Giunone
Moneta: i suoi templi e i suoi sacerdoti
18.02.09
- Ci sono cose tra il cielo e la terra che sono
al di là della capacità di comprensione.
Spesso si spiegano soltanto ammettendo lintervento
divino. Mi riferisco in particolare alla moneta
e ai suoi imperscrutabili misteri.
La
Bibbia ci ha portato civiltà. Prima non
ce lavevamo? Forse no... Ci siamo convertiti
tutti, oggi abbiamo un Dio unico e le parole scritte
nel Libro risuonano nelle nostre menti come se
fossero state rivolte a noi e non al popolo eletto.
Siamo
ben consci, tuttavia, di essere degli ex gentili,
del che a volte ci vergogniamo pure. Sicuramente
ora siamo sulla retta via. Era necessario abbandonare
il politeismo. Non è adatto ai tempi moderni!
Eppure
qualcuno dei nostri dei continua a fare miracoli.
Mi riferisco in particolare a Giunone Moneta,
laspetto femminile del principio divino
secondo la religione dei nostri antenati. Moneta
in quanto ci aveva avvertito (moneo, mones) in
occasione dellinvasione dei galli di Brenno
(396 a.C.) mediante le oche a lei sacre.
Giunone
Moneta in seguito alla costruzione della Zecca
nelle adiacenze del suo tempio, diede il nome
alla pecunia e ne diventò la protettrice.
E in mezzo a noi da oltre duemila anni.
Gesù la chiamò Mammona ed escluse
che chi seguisse Mammona potesse seguire anche
Lui. Gesù ne temeva la concorrenza e aveva
i suoi buoni motivi.
Sta
di fatto che i miracoli della nostra ex dea sono
allordine del giorno. La trasformazione
di vile materia, la carta, in oro può essere
verificata a occhio nudo.
Giunone
Moneta ha i suoi sacerdoti e i suoi templi. I
suoi sacerdoti non siamo noi, ex suoi adoratori.
I suoi sacerdoti sono in grande maggioranza ebrei!
Monoteisti che alla chetichella sono diventati
neopagani insieme a tutte e dodici le tribù
di Israele!
Ci
hanno scippato la dea! Ovvero lhanno raccolta
dopo che noi labbiamo messa da parte per
seguire il loro Dio. Noi, politeisti, abbiamo
abbracciato il Dio degli ebrei e abbiamo perso
per sempre la benevolenza della divinità
madre. Essi la venerano e lei li ricompensa attribuendogli
lesclusività del miracolo della neo
alchimia monetaria!
Dodici
sono le Federal reserve banks, dodici come le
tribù di Israele. Vennero istituite nel
1913 negli USA. Sono di proprietà privata,
le loro azioni appartengono a circa trecento famiglie
in grandissima parte ebree.
Grazie
ai poteri divini di Giunone questi sacerdoti neopagani
tramutano carta in cartamoneta e la prestano allo
stato a fronte di titoli del tesoro americano
fruttiferi di interessi. Lo stato devolve una
parte delle imposte riscosse dai tax payer
o contribuenti al pagamento di questi interessi
e i sacerdoti riempiono i loro sacri forzieri
con il beneplacito della bellissima dea.
Giunone
è una dea pagana, ha tutti i suoi buoni
motivi per non volerci più bene. Abbiamo
abbandonato lei che fa i miracoli davanti ai nostri
occhi e abbiamo seguito il monoteismo. Ricordiamoci
che Giunone fu la principale artefice della distruzione
di Troia e soltanto perché Paride, figlio
di Priamo, re dei troiani, diede il pomo della
discordia a Venere, dichiarandola la più
bella.
Insomma,
Giunone Moneta, per favorire la ricchezza dei
suoi sacerdoti, promuove dappertutto guerre o
situazioni che fanno indebitare a oltranza il
tesoro USA. La recente crisi ha preso il posto
di una paventata guerra in Iran, con conseguenze
molto simili sullincremento del debito pubblico
americano.
Con
queste cose centra sempre Giunone, dea vendicativa
e impulsiva quanto bella e generosa se la prendi
per il verso giusto.
Si
racconta che il presidente Kennedy, anche lui
cattolico come noi,ahimè, si accanisse
contro la dea delle dee e non si rivolgesse al
tempio, cioè alla Federal Reserve Bank,
per lemissione monetaria di rito. Lo fece
di testa sua, direttamente dal Tesoro, privando
il tempio dei sacri interessi.
