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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Mirko Travaglio e il teorema Craxi

11.01.09 - Mirko Travaglio ha recentemente pubblicato un post parlato nel blog di Beppe Grillo, il cui titolo è: "Bettino nostro che sei nei cieli". Si riferisce allo speciale su Bettino Craxi trasmesso su canale 5 il 4 gennaio del corrente anno dal titolo: "La mia vita è stata una corsa".

Si tratta secondo Travaglio di un tentativo di revisionismo storico che va immediatamente neutralizzato. Il giornalista si augura che la trasmissione sia stata seguita da pochi telespettatori e il suo obiettivo è quello di smontare punto per punto la tesi dei filo-craxiani: "Forse è il caso di mettere qualche puntino sugli "i" per evitare gli effetti collaterali di queste vere e proprie armi di distruzione di massa intellettuale e cerebrale e della memoria collettiva, onde evitare che poi queste radiazioni si propaghino per anni. Meglio fermarle, meglio immunizzarsi."

In realtà Travaglio viene pagato proprio per questo, per tenere in piedi il teorema che è stato imposto agli italiani sulle origini della situazione economica in cui ci troviamo, il teorema Craxi. Tutto inizia con Craxi e continua con i politici corrotti e last but not least finisce con Berlusconi che sarebbe l'erede naturale dello statista. La preoccupazione di Travaglio e dei suoi datori di lavoro è che si affievolisca la certezza assoluta circa la veridicità di questo teorema. Giustamente il sig. Travaglio è stato invitato a metterci una pezza quanto prima al fine di evitare il propagarsi degli effetti deleteri di un tale evento (la confutazione del teorema).

Il teorema Craxi è un luogo comune preso per buono dalla sinistra e dalla destra. Tutti inveiscono contro questo uomo al quale va attribuita ogni responsabilità della situazione economica attuale. Mi chiedo cosa succederebbe se tutto a un tratto il teorema Craxi venisse smentito. Provate a immaginarvelo!

Mi sembra che la preoccupazione di Travaglio sia più che giusta. Ne verrebbe fuori un vero putiferio. Si verrebbe a creare un vuoto che andrebbe riempito immediatamente, scomparirebbe un colpevole o una categoria di colpevoli e ci troveremmo davanti a dei nuovi personaggi da accusare non di ladrocinio di stato questa volta, ma di alto tradimento.

Dio ce ne liberi! Forse è meglio lasciare le cose come stanno. Purtroppo, il tentativo di Travaglio di ridicolizzare e confutare una per una le tesi del documentario sono a mio avviso miseramente fallite. Come faremo a tenerlo in piedi questo teorema, tanto per evitare il peggio, e, cioè, per fare in modo che il capro espiatorio, Bettino Craxi, continui a rimanere tale per i secoli dei secoli?

Conti segreti e tangenti:
Nella versione scritta Travaglio omette di quantificare il contenuto di questi conti che sarebbero riconducibili secondo deposizioni testimoniali, che vanno comunque prese con le pinze, a Craxi. L'importo, ripetuto nella versione parlata fino all'esasperazione, è di 50 miliardi delle vecchie Lire. Col senno di poi, nella versione scritta, l'avveduto giornalista "indipendente" ci ha ripensato. In effetti 50 miliardi di Lire equivalgono a 25 milioni di Euro. Importo che, come tesoro, se confrontato ai 4 milioni di Euro di reddito annuo del menestrello o comico politicizzato Beppe Grillo, perde molto di significatività. Da una parte abbiamo uno statista che è stato protagonista in un periodo storico molto difficile e dall'altra abbiamo un istrione scurrile. Soldi rubati? Non direi. Né sono rubati, né sono talmente tanti da far gridare allo scandalo!

