Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

La Verdad Dominicana
I sei omicidi, si presentarono alla villa vestiti con giubbotti della Direzione Nazionale di Controllo delle Droghe

Paya, Banì, Provincia Peravia, 6/8/2008.- Le autorità hanno trovato apparecchi moderni di comunicazione nella casa dove risiedevano i sette stranieri uccisi con armi da fuoco da sei sconosciuti la notte di lunedì scorso. Due grandi parabole e diversi trasmettitori radio di grande portata servivano da supporto per operazioni che venivano realizzate dalla villa, secondo il magistrato inquirente Miguel José Cuevas.
Nel cortile si ergono tre costruzioni in block, che sarebbero state utilizzate come magazzino, un club di biliardo e una palestra.
La casa di 6.000 mq circa la comprò il colombiano Jesus David Del Rio Hans di 28 anni, ucciso insieme a Dario, Negro, Hierrito, Blanquito, a un cittadino italiano. E' stato riferito che una delle sette vittime è stata identificata come Manolo, il quale recentemente è stato coinvolto in una lite per un invertitore di corrente e del quale la gente in giro dice che si tratti di un agente della polizia; infatti è stato identificato da uno degli agenti che partecipò alla perquisizione fatta nella villa.
Le autorità trovarono tre pistole calibro 9 millimetri, due Pietro Beretta e una Jerincho, 45 bossoli, 5 cellulari, due trasmittenti, il furgone Ford F-150 blu con targa di esibizione L202164 e le jeep Hiundai Veracruz blu, targa X030357 e Toyota Fortuner grigia targata X027206. Da quanto riferito dalla collaboratrice domestica Mercedes Carvajal, alle ore 22 circa si presentarono alla villa sette sconosciuti su due jeep, una bianca e l'altra nera, vestiti con giubbotti della Direzione Nazionale di Controllo delle Droghe (DNCD), portando armi da fuoco lunghe e corte, esigendo alle vittime che cercassero il carico di droga che presuntamente tenevano nascosto.
Le vittime consegnarono le chiavi di un camion Daihatsu blu, che si trovava parcheggiato sul posto nelle immediate vicinanze della villa.

Nessuno li conosceva
Se si chiede in giro se qualcuno conoscesse gli stranieri uccisi la risposta univoca sarà negativa. Nemmeno lo stesso pubblico ministero ne conosceva l'esistenza. Per tutti, qui, si trattava di fantasmi, e l'omicidio multiplo li colse di sorpresa. La polizia locale non sapeva che questa casa fosse abitata da stranieri che non lavoravano e che si mantenevano rinchiusi, nonostante la gente che entrava e usciva dalla villa. La gente di Banì, incluse le autorità, seppero della tragedia dodici ore dopo. Il gruppo non usciva nemmeno a comprare cibo, questo compito era stato assegnato a una persona conosciuta come "El Chulo", che a detta della colf arrivò pochi minuti prima dei sequestratori che legarono lei e suo marito.
Ancora non ci sono stati arresti in relazione a questo caso.
Le condizioni del sopravvissuto permangono stabili. Il sopravvissuto al massacro, il nicaraguense Orim Gomez Halfar è in condizioni stabili e si trova nell'ospedale Francisco Moscoso Puello. Ha subito un'operazione chirurgica per la ferita d'arma da fuoco all'addome. Nel pomeriggio di ieri aveva ripreso conoscenza e dovrebbe essere presto sottoposto a interrogatorio da parte del reparto investigativo della Polizia Nazionale.
E' sorvegliato a vista da oltre cinque agenti del reparto investigativo.
Anche l'ingresso al secondo piano, dove si trova il nicaraguense, è ristretto e soggetto

Trad. Armando C. Tavano



Pubblicita'
 
 

Scrivono per Voi

Archivio
Armando C. Tavano


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

actavano@yahoo.com








Aiutaci
Grazie !