Mirko
Travaglio e il teorema Craxi
11.01.09 - Mirko Travaglio ha recentemente pubblicato
un post parlato nel blog di Beppe Grillo, il cui
titolo è: "Bettino nostro che sei nei
cieli". Si riferisce allo speciale su Bettino
Craxi trasmesso su canale 5 il 4 gennaio del corrente
anno dal titolo: "La mia vita è stata
una corsa".
Si tratta secondo Travaglio di un tentativo di revisionismo
storico che va immediatamente neutralizzato. Il
giornalista si augura che la trasmissione sia stata
seguita da pochi telespettatori e il suo obiettivo
è quello di smontare punto per punto la tesi
dei filo-craxiani: "Forse è il caso
di mettere qualche puntino sugli "i" per
evitare gli effetti collaterali di queste vere e
proprie armi di distruzione di massa intellettuale
e cerebrale e della memoria collettiva, onde evitare
che poi queste radiazioni si propaghino per anni.
Meglio fermarle, meglio immunizzarsi."
In
realtà Travaglio viene pagato proprio per
questo, per tenere in piedi il teorema che è
stato imposto agli italiani sulle origini della
situazione economica in cui ci troviamo, il teorema
Craxi. Tutto inizia con Craxi e continua con i
politici corrotti e last but not least finisce
con Berlusconi che sarebbe l'erede naturale dello
statista. La preoccupazione di Travaglio e dei
suoi datori di lavoro è che si affievolisca
la certezza assoluta circa la veridicità
di questo teorema. Giustamente il sig. Travaglio
è stato invitato a metterci una pezza quanto
prima al fine di evitare il propagarsi degli effetti
deleteri di un tale evento (la confutazione del
teorema).
Il
teorema Craxi è un luogo comune preso per
buono dalla sinistra e dalla destra. Tutti inveiscono
contro questo uomo al quale va attribuita ogni
responsabilità della situazione economica
attuale. Mi chiedo cosa succederebbe se tutto
a un tratto il teorema Craxi venisse smentito.
Provate a immaginarvelo!
Mi
sembra che la preoccupazione di Travaglio sia
più che giusta. Ne verrebbe fuori un vero
putiferio. Si verrebbe a creare un vuoto che andrebbe
riempito immediatamente, scomparirebbe un colpevole
o una categoria di colpevoli e ci troveremmo davanti
a dei nuovi personaggi da accusare non di ladrocinio
di stato questa volta, ma di alto tradimento.
Dio
ce ne liberi! Forse è meglio lasciare le
cose come stanno. Purtroppo, il tentativo di Travaglio
di ridicolizzare e confutare una per una le tesi
del documentario sono a mio avviso miseramente
fallite. Come faremo a tenerlo in piedi questo
teorema, tanto per evitare il peggio, e, cioè,
per fare in modo che il capro espiatorio, Bettino
Craxi, continui a rimanere tale per i secoli dei
secoli?
Conti
segreti e tangenti:
Nella versione scritta Travaglio omette di quantificare
il contenuto di questi conti che sarebbero riconducibili
secondo deposizioni testimoniali, che vanno comunque
prese con le pinze, a Craxi. L'importo, ripetuto
nella versione parlata fino all'esasperazione,
è di 50 miliardi delle vecchie Lire. Col
senno di poi, nella versione scritta, l'avveduto
giornalista "indipendente" ci ha ripensato.
In effetti 50 miliardi di Lire equivalgono
a 25 milioni di Euro. Importo che, come tesoro,
se confrontato ai 4 milioni di Euro di reddito
annuo del menestrello o comico politicizzato Beppe
Grillo, perde molto di significatività.
Da una parte abbiamo uno statista che è
stato protagonista in un periodo storico molto
difficile e dall'altra abbiamo un istrione scurrile.
Soldi rubati? Non direi. Né sono rubati,
né sono talmente tanti da far gridare allo
scandalo!
Le
tangenti erano la prassi da diversi anni. Così
si finanziavano i partiti. Tutti lo sapevano.
Lo sapeva sicuramente anche la magistratura. Non
è un'accusa, è un dato di fatto.
