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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

I giustizialisti e la Grande Truffa

31.12.08 - L'Italia è piena di giustizialisti, pronti a lapidare chiunque riceva un avviso di garanzia. Il primo lapidatore è Antonio Di Pietro, forse non più memore delle sue vicende giudiziarie vissute dalla parte sbagliata, dalle quali è stato prontamente assolto. E, detto per inciso, non sorprende tanto il fatto che abbia subito dei processi quanto che questi si siano conclusi con delle assoluzioni e non perché non le meritasse, ma in Italia di solito i processi non finiscono mai con delle assoluzioni, tanto meno in primo grado, finiscono, semmai, con la prescrizione e, il più delle volte, con una condanna o con un patteggiamento. Quindi, il nostro Di Pietro può già vantare un primato, quasi da Guiness, quello di essere stato assolto sempre e nel primo grado di giudizio. Le dichiarazioni di Di Pietro si commentano da sé: "...io dopo mani pulite ho subito 253 processi. Naturalmente è finita 253 a 0, ho vinto sempre io".

Un grande accusatore, questo ex ministro, leader degli aspiranti lapidatori (ora anche lanciatori di scarpe), uno che certamente non avrebbe desistito dal lapidare l'adultera quando Gesù fece il famoso invito, a colui che si ritenesse libero da peccato, di scagliare la prima pietra. Di Pietro la prima pietra, scusate la ridondanza, l'avrebbe sicuramente scagliata. In cuor suo, infatti, lui si sente senza peccato. E così, forse, esultò anche, quando su tutte le prime pagine dei giornali si seppe dei nuovi casi di corruzione, stavolta a carico della sinistra, sua quasi alleata. Esultò, forse, perché pensava che all'interno della sinistra, della quale per un caso strano della vita fa parte, ci sarebbe stato sicuramente, come di fatto c'è stato, almeno in Abruzzo, un travaso di voti a favore del suo partito, l'Italia dei Valori.

Qualcuno pensò: ecco, finalmente, questi pm delle nuove leve non sono più legati ai comunisti, come quelli di tangentopoli, questi gliele suonano anche alla sinistra. Qualcuno lo pensò, sbagliando. Ma chi conosce bene come stanno le cose e mi riferisco a Berlusconi, per esempio, non ha esultato per niente, anzi, si è dimostrato quasi solidale alla sinistra, dichiarandosi garantista e disposto a modificare l'assetto della magistratura.

La diffidenza primeggia, non si sa mai dove vogliano andare a finire questi zelanti origliatori, che conservano i fascicoli come tanti missili pronti per l'uso ad un determinato momento (o segnale?). In effetti, ciò che sorprende è che questi casi siano scattati contemporaneamente, come tanti uccelli che prendono il volo insieme quando sentono uno sparo. E se Di Pietro la pensava diversamente forse si è ricreduto ora che nello scandalo c'è di mezzo anche suo figlio. Non è la prima volta che i figli gli complicano un po' la vita, non è la prima volta che la sua integrità in un modo diretto o indiretto fa acqua da tutte le parti, e chi pensava di essere? Catone il censore?

Giustizialisti dei miei stivali! Hanno la trave nell'occhio ma riescono a percepire la paglietta nell'occhio altrui. Ma questo lo si sa da sempre. I giustizialisti dei miei stivali stanno attenti a tutto quello che si muove, vedono dappertutto disonestà e corruzione, si ergono a censori al di sopra di ogni sospetto e raccolgono tanti voti e tanta passione ai livelli più bassi della società italiana, tra i paria semianalfabeti, semilobotomizzati e forcaioli, che seguono il loro leader, non per niente il più vistosamente sgrammaticato di tutti i politici italiani di tutti i tempi.

Con delle inchieste non del tutto mature è stato sollevato un grande polverone. Sono stati fatti degli arresti, è stato rivelato pubblicamente il contenuto delle intercettazioni (ma si può fare?). Le prime pagine di tutti i giornali ne sono piene, i telegiornali non parlano di altro e gli italiani scandalizzati hanno anche loro argomenti in abbondanza di cui discutere, tutti, quelli di destra e quelli di sinistra. Importante, soprattutto perché il campionato di calcio è nella pausa invernale.

Ma non c'era una crisi in giro? Non sono stati rifilati titoli taroccati per miliardi di Euro alle nostre banche e ai nostri risparmiatori? Non c'è da sospettare che, visto che nulla si crea e nulla si distrugge, qualcuno si sia portato via, e se li stia contando adesso in tutta tranquillità, miliardi di miliardi? E, poi, è tanto facile far perdere le tracce di tutti i soldi del mondo, di miliardi di miliardi?

Nessuno di questi censori, giustizialisti e lapidatori si è fatto avanti per fare o per tentare di fare delle indagini. Ne consegue di fatto un oscuramento dei media per quanto riguarda le colpe della Grande Truffa. I giustizialisti non si fanno avanti. Potrebbero farlo? Penso proprio di no, chi ha venduto l'anima al diavolo non può andare contro il disegno criminale del diavolo. Il potere occulto è il diavolo?

Qualcuno penserà: ecco un complottista, vede fantasmi da tutte le parti. Non lo so se vedo fantasmi, certo è che le coincidenze sono tante e tanti sono anche i comportamenti misteriosi di chi si accanisce contro i rubagalline e fa finta di niente quando riducono l'umanità alla schiavitù, quando derubano impunemente il frutto del lavoro e i risparmi di tutti gli uomini del mondo, quando inducono i governi ad aumentare la pressione fiscale oppure a ridurre la spesa pubblica.

