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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Repubblica Dominicana, cenni storici sulle alternative di voto
Riferendomi all'articolo di Roberto Codazzi "Repubblica Dominicana, votando sul nulla" vorrei fare alcune considerazioni.

Votando sul nulla

24.05.08 - Non mi pare proprio che la gente abbia votato sul nulla o che non abbia avuto delle alternative. Il risultato delle elezioni attribuisce all'attuale partito di governo e ai suoi alleati il 54% dei voti circa e al principale partito dell'opposizione il 41% circa. Per gli elettori si trattava di scegliere fra due alternative e in una situazione d'incertezza a livello mondiale essi hanno preferito quella che garantiva maggiore sicurezza dal punto di vista della stabilità macroeconomica e hanno premiato colui che negli otto anni in cui é stato presidente ha eseguito tantissime opere in tutto il territorio nazionale e soprattutto a Santo Domingo e che ha saputo affrontare adeguatamente le situazioni di emergenza che gli si sono presentate (uragani, tormente, rincari dei combustibili, rincari dei generi alimentari, ecc.). Si tenga inoltre presente che le opere pubbliche rappresentano da sempre il volano dell'economia dominicana

PRIMA ALTERNATIVA: I COSTRUTTORI

Non fu lo zucchero il motivo dichiarato dell'invasione americana del 1916, ma un debito peraltro non contratto direttamente con gli Americani ma acquistato da questi da una compagnia olandese. Durante l'occupazione americana dal 1916 al 1924 gli Americani oltre a incassare i dazi doganali e le imposte di spettanza della R. Dominicana, al fine di saldare questo debito risalente al 1893, fecero vedere ai Dominicani che governare significava soprattutto gestire le risorse dello Stato in modo che la maggioranza ne traesse un beneficio attraverso la costruzione di opere pubbliche. Trujillo mise per primo in essere questo nuovo stile di governo basato sull'investimento dello Stato in opere pubbliche e costruì praticamente dal nulla questo Paese con tutte le sue infrastrutture. Promosse inoltre l'agricultura e riuscì a dominicanizzare il sud-ovest della Repubblica, dove si parlava patois haitiano e circolava il gourde, costringendo gli Haitiani a rimpatriare. Raggiunse inoltre la tanto ambita indipendenza finanziaria nel 1938 e, per ricordare ai posteri quanto questa fosse allora importante, eresse un obelisco nell'avenida George Washington.
Balaguer, un trujillista, venne eletto da coloro che ritenevano che governare equivalesse a mantenere la stabilità macroeconomica, eseguire opere pubbliche e affrontare con intelligenza e nel migliore dei modi i problemi contingenti del Paese (uragani, inondazioni, rincari, scioperi). Allo stesso modo la pensano coloro che hanno riconfermato l'attuale presidente il 16 maggio scorso.

SECONDA ALTERNATIVA: I NON COSTRUTTORI

Prima dell'invasione americana esistevano nella R. Dominicana due partiti, i Jimenisti e gli Horacisti, che si avvicendavano al potere spartendosi le risorse dello Stato come se ciò fosse la cosa più naturale del mondo. Questo stile di governo riemerse dopo la scomparsa di Trujillo ed è più marcato nel PRD. Al riguardo mi sembra doveroso precisare che Balaguer non governò ininterrottamente fino al 1996. Tra il 1978 e il 1986 furono presidenti Antonio Guzman e Salvador Jorge Blanco del PRD: due gestioni disastrose, soprattutto quella di quest'ultimo, caratterizzata da un fortissimo indebitamento che ebbe come conseguenza il ricorso al FMI, il fallimento di diverse banche, la svalutazione del peso, una sommossa popolare con più di 200 morti, ecc. e NESSUNA opera pubblica di rilievo. Del resto il PRD si presenta appunto come partito che non costruisce per principio, un'alternativa insomma al partito dei costruttori: "con cemento y varilla no come la gente" o "primero la gente" erano gli slogan del loro leader José Francisco Peña Gomez.

