Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Giunone Moneta: i suoi templi e i suoi sacerdoti

18.02.09 - Ci sono cose tra il cielo e la terra che sono al di là della capacità di comprensione. Spesso si spiegano soltanto ammettendo l’intervento divino. Mi riferisco in particolare alla moneta e ai suoi imperscrutabili misteri.

La Bibbia ci ha portato civiltà. Prima non ce l’avevamo? Forse no... Ci siamo convertiti tutti, oggi abbiamo un Dio unico e le parole scritte nel Libro risuonano nelle nostre menti come se fossero state rivolte a noi e non al popolo eletto.

Siamo ben consci, tuttavia, di essere degli ex gentili, del che a volte ci vergogniamo pure. Sicuramente ora siamo sulla retta via. Era necessario abbandonare il politeismo. Non è adatto ai tempi moderni!

Eppure qualcuno dei nostri dei continua a fare miracoli. Mi riferisco in particolare a Giunone Moneta, l’aspetto femminile del principio divino secondo la religione dei nostri antenati. Moneta in quanto ci aveva avvertito (moneo, mones) in occasione dell’invasione dei galli di Brenno (396 a.C.) mediante le oche a lei sacre.

Giunone Moneta in seguito alla costruzione della Zecca nelle adiacenze del suo tempio, diede il nome alla pecunia e ne diventò la protettrice. E’ in mezzo a noi da oltre duemila anni. Gesù la chiamò Mammona ed escluse che chi seguisse Mammona potesse seguire anche Lui. Gesù ne temeva la concorrenza e aveva i suoi buoni motivi.

Sta di fatto che i miracoli della nostra ex dea sono all’ordine del giorno. La trasformazione di vile materia, la carta, in oro può essere verificata a occhio nudo.

Giunone Moneta ha i suoi sacerdoti e i suoi templi. I suoi sacerdoti non siamo noi, ex suoi adoratori. I suoi sacerdoti sono in grande maggioranza ebrei! Monoteisti che alla chetichella sono diventati neopagani insieme a tutte e dodici le tribù di Israele!

Ci hanno scippato la dea! Ovvero l’hanno raccolta dopo che noi l’abbiamo messa da parte per seguire il loro Dio. Noi, politeisti, abbiamo abbracciato il Dio degli ebrei e abbiamo perso per sempre la benevolenza della divinità madre. Essi la venerano e lei li ricompensa attribuendogli l’esclusività del miracolo della neo alchimia monetaria!

Dodici sono le Federal reserve banks, dodici come le tribù di Israele. Vennero istituite nel 1913 negli USA. Sono di proprietà privata, le loro azioni appartengono a circa trecento famiglie in grandissima parte ebree.

Grazie ai poteri divini di Giunone questi sacerdoti neopagani tramutano carta in cartamoneta e la prestano allo stato a fronte di titoli del tesoro americano fruttiferi di interessi. Lo stato devolve una parte delle imposte riscosse dai “tax payer” o contribuenti al pagamento di questi interessi e i sacerdoti riempiono i loro sacri forzieri con il beneplacito della bellissima dea.

Giunone è una dea pagana, ha tutti i suoi buoni motivi per non volerci più bene. Abbiamo abbandonato lei che fa i miracoli davanti ai nostri occhi e abbiamo seguito il monoteismo. Ricordiamoci che Giunone fu la principale artefice della distruzione di Troia e soltanto perché Paride, figlio di Priamo, re dei troiani, diede il pomo della discordia a Venere, dichiarandola la più bella.

Insomma, Giunone Moneta, per favorire la ricchezza dei suoi sacerdoti, promuove dappertutto guerre o situazioni che fanno indebitare a oltranza il tesoro USA. La recente crisi ha preso il posto di una paventata guerra in Iran, con conseguenze molto simili sull’incremento del debito pubblico americano.

Con queste cose c’entra sempre Giunone, dea vendicativa e impulsiva quanto bella e generosa se la prendi per il verso giusto.

Si racconta che il presidente Kennedy, anche lui cattolico come noi,ahimè, si accanisse contro la dea delle dee e non si rivolgesse al tempio, cioè alla Federal Reserve Bank, per l’emissione monetaria di rito. Lo fece di testa sua, direttamente dal Tesoro, privando il tempio dei sacri interessi.