Da un lato la crisi viene presentata come un evento inevitabile, tipico del capitalismo, dall'altro si cerca di dare a intendere che il governo italiano attuale non è in grado di affrontarla adeguatamente. La frittata si gira e ciò che la gente percepisce non è che a livello internazionale e con gravi complicità anche in Italia, abbia avuto luogo la più grande truffa di tutti i tempi. La gente percepisce che i politici italiani sono corrotti, tutti, e che per di più sono anche degli incapaci. Non si parla più di questo reato contro l'umanità che è stato perpetrato alla luce del giorno.

Ormai la gente ha digerito la crisi, non ci pensa più, il popolo bue tirato per il naso dai poteri occulti che controllano i mezzi di informazione e che hanno il fischietto per far sì che i loro alleati scattino come un solo uomo al momento giusto e al posto giusto, stanno tirando le somme dei miliardi di miliardi incamerati con le truffe. Noi semmai tireremo le somme dei nostri nuovi poveri. Qualcuno più povero di noi conterà i morti di fame.

Non è facile la vita del bue quando lo tirano per il naso, eppure un giorno eravamo dei leoni, eppure un giorno c'era chi i poteri occulti li aveva individuati e li combatteva a dovere. Ora siamo rimasti in pochi a guardare nel passato per capire il presente, a guardare nel passato per rinascere, per avere la speranza che un giorno saremo ancora dei leoni.

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Le Opinioni

Vorrei consigliare al Signor Tavano una più attenta lettura della Storia, quella con la "S" maiuscola, non quella manipolata dai giornali e dalle tv a libro paga proprio di quelli che: " si sono portati via e adesso stanno contando i miliardi e miliardi".

Mi spiace per lui, ma non mi risulta che Di Pietro o qualche altro magistrato siano proprietari di banche, catene televisive e giornalistiche, monopoli finanziari, nè che siano mai stati invitati ai lussuosi e riservati banchetti dove i padroni della finanza apolide, le logge e le lobby affaristiche ed i politici al loro servizio, hanno deciso e decidono la vita dei popoli, i sistemi politici che devono guidarli, le loro economie, il loro destino.

Si documenti "chi" e "perché" ha foraggiato e fatto crescere la Lega Nord, chi ha foraggiato e favorito la nascita di Alleanza Nazionale, chi ha imposto con grande dispendio di mezzi all'Italia il sistema elettorale maggioritario e l'attuale bipolarismo fasullo tra due coalizioni che sono due facce della stessa medaglia.

Questa Italia, questa Europa, questo mondo, con le loro storture, disuguaglianze, tragedie, crisi, sono l'Italia, l'Europa, il mondo, che hanno creato i vincitori del secondo conflitto mondiale, assieme a quelle forze liberali, borghesi, cattoliche, socialiste e comuniste loro alleate, complici e serve.

"Noi", piaccia o non piaccia, allora eravamo dall'altra parte della barricata e, oggi e domani, siamo e saremo sempre dalla parte opposta a quella dove queste forze liberali, borghesi, cattoliche, socialiste e comuniste, comunque si chiamino o comunque si mimetizzino, operano e bivaccano tra corruzione e malaffare.


Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP

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Grazie Direttore,

ho già risposto a Rebecchi. Si vede che non aveva letto bene il mio articolo. Certe cose si devono dire tra le righe ma penso che emergano chiaramente dal contesto:

1) In Italia qualcuno pensa che la manovra giudiziaria di dicembre l'abbia voluta Di Pietro. Invece, visto che anche suo figlio ne è rimasto coinvolto non sembra questa un'ipotesi plausibile.
2) I media stavano occupandosi della crisi finanziaria. Si sono verificate delle dichiarazioni di Tremonti che hanno suscitato scalpore. Secondo lui era assurdo che si accettassero consigli per affrontare la crisi da parte di coloro che l' hanno provocata o favorita. Si riferiva niente meno che a Mario Draghi, presidente del Foro di Stabilità finanziaria e presidente della Banca d'Italia.
3) A un certo punto sono scattate contemporaneamente delle iniziative giudiziarie aventi per oggetto fatti di corruzione riguardanti prevalentemente dei politici di sinistra. Le inchieste, per certi versi, si sono dimostrate non ancora mature, per cui l'"operazione" dava l'impressione di essere frettolosa.
4) La Grande Truffa spariva dalle prime pagine dei giornali e non figurava più tra gli argomenti trattati nei telegiornali. Se se ne parlava era solo per mettere in evidenza che i nostri politici non la stavano affrontando a dovere. La frittata si girava, non c'erano colpevoli per questo reato contro l'umanità, c'erano solo inetti che non sapevano affrontarne le conseguenze.
5) Il giustizialismo in genere, sia quello che ha preso forma di partito che quello delle strane inchieste che scattano contemporaneamente e che diffondono attraverso i media atti che dovrebbero essere coperti dal segreto istruttorio, non si interessa dei colpevoli della Grande Truffa e si focalizza su fattispecie delittuose molto meno importanti di carattere demagogico.
6) Ne emerge l'inquietante presenza di un potere occulto, di un burattinaio che fa il bello e il cattivo tempo e che gestisce l'opinione pubblica.

Conclusione: Eppure un giorno eravamo in grado di combattere i poteri occulti, eppure un giorno eravamo dei leoni. Oggi, invece, siamo diventati dei buoi tirati per il naso. Non noi, certo, io che scrivo e tanti altri, ancora disposti a servire la patria, come si addice a dei veri fascisti!

Cordiali saluti.

Armando C. Tavano

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(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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