LEONEL FERNANDEZ DIVENTA EREDE DI BALAGUER - I COMESOLOS - SCONFITTA ELETTORALE DEL 2000

Peña Gomez era di origine haitiana. Balaguer per impedirgli di diventare presidente nel 1996 si inventò la "Alianza Patriotica": i Dominicani non dovevano consentire che un haitiano diventasse il loro presidente. Balaguer fece votare contro il suo stesso partito i suoi sostenitori in modo da far arrivare al ballottaggio il giovane Leonel Fernandez del PLD, terzo partito con circa 300.000 elettori. Leonel venne eletto presidente e non mi risulta che qualcuno si sia lamentato di brogli elettorali in quelle elezioni. Leonel governò secondo gli stessi criteri di politica economica e lo stile di Joaquin Balaguer con forti investimenti dello Stato in opere pubbliche e mantenendo rigorosamente la stabilità cambiaria, conquistandosi di conseguenza le simpatie dei Balagueristi, che si sentivano legati al loro leader e non al partito di cui questo era a capo. Da allora il PRSC di Balaguer è in agonia e con queste ultime elezioni sembra proprio che abbia preso il colpo di grazia. Le opere pubbliche fatte in quei quattro anni e nei quattro recentemente conclusi furono tantissime e sono ben note a tutti i Dominicani. Leonel seppe districarsi molto bene in occasione del passaggio dell'uragano George e delle inondazioni del 2007 che provocarono ingenti danni e numerose vittime in tutto il territorio nazionale. L'appellativo di "comesolos" nulla c'entra con il modo di governare di Leonel, c'entra invece con chi riteneva e ritiene che la politica sia prevalentemente sinonimo di spartizione delle risorse dello Stato, c'entra con l'invidia di coloro che pur facendo parte del maggiore partito non riuscivano a ritornare al potere. L'appellativo venne adottato prontamente da Riformisti e Perredeisti, persino Joaquín Balaguer lo usò. Si voleva denigrare questo partito emergente, il PLD, agli occhi del popolino: "Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà". Leonel non si candidò alle elezioni del 2000 perché le norme costituzionali di allora non glielo consentivano. Il candidato del PLD, Danilo Medina di San Juan de la Maguana venne sconfitto da Hipólito Mejía di Gurabo, Santiago de los Caballeros. Teniamo presente che i Balagueristi trasferirono su Leonel la loro simpatia e il loro sostegno incondizionato, su Leonel e non sul PLD. Nel 2000 quindi non ha perso Leonel Fernandez ma il PLD con Danilo Medina che, probabilmente, sarebbe stato nuovamente sconfitto se si fosse ripresentato, come avrebbe voluto, alle recenti elezioni.

I NON COSTRUTTORI DI NUOVO AL POTERE 2000-2004

Il PRD ancora una volta si rese responsabile di una gestione disastrosa, ancora una volta indebitò il Paese fin sopra i capelli, ancora una volta ricorse al FMI, ancora una volta ci furono fallimenti bancari, ancora una volta si destabilizzò l'economia e ancora una volta non venne eseguita NESSUNA opera pubblica di rilievo. Hipolito si giustificò lamentandosi dell'incremento del prezzo del petrolio: quando lasciò la presidenza il barile era a 34 dollari! Come se non bastasse si diede da fare per abolire il divieto alla rielezione, ottenuto da Peña Gomez nel 1994, modificando nuovamente la Costituzione della Repubblica. L'esito di quelle elezioni fu rovinoso, Leonel raggiunse il 58% dei voti.

