Di
Pietro e le querele
12.01.09
- Lo ha scritto Michele Brambilla qualche giorno
fa, "non c'è altro, nel pensiero
di Di Pietro. Non un'ideologia, non una strategia
economica, non una visione sulla politica internazionale,
sulla scuola, sulla cultura, su qualsiasi questione
etica che non attenga al settimo comandamento"
(Non Rubare) (*)
Un
uomo tutto d'un pezzo che fa dell'onestà
il suo cavallo di battaglia. Solo dell'onestà
degli altri? Ai posteri l'ardua sentenza, direbbe
il Manzoni evitando così delle querele
a colpo sicuro. Sì, perché le querele
di Di Pietro sono tutte a colpo sicuro. Tanto
da rappresentare una colonna portante del suo
reddito degli ultimi 12 anni, accanto all'attività
politica.
Lo
dichiara lui stesso in una recentissima lettera
rivolta al direttore del giornale Libero e ivi
pubblicata (**). Dal 1996 in qua Antonio Di Pietro
ha ottenuto per l'attività politica redditi
netti pari a 1.000.000 di Euro e per gli indennizzi
ricevuti da querelati 700.000 Euro circa. (lordi?).
Penso
proprio che chiunque riceva una minaccia di querela
da parte di questo uomo politico abbia tutti i
motivi per preoccuparsene seriamente. L'ultimo
ad essere stato ammonito di recente è Il
Giornale (**) che a suo tempo dovette esborsare
un indennizzo di 400 milioni di lire a favore
di Antonio Di Pietro.
Smbrerebbe
scontato che coloro che, sentendosi diffamati,
ricorrono ad azioni giudiziarie, nel momento in
cui le loro rivendicazioni vengono riconosciute
con sentenza passata in giudicato, devolvano in
beneficenza l'importo loro spettante. Succede
quasi sempre anche perché i querelanti
vogliono evidenziare che non si tratta di una
questione di soldi. L'On. e agricoltore Di
Pietro , ex-pm, non si cura molto delle apparenze
ed è solito intascare senza indugi di sorta
quei soldini e utilizzarli per l'acquisto di immobili.
La beneficenza non è un obbligo, comportarsi
da gentiluomini nemmeno, si tratta semplicemente
di una questione di stile. Ma in fondo stiamo
parlando di un agricoltore, come tale parla, come
tale cammina e come tale ragiona. Cosa pensino
gli altri non conta nulla, peggio ne parlano,
tanto meglio, più querele, più guadagno
e..più immobili!
Prendere
e intascare, poi si vede. Tutto fa brodo! Questa
è la massima di tanti.
Eppure
mai come nel caso di questo agricoltore e politico
ex-pm così fortunato nelle sentenze dei
suoi processi giudiziari, una devoluzione in beneficenza
sarebbe stata più opportuna. Non che si
voglia imporre a qualcuno degli atteggiamenti
che non gli sono propri, questo no, ma, c'è
sempre un ma, vero? Ma qualcosa c'è che
non va in questo incameramento deciso degli indennizzi
che gli vengono devoluti in forza a sentenze emesse
in suo favore da suoi ex-colleghi! Evidentemente
questo qualcosa sfugge ai suoi numerosi elettori.
Esiste
un rischio insito nella natura stessa del processo
giudiziario ben noto a tutti, che non riguarda,
tuttavia, a quanto pare, il dott. Di Pietro. Sto
parlando dell'alea del giudizio. In effetti, sussiste
sempre il rischio di perdere una causa. Invece,
Di Pietro stesso ammette di aver subito 253 processi
e di esserne venuto fuori sempre vittorioso. Non
a torto, quindi, l'ex-pm può considerare
le querele una fonte di reddito; ed è,
infatti, con tutta naturalezza che il dott. Di
Pietro cita, a giustificazione degli acquisti
di immobili da lui eseguiti, anche i 700.000 Euro
circa, relativi agli indennizzi ricevuti a fronte
delle querele interposte nei confronti dei suoi
diffamatori(*). Una quisquilia, forse, per lui,
700.000 Euro...
Tuttavia,
molti dei suoi elettori e seguaci, dei lanciatori
di scarpe, raccoglitori di firme, ecc., tanto
per intenderci, lavorando tutta una vita non guadagnano
nemmeno la metà di quei soldi. Si tratta
pur sempre di unmiliardoquattrocentomila Lire!
