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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Jus Solis e Cittadinanza Dominicana

31.05.08 - ART.11.- Son dominicanos:

1. Todas las personas que nacieren en el territorio de la República, con excepción de los hijos legítimos de los extranjeros residentes en el país en representación diplomática o los que están de tránsito en él.

(Sono dominicani tutti i nati nel territorio della Repubblica ad eccezione dei figli legittimi degli stranieri residenti nel Paese con funzioni di rappresentanza diplomatica o coloro che sono in transito.)

In base a questo articolo della costituzione della R. Dominicana i figli di cittadini stranieri "in transito" e quindi non stabilmente residenti non sono dominicani. Dalla lettura del testo si evince che soltanto i figli di stranieri residenti, e quindi muniti di carta d'identità, rientrano nello "jus solis" o diritto di acquisizione della cittadinanza per nascita nel territorio dello Stato. Questa è l'interpretazione ufficiale di questo articolo. Infatti, il grande leader del PRD, José Francisco Peña Goméz, figlio di Haitiani, veniva invitato, ogni volta che si candidava alle elezioni presidenziali, ad esibire prova della sua cittadinanza dominicana, per la qual cosa il politico aveva già predisposto un fascicolo dove tra l'altro si trovava la carta d'identità di suo padre.

Il presidente Leonel Fernández propone una stesura diversa di questo articolo in modo da rendere il contenuto ancora più chiaro, evitando dei malintesi come quelli che si stanno verificando a livello internazionale, prevedendo nel contempo un'eccezione all'eccezione qualora chi nascesse nel territorio della Repubblica non avesse diritto a nessun'altra cittadinanza e che, quindi, altrimenti, diventerebbe apolide. In questo caso verrebbe concessa la cittadinanza dominicana.

La costituzione haitiana stabilisce che: "sono haitiani i figli di Haitiani nati in qualunque parte del mondo". Non è consentita la doppia cittadinanza. Non esistono quindi, in assenza dello status di residente nella R. Dominicana dei genitori haitiani, i presupposti per l'acquisizione della cittadinanza da parte dei loro figli nati nel territorio nazionale. Non può essere esteso a questi lo "jus solis" e i genitori devono recarsi presso le autorità consolari del loro Paese per depositare i certificati di nascita dei loro figli che sono haitiani per "jus sanguinis".

Si tenga inoltre presente che più che una questione di immigrazione si tratta nel caso degli Haitiani nella R. Dominicana di una vera e propria invasione strisciante. Il presidente Leonel Fernández ha più volte ribadito che la questione haitiana può portare a situazioni simili a quelle che si sono verificate nel Kossovo. Si tratta di un problema di sicurezza nazionale e come tale verrà affrontato dal presente governo sia in sede di modifica della costituzione sia in sede di applicazione delle misure che si renderanno necessarie perché tutto torni alla normalità, sempre chiaramente nel rispetto dei diritti umani e nell'interesse superiore dello Stato dominicano. Nei confronti della questione haitiana anche la chiesa cattolica dominicana è piuttosto intransigente. Il cardinale López Rodríguez si scaglia con durezza contro chiunque appoggi posizioni pro-haitiane nel territorio nazionale.

Ci penserei due volte prima di tacciare di razzisti i Dominicani. Di fatto si tratta di un Paese abitato prevalentemente da mulatti senza complessi. Discendono da spagnoli, da Tainos e da negri liberi, che hanno saputo costruire una nazione occidentale per cultura, per lingua e per valori morali. Quasi il 50% degli elettori nel 1996 votò per un negro figlio di padre e madre haitiani, che viene tuttora ricordato e quasi venerato dai suoi numerosi ammiratori. Questo negro da bambino venne adottato ed educato da una prominente famiglia dominicana. Si tratta di José Francisco Peña Gómez. Come mulatti senza complessi guardano al bianco e al negro come parte del loro patrimonio genetico senza ritenersi né inferiori ai primi né superiori ai secondi. Lo stesso non direi degli Haitiani e se qualcuno pensa ancora che si tratti di poveracci al di sopra di ogni sospetto si legga bene la loro storia e poi ne riparliamo.

Per logica non credo che un Paese possa essere considerato dagli stessi soggetti ricco e povero allo stesso tempo. Eppure con la R. Dominicana succede spesso. Da una parte la si vuole far passare per uno stato fallito, tipo Haiti, povero in canna, pieno di malati di AIDS e via dicendo, dall'altra gli stessi denigratori lanciano nei suoi confronti accuse di xenofobia e di razzismo come se fosse un paese ricco che tratta male gli immigrati alla ricerca nel suo territorio di una vita migliore.

Il governo della R. Dominicana fa salti mortali per garantire a tutti i cittadini un certo livello di assistenza sanitaria, per garantire l'istruzione scolastica gratuita: gli allievi ricevono i libri gratis e ad ogni studente della scuola pubblica viene data ogni giorno la colazione, anche questa gratis. Il governo garantisce prezzi accessibili per gli alimenti, per la corrente elettrica, per il gas naturale. A tale scopo elargisce delle sovvenzioni che lo portano in situazioni deficitarie a livello macroeconomico. Gli Haitiani attraversano la frontiera in massa per godere di questo relativo benessere. Vengono qui perché c'è ancora del verde. Dalle parti loro hanno fatto tabula rasa. Vengono qui perché c'è più sicurezza. Dalle parti loro girano le bande armate. Vengono qui perché le loro donne possono partorire con l'assistenza medica, perché possono trovare le medicine, perché mangiano con maggiore facilità. Di fatto non vengono qui a lavorare ma a sopravvivere. Si insediano nelle zone di frontiera, continuano a parlare, pensare e vivere come haitiani e prima o poi qualcuno avanzerà delle pretese indipendentiste mettendo in evidenza la diversità culturale e linguistica e la maggiore presenza demografica, qualcun altro ne verificherà la veridicità ed ecco un nuovo Kossovo. E poi si ricomincia daccapo.

Armando C. Tavano



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Armando C. Tavano


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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