Le tangenti erano la prassi da diversi anni. Così si finanziavano i partiti. Tutti lo sapevano. Lo sapeva sicuramente anche la magistratura. Non è un'accusa, è un dato di fatto. La loro irregolarità era dovuta soltanto alla loro mancata dichiarazione. Per questo motivo Craxi puntò a una sanatoria che sarebbe stata un atto dovuto, in quanto tutti i partiti senza eccezione avevano usufruito delle tangenti e tutti i poteri dello stato senza eccezione ne erano a conoscenza.

La sanatoria non c'è stata perché, in realtà, gli interessi verso il rovesciamento della "casta" direzionale dello stato italiano che continuava a gestire la cosa pubblica da tanti anni erano fortissimi. Al posto dei vecchi dirigenti ne sarebbero subentrati dei nuovi, inesperti, che avrebbero dato spazio a degli economisti al soldo della finanza apatride. Questi avrebbero svenduto le nostre migliori risorse, previa la svalutazione dolosa della Lira, allo scopo dichiarato di risanare il debito pubblico, ma al vero scopo di favorire il loro datore di lavoro, la finanza internazionale apatride.

E' chiaro che con quella "casta" degli Andreotti, dei Craxi, dei La Malfa, dei Fanfani, ecc. c'era poco spazio per scherzare. Quelli non si facevano menare per il naso: sapevano perfettamente come andava gestita la cosa pubblica ed erano impregnati di un'etica patriottica per lo più assente in coloro che li sostituirono.

Al di là di tutto, l'accusa a Craxi di essersi appropriato di 50 miliardi di vecchie Lire viene, lo ribadisco, ridicolizzata dal reddito dichiarato dall'ospite di Travaglio e cioè Beppe Grillo con i suoi 8 miliardi in un anno. Pensate proprio che con quei 50 miliardi, che teniamo per buoni anche se ci sarebbe molto da ridire al riguardo, Craxi abbia mandato in rovina l'Italia?

Vorrei aggiungere a questo proposito che è risaputo che la democrazia è anche una forma di governo molto sensibile alle contribuzioni di terzi: leggi, provvedimenti e appalti sono spesso legati a ciò che si chiama lobbismo. Cambia il nome, non più pagamento di tangenti ma lobbismo, cambia il nome ma non la sostanza. Tanto per avere un rispettabile punto di riferimento, guardiamo un pochino come stanno le cose negli USA. Recentemente, addirittura, è stato messo all'asta il posto di senatore abbandonato da Obama per assumere la carica di presidente (!).

Il fatto che in Italia e soltanto in Italia ci sia stato un fenomeno "Mani Pulite" non significa che negli altri Paesi non succeda anche di peggio. Significa soltanto che da noi esiste da sempre quell'anomalia democratica che si chiama "Indipendenza dal potere esecutivo della magistratura inquirente". Si sa, se il potere esecutivo dovesse accusare se stesso sarebbe molto più indulgente (con se stesso). Ma cosa succede con la magistratura italiana quando giudica se stessa? Basta sfogliare i più recenti giornali italiani. Il problema fondamentale è che l'unico potere che non è gestito da rappresentanti del popolo è quello giudiziario e, allora, mi chiedo e chiedo a tutti gli illuminati della terra perché dovrebbe essere l'unico potere che può godere del notevole beneficio di accusare e di giudicare tutti, anche se stesso?

Debito Pubblico:
Travaglio sostiene che: "Il rapporto tra il debito e il Pil, fondamentale per rientrare nei parametri europei di Maastricht, passò dal 70 al 90%. In quattro anni un debito pubblico che era ancora abbastanza accettabile esplose e ci portò completamente fuori."

Nessuno ricorda più che Craxi ridusse drasticamente l'inflazione che raggiunse il picco del 21,7%. I BOT si vendevano a tassi del 18%, una situazione che aveva messo sotto pressione i conti delle Stato. L'indebitamento non è stato voluto da Craxi. Gli interessi dei titoli di stato a due cifre lo hanno fatto lievitare velocemente. Se ne dubitate fate un po' voi stessi i conti. Teniamo, inoltre, presente che il debito pubblico al tempo era quasi completamente rappresentato da debito interno. Craxi si batté per ottenere da Bruxelles una valutazione differenziata del debito interno, rispetto al debito estero, il che sarebbe stato più che logico. Non la ottenne perché il piano era già stato tracciato. Conveniva che le cose rimanessero così. Conveniva che si continuasse a pensare che l'economia italiana era gestita da scapestrati che sapevano solo indebitarsi.