La loro irregolarità era dovuta soltanto
alla loro mancata dichiarazione. Per questo motivo
Craxi puntò a una sanatoria che sarebbe
stata un atto dovuto, in quanto tutti i partiti
senza eccezione avevano usufruito delle tangenti
e tutti i poteri dello stato senza eccezione ne
erano a conoscenza.
La
sanatoria non c'è stata perché,
in realtà, gli interessi verso il rovesciamento
della "casta" direzionale dello stato
italiano che continuava a gestire la cosa pubblica
da tanti anni erano fortissimi. Al posto dei vecchi
dirigenti ne sarebbero subentrati dei nuovi, inesperti,
che avrebbero dato spazio a degli economisti al
soldo della finanza apatride. Questi avrebbero
svenduto le nostre migliori risorse, previa la
svalutazione dolosa della Lira, allo scopo dichiarato
di risanare il debito pubblico, ma al vero scopo
di favorire il loro datore di lavoro, la finanza
internazionale apatride.
E'
chiaro che con quella "casta" degli
Andreotti, dei Craxi, dei La Malfa, dei Fanfani,
ecc. c'era poco spazio per scherzare. Quelli non
si facevano menare per il naso: sapevano perfettamente
come andava gestita la cosa pubblica ed erano
impregnati di un'etica patriottica per lo più
assente in coloro che li sostituirono.
Al
di là di tutto, l'accusa a Craxi di essersi
appropriato di 50 miliardi di vecchie Lire viene,
lo ribadisco, ridicolizzata dal reddito dichiarato
dall'ospite di Travaglio e cioè Beppe Grillo
con i suoi 8 miliardi in un anno. Pensate proprio
che con quei 50 miliardi, che teniamo per buoni
anche se ci sarebbe molto da ridire al riguardo,
Craxi abbia mandato in rovina l'Italia?
Vorrei
aggiungere a questo proposito che è risaputo
che la democrazia è anche una forma di
governo molto sensibile alle contribuzioni di
terzi: leggi, provvedimenti e appalti sono spesso
legati a ciò che si chiama lobbismo. Cambia
il nome, non più pagamento di tangenti
ma lobbismo, cambia il nome ma non la sostanza.
Tanto per avere un rispettabile punto di riferimento,
guardiamo un pochino come stanno le cose negli
USA. Recentemente, addirittura, è stato
messo all'asta il posto di senatore abbandonato
da Obama per assumere la carica di presidente
(!).
Il
fatto che in Italia e soltanto in Italia ci sia
stato un fenomeno "Mani Pulite" non
significa che negli altri Paesi non succeda anche
di peggio. Significa soltanto che da noi esiste
da sempre quell'anomalia democratica che si chiama
"Indipendenza dal potere esecutivo della
magistratura inquirente". Si sa, se il potere
esecutivo dovesse accusare se stesso sarebbe molto
più indulgente (con se stesso). Ma cosa
succede con la magistratura italiana quando giudica
se stessa? Basta sfogliare i più recenti
giornali italiani. Il problema fondamentale
è che l'unico potere che non è gestito
da rappresentanti del popolo è quello giudiziario
e, allora, mi chiedo e chiedo a tutti gli illuminati
della terra perché dovrebbe essere l'unico
potere che può godere del notevole beneficio
di accusare e di giudicare tutti, anche se stesso?
Debito
Pubblico:
Travaglio sostiene che: "Il rapporto tra
il debito e il Pil, fondamentale per rientrare
nei parametri europei di Maastricht, passò
dal 70 al 90%. In quattro anni un debito pubblico
che era ancora abbastanza accettabile esplose
e ci portò completamente fuori."
Nessuno
ricorda più che Craxi ridusse drasticamente
l'inflazione che raggiunse il picco del 21,7%.
I BOT si vendevano a tassi del 18%, una situazione
che aveva messo sotto pressione i conti delle
Stato. L'indebitamento non è stato voluto
da Craxi. Gli interessi dei titoli di stato a
due cifre lo hanno fatto lievitare velocemente.
Se ne dubitate fate un po' voi stessi i conti.