TLC - METROPOLITANA E PROBLEMI LEGATI AL TRASPORTO - TERREMOTI E URAGANI - IMMIGRAZIONE HAITIANA

Il Trattato di libero commercio è da ritenersi OBBLIGATORIO per tutti i Paesi del continente americano esclusi Venezuela e Cuba.
La stragrande maggioranza degli elettori di Santo Domingo, Distretto Nazionale e provincia, ha reagito con entusiasmo alla costruzione della metropolitana, che è già funzionante, così come ha appoggiato il Presidente in tutte le sue iniziative per migliorare il trasporto pubblico, prima di lui non esisteva, e la rete stradale, compresi i ponti. Nel Distretto Nazionale Leonel ha raggiunto il 60% dei voti e nella provincia di Santo Domingo il 58%, percentuali di gran lunga superiori alla media nazionale. Il problema del trasporto privato è molto sentito dalla popolazione, gli operatori del trasporto vengono chiamati "i padroni del paese" e rappresentano una forza sindacale molto agguerrita, un sindacato imprenditoriale che organizza senza preavviso scioperi selvaggi creando grave disagio nell'ambito urbano e che appoggia apertamente il PRD.
Di terremoti non se ne parla da queste parti da oltre cinquant'anni, gli uragani distruttivi sono rari e in un intero secolo difficilmente superano il numero di cinque. Le tormente del 2007 hanno provocato danni in seguito alle inondazioni e non all'intensità dei venti.
Non mi risulta che Leonel sia stato accusato di maltrattamenti ai cittadini haitiani. Persino i suoi più acerrimi nemici sanno che non ne sarebbe capace. Rispetto a 10 anni fa c'è una presenza haitiana dieci volte maggiore. Il presidente Leonel teme che si vengano a creare nella zona di frontiera delle situazioni tipo Kossovo. Non mi sembra poi che sia l'unico Paese al mondo che cerca di regolamentare l'immigrazione straniera. Preoccupazioni in tal senso le ha espresse anche il cardinale Lopez Rodriguez.

PROGETTO DI LEONEL

Il progetto di Leonel è evidente agli occhi dei Dominicani che possono votarlo o meno ma che riconosco all'unanimità le sue doti di oculato amministratore della cosa pubblica. Il progetto di Leonel è:

1) continuare con le opere pubbliche,
2) trovare soluzioni alternative al caro-petrolio,
3) affrontare la recessione a livello mondiale,
4) affrontare il rincaro dei generi alimentari.


I tempi stanno cambiando e si avvicina una crisi mondiale di dimensioni gigantesche.

ESAME DEL VOTO IN GENERALE - ASPETTATIVE DEGLI ELETTORI

Da un esame più approfondito del voto dei Dominicani con riferimento all'affermazione che alla base delle scelte degli elettori ci sia una sorta di fanatismo politico di tipo calcistico, faccio notare che degli elettori del PRD e cioè 1.654.000 il 40% aspira ad un posto di lavoro e si tratta di circa 600.000. I posti di lavoro statali a disposizione sono comunque 400.000. Se si aggiungono i congiunti degli aspiranti impiegati dello Stato si arriva senza problemi ad una percentuale del 70%. Tutti sono elettori del PRD che si attendono un vantaggio diretto ed immediato per sé o per i loro parenti come conseguenza del loro voto. Stiamo parlando di circa 1.160.000 elettori. Il restante 30% e cioè il 10 per cento circa a livello nazionale non voterebbe mai un partito diverso dal PRD e quindi soltanto per il 10% degli elettori del PRD a livello nazionale si può parlare di "simpatia calcistica".
Da quanto sopra, estendendo al PLD le considerazioni fatte sul PRD, emerge che:
su 4.000.000 di elettori 2.400.000 circa e quindi il 60% si attendono un vantaggio diretto ed immediato legato al voto per sé stessi o per i parenti prossimi;
su 4.000.000 di elettori 800.000 circa votano per "fede calcistica";
soltanto i rimanenti 800.000 hanno scelto fra le due alternative:

1) Una buona amministrazione dello Stato con stabilità macroeconomica e costruzione di opere pubbliche;
2) a) Un'amministrazione approssimativa secondo la teoria che governare significhi soprattutto gestire la spartizione di un bottino fatto di soldi e di posti di lavoro veri e fittizi;
b) un rallentamento del progresso per allontanare il pericolo di diminuzione delle libertà individuale, aumento delle imposte, pagamento obbligatorio dell'energia elettrica, ecc.

