La
Verdad Dominicana
I sei omicidi,
si presentarono alla villa vestiti con giubbotti
della Direzione Nazionale di Controllo delle Droghe
Paya,
Banì, Provincia Peravia, 6/8/2008.- Le
autorità hanno trovato apparecchi moderni
di comunicazione nella casa dove risiedevano i
sette stranieri uccisi con armi da fuoco da sei
sconosciuti la notte di lunedì scorso.
Due grandi parabole e diversi trasmettitori radio
di grande portata servivano da supporto per operazioni
che venivano realizzate dalla villa, secondo il
magistrato inquirente Miguel José Cuevas.
Nel cortile si ergono tre costruzioni in block,
che sarebbero state utilizzate come magazzino,
un club di biliardo e una palestra.
La casa di 6.000 mq circa la comprò il
colombiano Jesus David Del Rio Hans di 28 anni,
ucciso insieme a Dario, Negro, Hierrito, Blanquito,
a un cittadino italiano. E' stato riferito che
una delle sette vittime è stata identificata
come Manolo, il quale recentemente è stato
coinvolto in una lite per un invertitore di corrente
e del quale la gente in giro dice che si tratti
di un agente della polizia; infatti è stato
identificato da uno degli agenti che partecipò
alla perquisizione fatta nella villa.
Le autorità trovarono tre pistole calibro
9 millimetri, due Pietro Beretta e una Jerincho,
45 bossoli, 5 cellulari, due trasmittenti, il
furgone Ford F-150 blu con targa di esibizione
L202164 e le jeep Hiundai Veracruz blu, targa
X030357 e Toyota Fortuner grigia targata X027206.
Da quanto riferito dalla collaboratrice domestica
Mercedes Carvajal, alle ore 22 circa si presentarono
alla villa sette sconosciuti su due jeep, una
bianca e l'altra nera, vestiti con giubbotti della
Direzione Nazionale di Controllo delle Droghe
(DNCD), portando armi da fuoco lunghe e corte,
esigendo alle vittime che cercassero il carico
di droga che presuntamente tenevano nascosto.
Le vittime consegnarono le chiavi di un camion
Daihatsu blu, che si trovava parcheggiato sul
posto nelle immediate vicinanze della villa.
Nessuno li conosceva
Se si chiede in giro se qualcuno conoscesse gli
stranieri uccisi la risposta univoca sarà
negativa. Nemmeno lo stesso pubblico ministero
ne conosceva l'esistenza. Per tutti, qui, si trattava
di fantasmi, e l'omicidio multiplo li colse di
sorpresa. La polizia locale non sapeva che questa
casa fosse abitata da stranieri che non lavoravano
e che si mantenevano rinchiusi, nonostante la
gente che entrava e usciva dalla villa. La gente
di Banì, incluse le autorità, seppero
della tragedia dodici ore dopo. Il gruppo non
usciva nemmeno a comprare cibo, questo compito
era stato assegnato a una persona conosciuta come
"El Chulo", che a detta della colf arrivò
pochi minuti prima dei sequestratori che legarono
lei e suo marito.
Ancora non ci sono stati arresti in relazione
a questo caso.
Le condizioni del sopravvissuto permangono stabili.
Il sopravvissuto al massacro, il nicaraguense
Orim Gomez Halfar è in condizioni stabili
e si trova nell'ospedale Francisco Moscoso Puello.
Ha subito un'operazione chirurgica per la ferita
d'arma da fuoco all'addome. Nel pomeriggio di
ieri aveva ripreso conoscenza e dovrebbe essere
presto sottoposto a interrogatorio da parte del
reparto investigativo della Polizia Nazionale.
E' sorvegliato a vista da oltre cinque agenti
del reparto investigativo.
Anche l'ingresso al secondo piano, dove si trova
il nicaraguense, è ristretto e soggetto
Trad.
Armando C. Tavano