Repubblica
Dominicana, cenni storici sulle alternative di
voto
Riferendomi all'articolo di Roberto Codazzi
"Repubblica Dominicana, votando sul nulla"
vorrei fare alcune considerazioni.
Votando sul
nulla
24.05.08
- Non mi pare proprio che la gente abbia votato
sul nulla o che non abbia avuto delle alternative.
Il risultato delle elezioni attribuisce all'attuale
partito di governo e ai suoi alleati il 54% dei
voti circa e al principale partito dell'opposizione
il 41% circa. Per gli elettori si trattava di
scegliere fra due alternative e in una situazione
d'incertezza a livello mondiale essi hanno preferito
quella che garantiva maggiore sicurezza dal punto
di vista della stabilità macroeconomica
e hanno premiato colui che negli otto anni in
cui é stato presidente ha eseguito tantissime
opere in tutto il territorio nazionale e soprattutto
a Santo Domingo e che ha saputo affrontare adeguatamente
le situazioni di emergenza che gli si sono presentate
(uragani, tormente, rincari dei combustibili,
rincari dei generi alimentari, ecc.). Si tenga
inoltre presente che le opere pubbliche rappresentano
da sempre il volano dell'economia dominicana
PRIMA ALTERNATIVA: I COSTRUTTORI
Non fu lo zucchero il motivo dichiarato dell'invasione
americana del 1916, ma un debito peraltro non
contratto direttamente con gli Americani ma acquistato
da questi da una compagnia olandese. Durante l'occupazione
americana dal 1916 al 1924 gli Americani oltre
a incassare i dazi doganali e le imposte di spettanza
della R. Dominicana, al fine di saldare questo
debito risalente al 1893, fecero vedere ai Dominicani
che governare significava soprattutto gestire
le risorse dello Stato in modo che la maggioranza
ne traesse un beneficio attraverso la costruzione
di opere pubbliche. Trujillo mise per primo in
essere questo nuovo stile di governo basato sull'investimento
dello Stato in opere pubbliche e costruì
praticamente dal nulla questo Paese con tutte
le sue infrastrutture. Promosse inoltre l'agricultura
e riuscì a dominicanizzare il sud-ovest
della Repubblica, dove si parlava patois haitiano
e circolava il gourde, costringendo gli Haitiani
a rimpatriare. Raggiunse inoltre la tanto ambita
indipendenza finanziaria nel 1938 e, per ricordare
ai posteri quanto questa fosse allora importante,
eresse un obelisco nell'avenida George Washington.
Balaguer, un trujillista, venne eletto da coloro
che ritenevano che governare equivalesse a mantenere
la stabilità macroeconomica, eseguire opere
pubbliche e affrontare con intelligenza e nel
migliore dei modi i problemi contingenti del Paese
(uragani, inondazioni, rincari, scioperi). Allo
stesso modo la pensano coloro che hanno riconfermato
l'attuale presidente il 16 maggio scorso.
SECONDA ALTERNATIVA: I NON COSTRUTTORI
Prima dell'invasione americana esistevano nella
R. Dominicana due partiti, i Jimenisti e gli Horacisti,
che si avvicendavano al potere spartendosi le
risorse dello Stato come se ciò fosse la
cosa più naturale del mondo. Questo stile
di governo riemerse dopo la scomparsa di Trujillo
ed è più marcato nel PRD. Al riguardo
mi sembra doveroso precisare che Balaguer non
governò ininterrottamente fino al 1996.
Tra il 1978 e il 1986 furono presidenti Antonio
Guzman e Salvador Jorge Blanco del PRD: due gestioni
disastrose, soprattutto quella di quest'ultimo,
caratterizzata da un fortissimo indebitamento
che ebbe come conseguenza il ricorso al FMI, il
fallimento di diverse banche, la svalutazione
del peso, una sommossa popolare con più
di 200 morti, ecc. e NESSUNA opera pubblica
di rilievo. Del resto il PRD si presenta appunto
come partito che non costruisce per principio,
un'alternativa insomma al partito dei costruttori:
"con cemento y varilla no come la gente"
o "primero la gente" erano gli slogan
del loro leader José Francisco Peña
Gomez.