Peraltro, non si può parlare di indebitamento dello stato senza affrontare nella sua globalità il sistema monetario e non si può continuare a infangare i politici accusandoli di incrementare il debito pubblico. Se Travaglio vuole avere maggiori informazioni sulla meccanica dell'indebitamento si rivolga a Beppe Grillo, il quale fino a poco tempo fa dettava cattedra proprio su questo tema. Lui è in grado di fornirgli tutte le delucidazioni del caso. A quattr'occhi gli illustrerà tutto. In pubblico no, a quanto pare non lo pagano per questo!

Sigonella:
Dell'episodio di Sigonella siamo in tanti ad essere grati a Bettino Craxi. Direi che è l'unica volta dal dopoguerra in qua che il governo italiano si è comportato come il governo di uno stato indipendente. Solo per questo Craxi meriterebbe un monumento. Non sfugge, tuttavia, a nessuno che con quell'episodio ha avuto inizio la sua fine.

Se Travaglio definisce l'OLP una organizzazione terroristica, avrà i suoi buoni motivi. Sappia, però, che per i palestinesi e per gli arabi in genere non lo era. E, purtroppo, a rimetterci in questa guerra senza fine che si combatte in Medio Oriente siamo anche noi italiani, costretti a prendere spesso le parti degli israeliani rendendoci nemici gli arabi, ai quali è rivolta da sempre una delle nostra strategie di sbocco economico, data la nostra superiorità tecnologica e la loro vicinanza geografica.

I politici appartenenti alla casta malamente detronizzata erano convinti che l'avvicinamento al mondo arabo fosse la strada giusta per l'Italia. Craxi prese degli impegni con il mondo arabo e li rispettò impedendo agli americani di fare ciò a cui sono troppo abituati: quello che vogliono. Tutto lì, sig. Travaglio, tutto lì, se Craxi fosse stato un politico mercenario avrebbe capito che la cosa migliore per lui sarebbe stata non contrastare gli americani. Ha fatto ciò che riteneva meglio per il suo Paese e ne ha subito le conseguenze!

Conclusione:
Il teorema Craxi fa acqua da tutte le parti. Adesso incominciano pure a trasmettere documentari che lo smentirebbero. Mala tempora currunt, brutti tempi per coloro che pensavano che ce l'avevamo bevuta la storia del teorema. Chissà come andrà a finire! Intanto, devo dire che il giornalista Mirko Travaglio ama molto rivolgersi a Craxi come ladro, ben sapendo, forse, che ci sono delle sentenze passate in giudicato che lo autorizzerebbero a tale insulto. Io penso che le sentenze non rappresentino mai, neanche con la migliore volontà e buona fede dei giudici, un'autorizzazione all'insulto, in quanto nel processo giudiziario non si giudica sui fatti veramente accaduti, ciò che non sarebbe umanamente possibile, ma su quelli che risultano dalla loro ricostruzione in giudizio e quindi dai documenti e dalle testimonianze. Non è la stessa cosa, certi documenti possono essere fatti sparire o possono andare smarriti e certe testimonianze possono essere estorte o comprate o volutamente false oppure, magari, può accadere che il magistrato inquirente sia troppo bravo e che il legale difensore non sia all'altezza. La fallibilità umana è sempre in agguato!

Al di là delle condanne, quindi, mi chiedo e chiedo a Mirko Travaglio se chi si guadagna la vita disinformando mentre il suo dovere sarebbe quello di informare non dovrebbe essere considerato ladro anche in assenza di sentenze di condanna.

Passate parola.




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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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