppure..insomma
fate voi! Non è politica, questo è
poco ma sicuro.
Tantissimi
pensano di essere in presenza di un super eroe,
di qualcuno che mette il dito sulla piaga del
malgoverno e della corruzione e ascoltano i suoi
discorsi a bocca aperta come se a profferire quelle
parole scurrili fosse un semidio. No, non si tratta
né di un semidio né tanto meno di
un politico, si tratta semplicemente di un comico
e sapete quale differenza c'è fra un comico
e un clown? Beh, il clown fa piroette e acrobazie,
il comico invece gioca con le parole e con i temi
che espone in modo da raggiungere l'effetto desiderato,
che è per entrambi lo stesso: far ridere
il pubblico. In fondo sono colleghi, il comico
e il clown. Ci aspetteremmo forse da un clown
il ruolo di salvatore della patria? No di certo.
E da un comico? Scusate se rido ma l'assurdo e
il paradosso, come dicevo prima, sono ingredienti
fondamentali per stimolare l'ilarità. Non
solo Beppe Grillo non è un soggetto politico
come lo definisce il giornalista Santoro, ma non
ha nessuna intenzione di esserlo. Non ci vuole
tanto per capirlo.
In
Italia non servono discorsi ridicoli, servono
discorsi attraverso i quali si propongano soluzioni
che ci possano aiutare a levarci il cappio dal
collo, che ci facciano uscire dalla situazione
precaria nella quale ci troviamo. Ci vogliono
discorsi e decisioni coraggiosi. Ci dobbiamo preparare
a dure battaglie contro gli interessi dei manovratori
internazionali al fine di recuperare la nostra
piena sovranità economica. Ma ringraziando
Iddio siamo in buone mani! Cito una delle prime
dichiarazioni del Presidente del Consiglio neo-eletto
a difesa della nostra compagnia aerea di bandiera:
Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti,
l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione,
se si mettono a zignare potremmo prendere una
decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata
dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una
minaccia, non una decisione". Bravo presidente!
Queste sono parole altro che le fandonie del comico
attira folle! Dal canto suo il ministro dell'Economia,
l'intellettuale Giulio Tremonti, ha assicurato
che verrà eliminata l'ICI e la tassazione
sugli straordinari. Misure che comporterebbero
minori introiti per 4 miliardi di Euro. La copertura?
Non un "tesoretto" o extra-gettito fiscale
di cui si supponeva l'esistenza e che invece non
c'è, ma "i sacrifici delle banche
e di chi incassa la rendita petrolifera, non certo
dei poveri". Anche qui mi levo tanto
di cappello! La questione bancaria va presa subito
di petto!
Ecco
due uomini come noi, che ci tengono al loro Paese,
che non devono far ridere nessuno, devono, questo
sì, rappresentare al meglio e in qualunque
sede i nostri interessi. Non confondiamo gli uomini
coraggiosi, italiani veraci, che cercano di risollevare
le sorti della Nazione, con i menestrelli scurrili,
perché gli obiettivi di entrambi sono molto
diversi. Il nostro destino dipende dai primi,
i secondi vogliono farci ridere e basta e non
ci pensano nemmeno a essere presi sul serio, anzi.
Non confondiamo il sacro con il profano!
Armando
C. Tavano