La percentuale di votanti è stata del 71%. Probabilmente se ci fosse stato un secondo turno di elezioni il PLD avrebbe ottenuto una vittoria più netta. In ogni caso c'è da dire che all'interno del PRD è mancato un appoggio compatto al candidato Vargas Maldonado. Se questo si fosse verificato sicuramente sarebbe stato necessario un ballottaggio.


UOMINI POLITICI FORTI: LEONEL E HIPOLITO

Non è vero che non ci siano uomini politici forti nella R. Dominicana. Leonel e Hipolito hanno saldamente in pugno i partiti di cui sono leader. Essi sono i nuovi "caudillos". Non escluderei che alle prossime elezioni possa vincere ancora Hipolito. Il suo carisma è di gran lunga superiore a quello di Vargas. Se Leonel non riuscirà a ricandidarsi, e a tal fine sarebbe necessaria una nuova modifica della Cosstituzione, è anzi molto probabile che vinca l'ex presidente di Gurabo qualora si ripostulasse il che sembra scontato. Hipolito Mejia ha, infatti, l'aria di essere ben conscio del fatto che "il potere logora chi non ce l'ha.
La tentazione degli elettori di allinearsi con gli spartizionisti e rallentatori del progresso è troppo forte. Sono in tanti a lamentarsi perché "non ci sono soldi per la strada" e a diffidare della capacità organizzativa dei "costruttori",che alla fin fine possa trasformarsi in una consistente perdita delle attuali libertà individuali.

CORRUZIONE E SPARTIZIONISMO

Il PLD rappresenta attualmente i "costruttori", il PRD, invece, gli "spartizionisti", ciò non significa che l'attuale partito di governo possa essere definito assolutamente anti-spartizionista e quindi a priori al di sopra di ogni sospetto in tal senso. Anche il PLD quando assume il potere sostituisce tutti i dipendenti pubblici, circa 400.000. Lo spartizionismo per gli altri aspetti verrebbe considerato dalle nostre parti vera e propria corruzione ma qui viene in certa misura accettato. E' chiaro che essendo la convinzione dell'esistenza di un diritto di "bottino" da vittoria elettorale molto radicata nella mentalità locale, un partito politico che assumesse una posizione di rigetto totale dello spartizionismo non avrebbe lunga vita. Il PRD quando è all'opposizione mette in evidenza puntigliosamente tutti gli episodi che possano essere fatti rientrare nell'ordine di idee dello spartizionismo, che loro chiamano "corruzione" e li rende con grande clamore di dominio pubblico. L'effetto che tali denunce hanno a livello elettorale è praticamente nullo. La gente sa esattamente con chi ha a che fare. Il giorno che il PRD tornerà al potere sarà per scelta consapevole degli elettori. E' chiaro che se i dipendenti pubblici diventassero di carriera, magari secondo i rapporti di forza dei vari partiti, e la durata dei loro incarichi non fosse legata all'esito delle elezioni ci sarebbe un cambiamento radicale del modo di fare e di intendere la politica nella R. Dominicana.

UN'ULTIMA CONSIDERAZIONE

Il Dominicano è perfettamente inquadrato nel capitalismo. A rivendicazioni classiste non ci pensa nemmeno. Non ha mai patito la fame e quindi non è mai stato povero nel vero senso della parola. L'assistenza sanitaria è accessibile a tutti in forma gratuita, almeno quella di urgenza e, senza pagare alcunché oppure pochissimo, ci si può rivolgere ad ambulatori medici che si trovano un po' dappertutto. Esiste anche una scuola pubblica dove i libri sono gratuiti e gratis è anche la colazione che viene servita agli studenti. Non c'è male per un Paese a reddito pro-capite e pressione fiscale bassissimi! Una Nazione giovane che cresce e progredisce a vista d'occhio!


Armando C. Tavano



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Armando C. Tavano


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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