Emma
Marcegaglia, la crisi e i veri obiettivi di Bankitalia
20.03.09
- Secondo un articolista del Financial Times,
giornale economico USA, la Marcegaglia sarebbe
una spina nel fianco di Berlusconi. Emma Marcegaglia
è lattuale presidente di Confindustria.
In effetti i suoi commenti sui Tremonti bond oltre
a irritare Berlusconi, hanno irritato pure me
che non centro niente, ma questo conta poco.
Conta, invece, che il nostro premier se ne sia
risentito. Un po è colpa sua però...
Linsigne
esponente dellindustria italiana delocalizzante,
cioè di quella che sta abbandonando il
nostro caro Paese per portare il nostro know how
industriale altrove, è saltata alla ribalta
della scena mediatica dichiarando autorevolmente
che servono soldi veri per superare la crisi,
dando a intendere che con i Tremonti bond di soldi
veri non ce ne sarebbero stati per le piccole
e medie imprese (PMI).
Invece
i soldi della legge che ha preso il nome del ministro
del Tesoro sono verissimi in quanto si consente
alle banche aderenti non solo di ricapitalizzarsi,
ma di poter erogare finanziamenti per un importo
fino a quindici volte lentità dei
bond sottoscritti dallo Stato. Leffettiva
concessione dei finanziamenti ai clienti viene
imposta alle banche attraverso limpegno
da queste assunto di mantenere per un triennio
i volumi di finanziamenti approvati nel biennio
2007-2008 e attraverso il controllo da parte della
prefettura, alla quale gli imprenditori e le famiglie
potranno rivolgersi qualora le loro richieste
verranno respinte. Cè da aggiungere
che il vero rischio dellerogazione creditizia
lo assume lo Stato che rinuncia alla cedola di
interessi spettantegli se la banca chiude il bilancio
in perdita.
In
seguito ai colloqui con la Marcegaglia il premier
ha acconsentito di stanziare un fondo di garanzia
di 1,3 miliardi a valere su un massimo di 70 miliardi
di crediti erogati. Un di più che non guasta
ma che va ritenuto superfluo. A parte il fatto
che ridendo e scherzando la signora Marcegaglia
ha ottenuto un utilissimo, per lei, aumento del
limite massimo di compensazione fra crediti e
debiti dimposta da 500 milioni a un miliardo.
Sicuramente di questo innalzamento non saranno
le PMI ad avvantaggiarsene!
Tutto
è bene quel che finisce bene, ma direi
che se il nostro governo ha fatto del suo meglio
come in effetti ha fatto, se la manovra si dimostra
oltremodo appropriata alla situazione attuale
di crisi, se essa ha delle notevoli prospettive
di successo, se costa poco in termini
di debito pubblico, come mai, mi chiedo, non si
è riusciti a comunicarlo al pubblico?
Gli
italiani hanno percepito che i Tremonti bond erano
una trovata inutile, e che in seguito allintervento
della Marcegaglia sono diventati interessanti
ma che comunque ancora non basta, ci vuole qualcosaltro.
Gli italiani non hanno capito che la Marcegaglia
ha voluto con il suo intervento appannare lottimo
lavoro dei nostri governanti...
Come
dicevo prima, questa mancanza di comunicazione
non va addebitata alla Marcegaglia che fa i fatti
suoi ma al nostro premier. Capisco che il Corriere
della Sera, La Repubblica, il Sole 24 ore, la
RAI non abbiano interesse a mettere in evidenza
i pregi delle manovre anti-crisi del presente
governo. Devo dire, però, che non mi risulta
che nemmeno il Giornale, che fa parte di Mediaset,
si sia adoperato più di tanto per spiegare
ai suoi lettori come stanno le cose con i Tremonti
bond. Mi sembra un errore anzi una vera e propria
ingenuità! Se lavori bene, fallo capire
ai tuoi elettori e agli elettori degli altri partiti...
La
Marcegaglia sta dalla parte giusta! I politici
vanno e vengono ma i banchieri sono sempre lì.
Se sei loro amico ti danno la bomboletta dellossigeno
quando cè bisogno, altrimenti sono
guai seri. Una settimana prima Mario Draghi, governatore
di Bankitalia aveva dichiarato che servivano manovre
più aggressive, non specificando cosa intendesse
per tali. La presidente della Confindustria si
è prontamente adeguata mettendosi in primo
piano come abbiamo visto, ma ieri è tornata
allattacco da Londra proponendo ancora manovre
più decise da parte della Banca Centrale
Europea.
Draghi
e quindi la Marcegaglia vorrebbero a quanto pare
che la BCE si mettesse a stampare soldi a palate
come stanno facendo la banca centrale USA e la
Bank of England. Entrambe stanno acquistando titoli
dello stato sul mercato pagandoli con soldi nuovi
di zecca nel vero senso della parola. La manovra
inglese prevede una prima emissione di contanti
di 75 miliardi di sterline estendibile fino a
150 miliardi, la banca centrale americana ha già
emesso 300 miliardi di dollari, tra ieri e oggi,
a fronte dellacquisto di titoli del tesoro
pluriennali, provocando una caduta della quotazione
del dollaro rispetto allEuro del 3%.
Non
mi soffermo qui sullanalisi delle due manovre
che sono molto diverse, innanzitutto, perché
quella inglese è stata concordata con lesecutivo,
mentre quella americana è stata decisa
nellOlimpo degli dei della finanza senza
interpellare il governo.
Si
deve dire, tuttavia, che tutto questo gufare in
continuazione di Draghi e dei suoi lecchini, tra
cui il PD, la Marcegaglia, la CGIL, mira a ingenerare
nel pubblico lerronea convinzione che sia
assolutamente necessaria una manovra di questo
tipo. Insomma, in qualche modo si vuole far pressione
sulla BCE.
Per
la verità questa soluzione estrema viene
adottata quando il tasso di sconto è vicinissimo
allo zero, ciò che in effetti accade in
Inghilterra, 0,5%, e negli USA, 0,25%. Quando
allabbassamento dei tassi non segue alcuna
reazione da parte del sistema monetario si ricorre
eccezionalmente al quantitative easing o espansione
monetaria quantitativa. LUE non è
ancora scesa al di sotto dell1,5%, tasso
al quale si è giunti senza lapprovazione
unanime delle Banche Centrali dei paesi membri.
Sembra, quindi, oltremodo difficile che si vada
oltre e quasi impossibile che si arrivi allespansione
quantitativa in atto nei citati paesi anglossassoni,
in Giappone da diversi anni, e persino in Svizzera.
Trichet presidente della BCE a suo tempo non lo
ha però escluso.
Se
si dovesse arrivare ad una manovra del genere
la BCE emetterebbe o meglio farebbe emettere alle
banche centrali nazionali un quantitativo pari
alla percentuale riconosciuta ad ogni Paese membro,
per esempio Bankitalia emetterebbe il 16,6% dellemissione
complessiva deliberata, se si fa riferimento alla
percentuale in essere nel 2007. Viste le cifre
inglesi e americane lemissione italiana
dovrebbe aggirarsi intorno ai 70 miliardi!
Questo
volume di emissione comporterebbe per Bankitalia
a medio e lungo termine, una volta usciti dalla
crisi, un diritto di signoraggio di pari importo,
come contropartita della rivendita sul mercato
dei titoli, ciò che impinguerebbe i suoi
forzieri. E non si tratterebbe dei soliti 7 miliardi
circa che incamera ogni anno...
Ecco
risolto larcano, questi sì che sono
soldi veri! Brava la Marcegaglia ma lavrebbe
potuto dire prima!