LEONEL FERNANDEZ DIVENTA EREDE DI BALAGUER
- I COMESOLOS - SCONFITTA ELETTORALE DEL 2000
Peña Gomez era di origine haitiana. Balaguer
per impedirgli di diventare presidente nel 1996
si inventò la "Alianza Patriotica":
i Dominicani non dovevano consentire che un haitiano
diventasse il loro presidente. Balaguer fece votare
contro il suo stesso partito i suoi sostenitori
in modo da far arrivare al ballottaggio il giovane
Leonel Fernandez del PLD, terzo partito con circa
300.000 elettori. Leonel venne eletto presidente
e non mi risulta che qualcuno si sia lamentato
di brogli elettorali in quelle elezioni. Leonel
governò secondo gli stessi criteri di politica
economica e lo stile di Joaquin Balaguer con forti
investimenti dello Stato in opere pubbliche e
mantenendo rigorosamente la stabilità cambiaria,
conquistandosi di conseguenza le simpatie dei
Balagueristi, che si sentivano legati al loro
leader e non al partito di cui questo era a capo.
Da allora il PRSC di Balaguer è in agonia
e con queste ultime elezioni sembra proprio che
abbia preso il colpo di grazia. Le opere pubbliche
fatte in quei quattro anni e nei quattro recentemente
conclusi furono tantissime e sono ben note a tutti
i Dominicani. Leonel seppe districarsi molto bene
in occasione del passaggio dell'uragano George
e delle inondazioni del 2007 che provocarono ingenti
danni e numerose vittime in tutto il territorio
nazionale. L'appellativo di "comesolos"
nulla c'entra con il modo di governare di Leonel,
c'entra invece con chi riteneva e ritiene che
la politica sia prevalentemente sinonimo di spartizione
delle risorse dello Stato, c'entra con l'invidia
di coloro che pur facendo parte del maggiore partito
non riuscivano a ritornare al potere. L'appellativo
venne adottato prontamente da Riformisti e Perredeisti,
persino Joaquín Balaguer lo usò.
Si voleva denigrare questo partito emergente,
il PLD, agli occhi del popolino: "Calunniate,
calunniate, qualche cosa resterà".
Leonel non si candidò alle elezioni del
2000 perché le norme costituzionali di
allora non glielo consentivano. Il candidato del
PLD, Danilo Medina di San Juan de la Maguana venne
sconfitto da Hipólito Mejía di Gurabo,
Santiago de los Caballeros. Teniamo presente che
i Balagueristi trasferirono su Leonel la loro
simpatia e il loro sostegno incondizionato, su
Leonel e non sul PLD. Nel 2000 quindi non ha perso
Leonel Fernandez ma il PLD con Danilo Medina che,
probabilmente, sarebbe stato nuovamente sconfitto
se si fosse ripresentato, come avrebbe voluto,
alle recenti elezioni.
I NON COSTRUTTORI DI NUOVO AL POTERE 2000-2004
Il PRD ancora una volta si rese responsabile di
una gestione disastrosa, ancora una volta indebitò
il Paese fin sopra i capelli, ancora una volta
ricorse al FMI, ancora una volta ci furono fallimenti
bancari, ancora una volta si destabilizzò
l'economia e ancora una volta non venne eseguita
NESSUNA opera pubblica di rilievo. Hipolito
si giustificò lamentandosi dell'incremento
del prezzo del petrolio: quando lasciò
la presidenza il barile era a 34 dollari! Come
se non bastasse si diede da fare per abolire il
divieto alla rielezione, ottenuto da Peña
Gomez nel 1994, modificando nuovamente la Costituzione
della Repubblica. L'esito di quelle elezioni fu
rovinoso, Leonel raggiunse il 58% dei voti.
TLC - METROPOLITANA E PROBLEMI LEGATI AL TRASPORTO
- TERREMOTI E URAGANI - IMMIGRAZIONE HAITIANA
Il Trattato di libero commercio è da ritenersi
OBBLIGATORIO per tutti i Paesi del continente
americano esclusi Venezuela e Cuba.
