Carta
moneta, ignoranza e schiavitù
12.02.09
- Quando i conquistatori spagnoli si trovarono
faccia a faccia con gli indios, prima di sottometterli
ci fu un periodo in cui facevano affari con loro.
E se la ridevano di cuore. Raccontavano in Europa
di quanto fossero ingenui questi indiani che in
cambio di specchietti davano discreti quantitativi
di oro.
Certo,
i bianchi avevano ragione, gli specchietti non
valgono quanto l'oro. Ciò non significa,
tuttavia, che gli indios fossero tanto ingenui,
in fondo non potevano sapere che l'oro era il
mezzo di pagamento adottato dai bianchi.
Sono
passati oltre cinquecento anni da allora. Le monete
d'oro e di altri metalli preziosi, vennero sostituite
da biglietti di banca convertibili e, con il trascorrere
del tempo questi vennero sostituiti a loro volta
da altri biglietti dapprima convertibili per modo
di dire, e poi non più convertibili.
Insomma,
oggi si lavora, ci si ammazza, si ruba, si va
a morire in guerra per dei pezzi di carta che
valgono poco più della carta igienica.
La realtà supera sempre la fantasia!
Eppure
sui soldi, sulla loro origine, sul loro significato,
la stragrande maggioranza degli italiani non sa
praticamente niente. Penso che l'indio e il bianco
della permuta degli specchietti con l'oro, nonostante
fossero entrambi analfabeti o quasi, non avessero
accesso a telegiornali vari e nemmeno potessero
usufruire di computer collegati a internet, sapessero
molto bene il fatto loro: Nessuno dei due avrebbe
accettato pezzi di carta a fronte dei beni che
stavano scambiando!
Dietro
l'aspetto cartaceo ci sta sicuramente qualcosa,
questo lo intuiscono tutti. Il problema è
che la stragrande maggioranza non vuole sforzare
le meningi più di tanto, informarsi in
giro, fare ricerche per capire cos'è che
gli straccetti di carta rappresentano, cos'è
che li rende così pregiati. Le fonti di
informazione a cui ci rivolgiamo di solito non
ci aiutano affatto. Sono tutte in mano a chi trae
beneficio dalla nostra ignoranza.
Tuttavia,
se ci si deve dannare la vita lavorando per qualcosa,
che poi sono sempre questi benedetti soldi che
non ci bastano mai, se ci si deve proprio dannare
la vita per loro, quanto meno, di loro, dei soldi,
dovremmo sapere tutto.
Guardando
indietro nella mia esperienza personale di oltre
mezzo secolo posso dire con assoluta sicurezza
che la natura sostanziale dei soldi e cioè
la carta è sempre lì dietro l'angolo
e che prima o poi questa si impone al loro ruolo
formale di mezzo di pagamento. Ne sanno qualcosa
coloro che li hanno voluti tesoreggiare senza
investirli. Prima o poi si sono ritrovati con
un mucchio di carta straccia vanamente rappresentativo
di una vita di lavoro e di risparmio
Meglio
se la cavano nel rapporto con i soldi coloro che
li prendono in mano solo per investirli immediatamente.
Se ne liberano subito come si fa in situazioni
di iperinflazione nelle quali i soldi si svalutano
di giorno in giorno. In effetti, anche in situazioni
normali il valore dei soldi diminuisce in funzione
del tempo.
Ma
quelli che se ne disfano subito sono i meno; la
maggioranza, infatti, li deposita in banca, il
che consente il "miracolo" monetario
della creazione della moneta virtuale o bancaria,
con ulteriori risparmi di carta e di inchiostro
rispetto al "miracolo" della trasformazione
della carta in carta moneta.
Prima
di buttarci a capofitto nella ricerca di soldi
ad ogni costo sarebbe bene capire almeno in quale
momento e da parte di chi a questi pezzi di carta
viene attribuito quel valore che li rende così
ambiti. Probabilmente, visto che siamo in un sistema
democratico dove periodicamente si va a votare
per eleggere chi ci deve governare, se si sapesse
qualcosa di più sui soldi si potrebbero
fare delle scelte elettorali più oculate.
Il
problema è che approfondendo il tema scopriremmo
presto che noi, popolo sovrano di una repubblica
democratica, nulla abbiamo a che fare con la moneta.
La sua emissione, il suo valore nel tempo e il
suo prezzo (interessi) sono al di fuori della
nostra possibilità di controllo ed esulano
dalle competenze dei governanti che abbiamo eletto
democraticamente. Loro stessi si sono privati
a nostra insaputa di ogni prerogativa al riguardo.
Il
miracolo della trasformazione della carta straccia
in carta moneta non ci appartiene. Esso è
stato conferito ad una "casta", che
non viene eletta dal popolo ma che si arricchisce
alle sue spalle. La Banca Centrale Europea non
è sottoposta al controllo degli elettori
europei, la Banca d'Italia non appartiene agli
italiani. Come e quando emettere moneta e le variazioni
del tasso d'interesse sono decisioni che prendono
terzi non eletti, non eleggibili, non rimovibili
da nessun potere esecutivo, una "casta".
Il reddito monetario o signoraggio, grande privilegio
di chi emette moneta, spetta solo a questa "casta",
che in definitiva ci governa.
Interessante
il fatto che per la rivendicazione di un'arida
zolla di terra facilmente si arriva ad una guerra
tra stati, mentre la più importante delle
sovranità viene completamente ignorata.
Più interessante ancora è che un
quarto del frutto del nostro lavoro, del sudore
delle nostre fronti va a finire in un buco nero
che si chiama "interessi del debito pubblico",
strettamente legato all'emissione monetaria e
non alla spesa dello Stato.
Incredibile
è invece che, nella foga di tesoreggiare
e di far fruttare la carta moneta all'inutile
scopo di preservarne il valore nel tempo si ricorra
all'acquisto dei titoli del debito pubblico. Teniamo
presente che ogni italiano lavora due o tre mesi
l'anno solo per pagare gli interessi di questo
debito. Nonostante ciò, la stragrande maggioranza
degli italiani pensa che acquistarne i titoli
sia un investimento proficuo!
Immagino
quanto si divertano alle nostre spalle quelli
della "casta". In fondo loro sanno che
hanno raggiunto un gradino più elevato
nella scala dell'evoluzione. Sono ben superiori
a noi, in misura abissale rispetto al gap esistente
a suo tempo tra indios e spagnoli. Eppure quel
poco bastò perché gli indios venissero
resi schiavi e perché per poco non sparissero
dalla faccia della terra.
Il
nostro destino, quindi, si prospetta ancora peggiore
di quello degli indios. Stiamo già percorrendo
la strada della sottomissione, siamo quasi giunti
a quella della schiavitù, ora manca solo
quella dell'estinzione...