Tutti
sanno la fine che fece il giovane presidente.
Giunone, infatti, è efferatissima e non
tollera affronti a se stessa o ai suoi beniamini,
questi sacerdoti. Da allora nessuno ha più
osato negli USA fare strappi al rito. Tutti sanno
quanto sia pericoloso offendere Giunone Moneta,
che è poi anche la dea dellaria e
che, quindi, si trova dappertutto.
Si
trova anche in Italia, nel suo tempio, Bankitalia.
LItalia non è più quella di
una volta, ma forse la dea immortale se ne compiace,
in fondo ricorda bene che lultimo tempio
che le dedicammo lo bruciò quel pazzo di
Nerone e non fummo capaci di erigerle un altro.
Ben ci sta se ora siamo soltanto dei lacchè
mascherati da alleati dellimpero USA!
Insomma,
la dea non ci vuole al suo cospetto. Ci tollera
ma non vuole nulla di nostro. Per tale motivo
il miracolo monetario prescinde dal contatto diretto
con il Ministero del Tesoro italiano. I sacerdoti
Bankitalia non possono prendere in mano i titoli
di stato se non dopo che questi sono passati per
le mani di terzi.
Ecco
allora che lo Stato deve piazzare nel mercato
finanziario i suoi titoli perché poi questi
in un secondo momento pervengano a Bankitalia
che emette carta moneta consegnandola al sistema
bancario.
Contrariamente
a quanto accade negli USA, dove la Federal Reserve
Bank lucra soltanto degli interessi sui titoli,
che non vengono rimborsati praticamente mai, Bankitalia
percepisce sia gli interessi che il capitale dei
titoli di cui è in possesso.
Lemissione
monetaria, necessaria per far fronte alla crescita
economica, aumenta la carta moneta in circolazione
ma solo per un determinato periodo di tempo. La
moneta emessa è destinata, infatti, a rientrare
nei forzieri dellemittente. Ne consegue
una costante carenza di carta moneta in circolazione
e una costante richiesta di nuove emissioni che
si traducono di fatto in un incremento del debito
pubblico.
Alla
fine del 2007 lammontare delle banconote
in circolazione era pari a 128,5 miliardi di euro
(19 per cento della circolazione complessiva dellEurosistema),
con un aumento del 7,3 per cento rispetto alla
consistenza della fine del 2006 (119,7 miliardi);
limporto iscritto in bilancio era pari a
112,2 miliardi di euro e rappresentava la quota
della circolazione complessiva dellEurosistema
nozionalmente attribuita alla Banca dItalia
(16,6 per cento) (dalla relazione al bilancio
al 31/12/2007, pag. 289).
I
112.2 miliardi iscritti in bilancio vanno raffrontati
ai 105,5 dellanno precedente con una differenza
di circa 7 miliardi di aumento di circolante ufficialmente
riconosciuto e quindi di reddito di signoraggio
(anche se iscritto come passività per via
di una licenza contabile di Bankitalia).
Notiamo
però che al 31/12/2007 la vera cifra relativa
al circolante in Italia è di 128,5 miliardi
di euro dei quali ci spettano, cioè ci
spetterebbero se la Banca dItalia ci appartenesse
112,2 miliardi di euro. Si tratta quindi di una
differenza di 16,3 miliardi di euro che si perdono
per la strada, che vanno a finire alla Banca Centrale
Europea e alle altre banche centrali dellEurosistema
per via della percentuale a noi assegnata del
circolante totale che per il 2007 era del 16,6%.
Tanto
per intenderci Bankitalia ha devoluto a favore
dellEurosistema nel corso del 2007 16,3
miliardi di Euro. Il problema non è soltanto
che quei soldi sono nostri e che li stiamo cedendo
a titolo gratuito a terzi: a fronte di questi
16,3 e degli altri 7 miliardi che ci sfuggono
di mano per vari motivi, in tutto 23,3 miliardi,
cè un debito di pari importo in linea
capitale, al quale vanno aggiunti gli interessi,
della nazione Italia nei confronti dei detentori
dei suoi titoli di stato.
Giunone
Moneta è contro di noi. Ci punisce severamente,
ci rende schiavi del suo tempio e dei suoi sacerdoti.
Tremonti e Berlusconi non osano riprendere la proprietà
di Bankitalia, anche se cè una legge
che li autorizzerebbe a farlo. Probabilmente temono
lira della dea. Difatti la dea è pericolosa,
questo è poco ma sicuro, e i suoi sacerdoti
sono spietati.