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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Di Pietro e le querele

12.01.09 - Lo ha scritto Michele Brambilla qualche giorno fa, "non c'è altro, nel pensiero di Di Pietro. Non un'ideologia, non una strategia economica, non una visione sulla politica internazionale, sulla scuola, sulla cultura, su qualsiasi questione etica che non attenga al settimo comandamento" (Non Rubare) (*)

Un uomo tutto d'un pezzo che fa dell'onestà il suo cavallo di battaglia. Solo dell'onestà degli altri? Ai posteri l'ardua sentenza, direbbe il Manzoni evitando così delle querele a colpo sicuro. Sì, perché le querele di Di Pietro sono tutte a colpo sicuro. Tanto da rappresentare una colonna portante del suo reddito degli ultimi 12 anni, accanto all'attività politica.

Lo dichiara lui stesso in una recentissima lettera rivolta al direttore del giornale Libero e ivi pubblicata (**). Dal 1996 in qua Antonio Di Pietro ha ottenuto per l'attività politica redditi netti pari a 1.000.000 di Euro e per gli indennizzi ricevuti da querelati 700.000 Euro circa. (lordi?).

Penso proprio che chiunque riceva una minaccia di querela da parte di questo uomo politico abbia tutti i motivi per preoccuparsene seriamente. L'ultimo ad essere stato ammonito di recente è Il Giornale (**) che a suo tempo dovette esborsare un indennizzo di 400 milioni di lire a favore di Antonio Di Pietro.

Smbrerebbe scontato che coloro che, sentendosi diffamati, ricorrono ad azioni giudiziarie, nel momento in cui le loro rivendicazioni vengono riconosciute con sentenza passata in giudicato, devolvano in beneficenza l'importo loro spettante. Succede quasi sempre anche perché i querelanti vogliono evidenziare che non si tratta di una questione di soldi. L'On. e agricoltore Di Pietro , ex-pm, non si cura molto delle apparenze ed è solito intascare senza indugi di sorta quei soldini e utilizzarli per l'acquisto di immobili. La beneficenza non è un obbligo, comportarsi da gentiluomini nemmeno, si tratta semplicemente di una questione di stile. Ma in fondo stiamo parlando di un agricoltore, come tale parla, come tale cammina e come tale ragiona. Cosa pensino gli altri non conta nulla, peggio ne parlano, tanto meglio, più querele, più guadagno e..più immobili!

Prendere e intascare, poi si vede. Tutto fa brodo! Questa è la massima di tanti.

Eppure mai come nel caso di questo agricoltore e politico ex-pm così fortunato nelle sentenze dei suoi processi giudiziari, una devoluzione in beneficenza sarebbe stata più opportuna. Non che si voglia imporre a qualcuno degli atteggiamenti che non gli sono propri, questo no, ma, c'è sempre un ma, vero? Ma qualcosa c'è che non va in questo incameramento deciso degli indennizzi che gli vengono devoluti in forza a sentenze emesse in suo favore da suoi ex-colleghi! Evidentemente questo qualcosa sfugge ai suoi numerosi elettori.

Esiste un rischio insito nella natura stessa del processo giudiziario ben noto a tutti, che non riguarda, tuttavia, a quanto pare, il dott. Di Pietro. Sto parlando dell'alea del giudizio. In effetti, sussiste sempre il rischio di perdere una causa. Invece, Di Pietro stesso ammette di aver subito 253 processi e di esserne venuto fuori sempre vittorioso. Non a torto, quindi, l'ex-pm può considerare le querele una fonte di reddito; ed è, infatti, con tutta naturalezza che il dott. Di Pietro cita, a giustificazione degli acquisti di immobili da lui eseguiti, anche i 700.000 Euro circa, relativi agli indennizzi ricevuti a fronte delle querele interposte nei confronti dei suoi diffamatori(*). Una quisquilia, forse, per lui, 700.000 Euro...

Tuttavia, molti dei suoi elettori e seguaci, dei lanciatori di scarpe, raccoglitori di firme, ecc., tanto per intenderci, lavorando tutta una vita non guadagnano nemmeno la metà di quei soldi. Si tratta pur sempre di unmiliardoquattrocentomila Lire!

Il problema è che, come si suol dire, e la regola vale per i politici e per i magistrati, non solo si deve essere onesti ma tali si deve anche apparire a tutti gli effetti. Invece, si scoprono situazioni che destano quanto meno meraviglia e fanno mormorare, dico mormorare, perché parlarne a voce alta potrebbe comportare rogne e spese. Ecco, infatti, si mormora che essendo Di Pietro Ministro delle Infrastrutture sia stato affidato all'ex-magistrato Guglielmo Ascione, diventato nel frattempo avvocato, un incarico legale che gli fruttò (ad Ascione) nientemeno che 4.000.000 di Euro:"Due anni fa il giudice diventato avvocato era stato incaricato dalla società che gestisce l'autostrada Brescia-Padova di dirimere una faccenda molto delicata, che richiedeva doti speciali di mediazione con il ministero delle Infrastrutture. Il legale doveva fare in modo che la Serenissima ottenesse la proroga della concessione autostradale. La decisione spettava all'Unione europea e al ministero. La consulenza fu assegnata il 30 giugno 2006, quando Tonino si era insediato da poche settimane". (***). Fin qui, niente da ridire.

Succede, invece, che questo ex-magistrato si fosse contraddistinto per aver proceduto all'archiviazione di due azioni penali intraprese nei confronti di Di Pietro. Una di queste in forza a documentazione che il Cusani aveva denunciato come falsa. Falsità che un anno e mezzo dopo l'archiviazione venne dimostrata (***).

Si può pensare, volendo, magari mettendoci nei panni di questo ex-pm, politico e soprattutto agricoltore, che cane non mangia cane e che una mano lava l'altra? Così potrebbe anche spiegarsi la buona sorte sfacciata che sembra consentirgli di vincere tutte le querele e di ottenere lauti indennizzi, di entità tale da consentirgli l'acquisto di diversi immobili. L'alternativa sarebbe, al fine di spiegare il fenomeno, instaurare un parallelo con il famosissimo, tra noi amanti del calcio, CULO DI SACCHI! Ve lo ricordate il Culo di Sacchi! Non bastò per vincere il mondiale del 1994 ma poco ci mancò. Ma non mescoliamo il sacro con il profano e per sacro intendo il Culo di Sacchi, ovviamente.

Guarda caso, questi 700.000 Euro, ottenuti in quel modo tanto inconsueto dalle nostre parti, sono serviti a giustificare le fonti finanziarie che avrebbero consentito all'on. agricoltore Di Pietro di acquistare parte degli immobili la cui proprietà gli viene rinfacciata da "Il Giornale". Di Pietro riporta questo importo complessivo insieme ad altre fonti di reddito e, per fugare dubbi di sorta sulla autenticità della loro natura risarcitoria, ricorda l'assegno circolare di 400 milioni di Lire ricevuto da "Il Giornale". Si dovrebbe quindi pensare che quell'assegno sia stato utilizzato per l'acquisto di immobili.

Invece c'è un piccolo particolare: le somme ricevute a titolo di indennizzo sono assoggettate a tassazione per cui l'importo di 700.000 Euro sotto la voce indennizzi va praticamente dimezzato. E allora?

Allora, i conti non tornano!

*******************


(*) LA MORALE DEL MORALISTA (di Michele Brambilla)

(**) Lettera di Antonio Di Pietro a "Libero"

(***) Le manovre spericolate di Tonino in autostrada: così piazzava gli amici

(****) LE NON RISPOSTE DI TONINO


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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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