Il
problema è che, come si suol dire, e la
regola vale per i politici e per i magistrati,
non solo si deve essere onesti ma tali si deve
anche apparire a tutti gli effetti. Invece, si
scoprono situazioni che destano quanto meno meraviglia
e fanno mormorare, dico mormorare, perché
parlarne a voce alta potrebbe comportare rogne
e spese. Ecco, infatti, si mormora che essendo
Di Pietro Ministro delle Infrastrutture sia stato
affidato all'ex-magistrato Guglielmo Ascione,
diventato nel frattempo avvocato, un incarico
legale che gli fruttò (ad Ascione) nientemeno
che 4.000.000 di Euro:"Due anni fa
il giudice diventato avvocato era stato incaricato
dalla società che gestisce l'autostrada
Brescia-Padova di dirimere una faccenda molto
delicata, che richiedeva doti speciali di mediazione
con il ministero delle Infrastrutture. Il legale
doveva fare in modo che la Serenissima ottenesse
la proroga della concessione autostradale. La
decisione spettava all'Unione europea e al ministero.
La consulenza fu assegnata il 30 giugno 2006,
quando Tonino si era insediato da poche settimane".
(***). Fin qui, niente da ridire.
Succede,
invece, che questo ex-magistrato si fosse contraddistinto
per aver proceduto all'archiviazione di due azioni
penali intraprese nei confronti di Di Pietro.
Una di queste in forza a documentazione che il
Cusani aveva denunciato come falsa. Falsità
che un anno e mezzo dopo l'archiviazione venne
dimostrata (***).
Si
può pensare, volendo, magari mettendoci
nei panni di questo ex-pm, politico e soprattutto
agricoltore, che cane non mangia cane e che una
mano lava l'altra? Così potrebbe anche
spiegarsi la buona sorte sfacciata che sembra
consentirgli di vincere tutte le querele e di
ottenere lauti indennizzi, di entità tale
da consentirgli l'acquisto di diversi immobili.
L'alternativa sarebbe, al fine di spiegare il
fenomeno, instaurare un parallelo con il famosissimo,
tra noi amanti del calcio, CULO DI SACCHI! Ve
lo ricordate il Culo di Sacchi! Non bastò
per vincere il mondiale del 1994 ma poco ci mancò.
Ma non mescoliamo il sacro con il profano e per
sacro intendo il Culo di Sacchi, ovviamente.
Guarda
caso, questi 700.000 Euro, ottenuti in quel modo
tanto inconsueto dalle nostre parti, sono serviti
a giustificare le fonti finanziarie che avrebbero
consentito all'on. agricoltore Di Pietro di acquistare
parte degli immobili la cui proprietà gli
viene rinfacciata da "Il Giornale".
Di Pietro riporta questo importo complessivo insieme
ad altre fonti di reddito e, per fugare dubbi
di sorta sulla autenticità della loro natura
risarcitoria, ricorda l'assegno circolare di 400
milioni di Lire ricevuto da "Il Giornale".
Si dovrebbe quindi pensare che quell'assegno sia
stato utilizzato per l'acquisto di immobili.
Invece
c'è un piccolo particolare: le somme ricevute
a titolo di indennizzo sono assoggettate a tassazione
per cui l'importo di 700.000 Euro sotto la
voce indennizzi va praticamente dimezzato. E allora?
Allora,
i conti non tornano!
*******************
(*) LA MORALE DEL MORALISTA
(di Michele Brambilla)
(**)
Lettera di Antonio Di Pietro a "Libero"
(***)
Le manovre spericolate di Tonino in autostrada:
così piazzava gli amici
(****)
LE NON RISPOSTE DI TONINO