La stragrande maggioranza degli elettori di Santo
Domingo, Distretto Nazionale e provincia, ha reagito
con entusiasmo alla costruzione della metropolitana,
che è già funzionante, così
come ha appoggiato il Presidente in tutte le sue
iniziative per migliorare il trasporto pubblico,
prima di lui non esisteva, e la rete stradale,
compresi i ponti. Nel Distretto Nazionale Leonel
ha raggiunto il 60% dei voti e nella provincia
di Santo Domingo il 58%, percentuali di gran lunga
superiori alla media nazionale. Il problema del
trasporto privato è molto sentito dalla
popolazione, gli operatori del trasporto vengono
chiamati "i padroni del paese" e rappresentano
una forza sindacale molto agguerrita, un sindacato
imprenditoriale che organizza senza preavviso
scioperi selvaggi creando grave disagio nell'ambito
urbano e che appoggia apertamente il PRD.
Di terremoti non se ne parla da queste parti da
oltre cinquant'anni, gli uragani distruttivi sono
rari e in un intero secolo difficilmente superano
il numero di cinque. Le tormente del 2007 hanno
provocato danni in seguito alle inondazioni e
non all'intensità dei venti.
Non mi risulta che Leonel sia stato accusato di
maltrattamenti ai cittadini haitiani. Persino
i suoi più acerrimi nemici sanno che non
ne sarebbe capace. Rispetto a 10 anni fa c'è
una presenza haitiana dieci volte maggiore. Il
presidente Leonel teme che si vengano a creare
nella zona di frontiera delle situazioni tipo
Kossovo. Non mi sembra poi che sia l'unico Paese
al mondo che cerca di regolamentare l'immigrazione
straniera. Preoccupazioni in tal senso le ha espresse
anche il cardinale Lopez Rodriguez.
PROGETTO DI LEONEL
Il progetto di Leonel è evidente agli occhi
dei Dominicani che possono votarlo o meno ma che
riconosco all'unanimità le sue doti di
oculato amministratore della cosa pubblica. Il
progetto di Leonel è:
1) continuare con le opere pubbliche,
2) trovare soluzioni alternative al caro-petrolio,
3) affrontare la recessione a livello mondiale,
4) affrontare il rincaro dei generi alimentari.
I tempi stanno cambiando e si avvicina una crisi
mondiale di dimensioni gigantesche.
ESAME DEL VOTO IN GENERALE - ASPETTATIVE DEGLI
ELETTORI
Da un esame più approfondito del voto dei
Dominicani con riferimento all'affermazione che
alla base delle scelte degli elettori ci sia una
sorta di fanatismo politico di tipo calcistico,
faccio notare che degli elettori del PRD e cioè
1.654.000 il 40% aspira ad un posto di lavoro
e si tratta di circa 600.000. I posti di lavoro
statali a disposizione sono comunque 400.000.
Se si aggiungono i congiunti degli aspiranti impiegati
dello Stato si arriva senza problemi ad una percentuale
del 70%. Tutti sono elettori del PRD che si attendono
un vantaggio diretto ed immediato per sé
o per i loro parenti come conseguenza del loro
voto. Stiamo parlando di circa 1.160.000 elettori.
Il restante 30% e cioè il 10 per cento
circa a livello nazionale non voterebbe mai un
partito diverso dal PRD e quindi soltanto per
il 10% degli elettori del PRD a livello nazionale
si può parlare di "simpatia calcistica".
Da quanto sopra, estendendo al PLD le considerazioni
fatte sul PRD, emerge che:
su 4.000.000 di elettori 2.400.000 circa e quindi
il 60% si attendono un vantaggio diretto ed immediato
legato al voto per sé stessi o per i parenti
prossimi;
su 4.000.000 di elettori 800.000 circa votano
per "fede calcistica";
soltanto i rimanenti 800.000 hanno scelto fra
le due alternative:
1) Una buona amministrazione dello Stato
con stabilità macroeconomica e costruzione
di opere pubbliche;
2) a) Un'amministrazione approssimativa
secondo la teoria che governare significhi soprattutto
gestire la spartizione di un bottino fatto di
soldi e di posti di lavoro veri e fittizi;
b) un rallentamento del progresso per allontanare
il pericolo di diminuzione delle libertà
individuale, aumento delle imposte, pagamento
obbligatorio dell'energia elettrica, ecc.