Tutti sanno la fine che fece il giovane presidente. Giunone, infatti, è efferatissima e non tollera affronti a se stessa o ai suoi beniamini, questi sacerdoti. Da allora nessuno ha più osato negli USA fare strappi al rito. Tutti sanno quanto sia pericoloso offendere Giunone Moneta, che è poi anche la dea dell’aria e che, quindi, si trova dappertutto.

Si trova anche in Italia, nel suo tempio, Bankitalia. L’Italia non è più quella di una volta, ma forse la dea immortale se ne compiace, in fondo ricorda bene che l’ultimo tempio che le dedicammo lo bruciò quel pazzo di Nerone e non fummo capaci di erigerle un altro. Ben ci sta se ora siamo soltanto dei lacchè mascherati da alleati dell’impero USA!

Insomma, la dea non ci vuole al suo cospetto. Ci tollera ma non vuole nulla di nostro. Per tale motivo il miracolo monetario prescinde dal contatto diretto con il Ministero del Tesoro italiano. I sacerdoti Bankitalia non possono prendere in mano i titoli di stato se non dopo che questi sono passati per le mani di terzi.

Ecco allora che lo Stato deve piazzare nel mercato finanziario i suoi titoli perché poi questi in un secondo momento pervengano a Bankitalia che emette carta moneta consegnandola al sistema bancario.

Contrariamente a quanto accade negli USA, dove la Federal Reserve Bank lucra soltanto degli interessi sui titoli, che non vengono rimborsati praticamente mai, Bankitalia percepisce sia gli interessi che il capitale dei titoli di cui è in possesso.

L’emissione monetaria, necessaria per far fronte alla crescita economica, aumenta la carta moneta in circolazione ma solo per un determinato periodo di tempo. La moneta emessa è destinata, infatti, a rientrare nei forzieri dell’emittente. Ne consegue una costante carenza di carta moneta in circolazione e una costante richiesta di nuove emissioni che si traducono di fatto in un incremento del debito pubblico.

“Alla fine del 2007 l’ammontare delle banconote in circolazione era pari a 128,5 miliardi di euro (19 per cento della circolazione complessiva dell’Eurosistema), con un aumento del 7,3 per cento rispetto alla consistenza della fine del 2006 (119,7 miliardi); l’importo iscritto in bilancio era pari a 112,2 miliardi di euro e rappresentava la quota della circolazione complessiva dell’Eurosistema nozionalmente attribuita alla Banca d’Italia (16,6 per cento)” (dalla relazione al bilancio al 31/12/2007, pag. 289).

I 112.2 miliardi iscritti in bilancio vanno raffrontati ai 105,5 dell’anno precedente con una differenza di circa 7 miliardi di aumento di circolante ufficialmente riconosciuto e quindi di reddito di signoraggio (anche se iscritto come passività per via di una “licenza” contabile di Bankitalia).

Notiamo però che al 31/12/2007 la vera cifra relativa al circolante in Italia è di 128,5 miliardi di euro dei quali ci spettano, cioè ci spetterebbero se la Banca d’Italia ci appartenesse 112,2 miliardi di euro. Si tratta quindi di una differenza di 16,3 miliardi di euro che si perdono per la strada, che vanno a finire alla Banca Centrale Europea e alle altre banche centrali dell’Eurosistema per via della percentuale a noi assegnata del circolante totale che per il 2007 era del 16,6%.

Tanto per intenderci Bankitalia ha devoluto a favore dell’Eurosistema nel corso del 2007 16,3 miliardi di Euro. Il problema non è soltanto che quei soldi sono nostri e che li stiamo cedendo a titolo gratuito a terzi: a fronte di questi 16,3 e degli altri 7 miliardi che ci sfuggono di mano per vari motivi, in tutto 23,3 miliardi, c’è un debito di pari importo in linea capitale, al quale vanno aggiunti gli interessi, della nazione Italia nei confronti dei detentori dei suoi titoli di stato.

Giunone Moneta è contro di noi. Ci punisce severamente, ci rende schiavi del suo tempio e dei suoi sacerdoti. Tremonti e Berlusconi non osano riprendere la proprietà di Bankitalia, anche se c’è una legge che li autorizzerebbe a farlo. Probabilmente temono l’ira della dea. Difatti la dea è pericolosa, questo è poco ma sicuro, e i suoi sacerdoti sono spietati.

 



Pubblicita'
 
 

Scrivono per Voi

Archivio
Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

actavano@yahoo.com








Aiutaci
Grazie !