Teniamo, inoltre, presente che il debito pubblico
al tempo era quasi completamente rappresentato
da debito interno. Craxi si batté per ottenere
da Bruxelles una valutazione differenziata del
debito interno, rispetto al debito estero, il
che sarebbe stato più che logico. Non la
ottenne perché il piano era già
stato tracciato. Conveniva che le cose rimanessero
così. Conveniva che si continuasse a pensare
che l'economia italiana era gestita da scapestrati
che sapevano solo indebitarsi.
Peraltro,
non si può parlare di indebitamento dello
stato senza affrontare nella sua globalità
il sistema monetario e non si può continuare
a infangare i politici accusandoli di incrementare
il debito pubblico. Se Travaglio vuole avere
maggiori informazioni sulla meccanica dell'indebitamento
si rivolga a Beppe Grillo, il quale fino a poco
tempo fa dettava cattedra proprio su questo tema.
Lui è in grado di fornirgli tutte le delucidazioni
del caso. A quattr'occhi gli illustrerà
tutto. In pubblico no, a quanto pare non lo pagano
per questo!
Sigonella:
Dell'episodio di Sigonella siamo in tanti ad essere
grati a Bettino Craxi. Direi che è l'unica
volta dal dopoguerra in qua che il governo italiano
si è comportato come il governo di uno
stato indipendente. Solo per questo Craxi meriterebbe
un monumento. Non sfugge, tuttavia, a nessuno
che con quell'episodio ha avuto inizio la sua
fine.
Se
Travaglio definisce l'OLP una organizzazione terroristica,
avrà i suoi buoni motivi. Sappia, però,
che per i palestinesi e per gli arabi in genere
non lo era. E, purtroppo, a rimetterci in questa
guerra senza fine che si combatte in Medio Oriente
siamo anche noi italiani, costretti a prendere
spesso le parti degli israeliani rendendoci nemici
gli arabi, ai quali è rivolta da sempre
una delle nostra strategie di sbocco economico,
data la nostra superiorità tecnologica
e la loro vicinanza geografica.
I
politici appartenenti alla casta malamente detronizzata
erano convinti che l'avvicinamento al mondo arabo
fosse la strada giusta per l'Italia. Craxi
prese degli impegni con il mondo arabo e li rispettò
impedendo agli americani di fare ciò a
cui sono troppo abituati: quello che vogliono.
Tutto lì, sig. Travaglio, tutto lì,
se Craxi fosse stato un politico mercenario avrebbe
capito che la cosa migliore per lui sarebbe stata
non contrastare gli americani. Ha fatto ciò
che riteneva meglio per il suo Paese e ne ha subito
le conseguenze!
Conclusione:
Il teorema Craxi fa acqua da tutte le parti.
Adesso incominciano pure a trasmettere documentari
che lo smentirebbero. Mala tempora currunt, brutti
tempi per coloro che pensavano che ce l'avevamo
bevuta la storia del teorema. Chissà
come andrà a finire! Intanto, devo dire
che il giornalista Mirko Travaglio ama molto rivolgersi
a Craxi come ladro, ben sapendo, forse, che ci
sono delle sentenze passate in giudicato che lo
autorizzerebbero a tale insulto. Io penso che
le sentenze non rappresentino mai, neanche con
la migliore volontà e buona fede dei giudici,
un'autorizzazione all'insulto, in quanto nel processo
giudiziario non si giudica sui fatti veramente
accaduti, ciò che non sarebbe umanamente
possibile, ma su quelli che risultano dalla loro
ricostruzione in giudizio e quindi dai documenti
e dalle testimonianze. Non è la stessa
cosa, certi documenti possono essere fatti sparire
o possono andare smarriti e certe testimonianze
possono essere estorte o comprate o volutamente
false oppure, magari, può accadere che
il magistrato inquirente sia troppo bravo e che
il legale difensore non sia all'altezza. La fallibilità
umana è sempre in agguato!
Al
di là delle condanne, quindi, mi chiedo
e chiedo a Mirko Travaglio se chi si guadagna
la vita disinformando mentre il suo dovere sarebbe
quello di informare non dovrebbe essere considerato
ladro anche in assenza di sentenze di condanna.
Passate
parola.