La percentuale di votanti è stata del 71%.
Probabilmente se ci fosse stato un secondo turno
di elezioni il PLD avrebbe ottenuto una vittoria
più netta. In ogni caso c'è da dire
che all'interno del PRD è mancato un appoggio
compatto al candidato Vargas Maldonado. Se questo
si fosse verificato sicuramente sarebbe stato
necessario un ballottaggio.
UOMINI POLITICI FORTI: LEONEL E HIPOLITO
Non
è vero che non ci siano uomini politici
forti nella R. Dominicana. Leonel e Hipolito hanno
saldamente in pugno i partiti di cui sono leader.
Essi sono i nuovi "caudillos". Non escluderei
che alle prossime elezioni possa vincere ancora
Hipolito. Il suo carisma è di gran lunga
superiore a quello di Vargas. Se Leonel non riuscirà
a ricandidarsi, e a tal fine sarebbe necessaria
una nuova modifica della Cosstituzione, è
anzi molto probabile che vinca l'ex presidente
di Gurabo qualora si ripostulasse il che sembra
scontato. Hipolito Mejia ha, infatti, l'aria di
essere ben conscio del fatto che "il potere
logora chi non ce l'ha.
La tentazione degli elettori di allinearsi con
gli spartizionisti e rallentatori del progresso
è troppo forte. Sono in tanti a lamentarsi
perché "non ci sono soldi per la strada"
e a diffidare della capacità organizzativa
dei "costruttori",che alla fin fine
possa trasformarsi in una consistente perdita
delle attuali libertà individuali.
CORRUZIONE
E SPARTIZIONISMO
Il
PLD rappresenta attualmente i "costruttori",
il PRD, invece, gli "spartizionisti",
ciò non significa che l'attuale partito
di governo possa essere definito assolutamente
anti-spartizionista e quindi a priori al di sopra
di ogni sospetto in tal senso. Anche il PLD quando
assume il potere sostituisce tutti i dipendenti
pubblici, circa 400.000. Lo spartizionismo per
gli altri aspetti verrebbe considerato dalle nostre
parti vera e propria corruzione ma qui viene in
certa misura accettato. E' chiaro che essendo
la convinzione dell'esistenza di un diritto di
"bottino" da vittoria elettorale molto
radicata nella mentalità locale, un partito
politico che assumesse una posizione di rigetto
totale dello spartizionismo non avrebbe lunga
vita. Il PRD quando è all'opposizione mette
in evidenza puntigliosamente tutti gli episodi
che possano essere fatti rientrare nell'ordine
di idee dello spartizionismo, che loro chiamano
"corruzione" e li rende con grande clamore
di dominio pubblico. L'effetto che tali denunce
hanno a livello elettorale è praticamente
nullo. La gente sa esattamente con chi ha a che
fare. Il giorno che il PRD tornerà al potere
sarà per scelta consapevole degli elettori.
E' chiaro che se i dipendenti pubblici diventassero
di carriera, magari secondo i rapporti di forza
dei vari partiti, e la durata dei loro incarichi
non fosse legata all'esito delle elezioni ci sarebbe
un cambiamento radicale del modo di fare e di
intendere la politica nella R. Dominicana.
UN'ULTIMA
CONSIDERAZIONE
Il
Dominicano è perfettamente inquadrato nel
capitalismo. A rivendicazioni classiste non ci
pensa nemmeno. Non ha mai patito la fame e quindi
non è mai stato povero nel vero senso della
parola. L'assistenza sanitaria è accessibile
a tutti in forma gratuita, almeno quella di urgenza
e, senza pagare alcunché oppure pochissimo,
ci si può rivolgere ad ambulatori medici
che si trovano un po' dappertutto. Esiste anche
una scuola pubblica dove i libri sono gratuiti
e gratis è anche la colazione che viene
servita agli studenti. Non c'è male per
un Paese a reddito pro-capite e pressione fiscale
bassissimi! Una Nazione giovane che cresce e progredisce
a vista d'occhio!
Armando
C. Tavano