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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Germania: non svegliamo il can che dorme!

01.04.09 - La Germania dopo 75 anni si avvia a nazionalizzare banche private. Corsi e ricorsi storici? Penso che non sia il caso di chiamare in causa Giambattista Vico. In fondo la misura dell’esproprio è dovuta al ripetersi della truffa dei banchieri che la rese a suo tempo e la rende oggi necessaria, truffa mascherata da crisi finanziaria tipica del capitalismo. Ormai ci si può aspettare di tutto, anche che dei rapinatori definiscano le rapine crisi sociali o qualcosa del genere, questa è la forza del condizionamento dei media!

Il parlamento tedesco ha approvato lo scorso 20 marzo il decreto che apre la strada al governo di prendere il controllo della Hypo Real Estate, la moribonda banca specializzata nei mutui immobiliari. L’esproprio delle azioni è previsto come misura estrema, la possibilità di ricorrervi scade a giugno e una volta sistemati i conti la banca verrà privatizzata. Tutti accorgimenti atti a non far pensare ad un ritorno allo statalismo nazionalsocialista, il male estremo...Il provvedimento legislativo è chiaramente mirato alla HRE che viene tenuta in vita dallo scorso mese di settembre dalle garanzie dello stato e che ha rappresentato finora un vero e proprio buco nero.

Alla base della grande crisi tra le sue principali cause ci sono i titoli truffaldini che dagli USA sono stati disseminati ovunque, vere e proprie “sole” come le chiamerebbero a Roma, con tanto di rating AAA e di raccomandazioni di esimi economisti tra i quali diversi detentori di premi Nobel. Tali titoli vengono chiamati “tossici” il che induce in errore il pubblico rendendo meno immediata la natura truffaldina degli stessi e prendendo anche per i fondelli le vittime. Oltre al danno la beffa!

Le banche tedesche detengono secondo le stime titoli “sola” per 300 miliardi di Euro. La Germania ha già stanziato 500 miliardi per il risanamento e l’eventuale nazionalizzazione delle banche più dissestate. Si tratta di 500 miliardi di nuovo debito pubblico che aggiunti agli stimoli alla domanda aggregata avvicinano sempre di più la Germania a coloro che come l’Italia si ritrovano da tempo con un debito pubblico superiore al PIL. Se noi piangiamo loro non ridono, anche perché una volta tanto stiamo meglio di loro, forse, come dice Tremonti, perché i nostri banchieri non sanno l’inglese. Sta di fatto che di titoli “sola” da noi non ce ne sono tanti.

La signora Merkel in una sua recente intervista ha fatto finta di non aver capito la natura truffaldina della crisi finanziaria attuale. Eppure la mole di titoli tossici che puntellano malamente i bilanci delle banche tedesche sono lì proprio davanti agli occhi. Il premier tedesco parla di colpe da suddividere con i politici, di errori, soprattutto in seguito all’11 settembre che avrebbero comportato attraverso l’abbassamento dei tassi della Federal Reserve un aumento del quantitativo di moneta in circolazione.

Invece, l’abbassamento dei tassi e il loro successivo aumento secondo modelli ciclici, per motivi che è dato solo arguire perché la casta non è tenuta a spiegarteli, non sono altro che trappole finanziarie molto redditizie per il sistema bancario. Il debito contratto in tempi di tassi bassi diventa insostenibile quando questi vengono aumentati improvvisamente di diversi punti percentuali. Alla base della crisi non stanno, quindi, le altalene dei tassi ma una vera e propria truffa perpetrata da una vastissima associazione a delinquere.

La signora Merkel fa finta di non sapere che è tutta “na sola”. Non addita nessun colpevole. Questa volta in Germania non ci dovranno essere capri espiatori. I titoli “sola” verranno rimossi e mediante gli stimoli fiscali alla domanda aggregata, senza fare tanto rumore, un po’ alla volta si uscirà dalla crisi. Tempo al tempo! Con gli stimoli alla domanda, comunque, è finita, si è già fatto quel che si poteva, dice la Merkel, è inutile che gli USA scalpitino, in fondo l’economia della Germania è orientata principalmente verso l’esportazione piuttosto che verso il consumo interno.

Il premier tedesco sembra non aver capito che le manovre anti-crisi di espansione monetaria delle banche centrali inglesi e americane hanno comportato delle svalutazioni della Lira sterlina e del Dollaro rispetto all’Euro che nel frattempo è diventato una moneta rifugio. La rivalutazione eccessiva dell’Euro, che si verificherà con ogni probabilità mano a mano che le due banche centrali anglosassoni continueranno a inondare i loro mercati monetari di carta, è destinata a fare altri gravi danni all’industria tedesca ed europea in genere. Un colpo di coda della casta orchestratrice della crisi! La medicina anti-crisi messa in atto dalle banche centrali fa parte integrante della grande truffa!

Probabilmente la Merkel è molto preoccupata delle rappresaglie nei confronti dei banchieri che si stanno già verificando in giro per il mondo. La Germania è a rischio sollevamento popolare? Esiste la possibilità che si scateni una caccia alle streghe? Evidentemente sì! E’ giunto il momento di nascondere al popolo i veri responsabili della crisi. Meglio rimanere sul vago. Non svegliate il can che dorme! La Germania fa ancora paura? Beh, prima o poi il bubbone scoppierà questo è poco ma sicuro. Le famiglie tedesche sono molto più indebitate delle nostre, la maggioranza dei tedeschi vive in affitto. Per forza di cose la disoccupazione deve fare a loro più male che a noi.

Dice la Merkel che non ci sono state sufficienti regole, che se ne devono fare delle altre? Eppure dopo la crisi del ’29 vennero emanate leggi che garantivano il non ripetersi mai più di crisi finanziarie del genere. Tuttavia, un po’ alla volta, con l’attività lobbistica (tangenti) una per una queste leggi vennero demolite e si spianò il terreno a una nuova truffa mondiale (grande crisi). I lobbisti non hanno speso più di 300 milioni di dollari per comprare la buona volontà dei legislatori americani. E quanto ci hanno guadagnato?

Intanto i paesi membri dell’UE si muovono nella crisi goffamente come se avessero le catene ai piedi. Sgomitano tra di loro per piazzare i loro titoli di stato che presentano prezzi alquanto diversi. Stati sovrani ridotti all’accattonaggio! I titoli della Grecia e dell’Irlanda sono tre punti percentuali più costosi per l’emittente rispetto a quelli della Germania. Se non riescono a piazzarli, se le aste falliscono, come sta succedendo sempre più spesso, dovranno rivolgersi al FMI per avere la necessaria liquidità. Peccato che il FMI fa parte della stessa banda bassotti e che più che aiutare affonda perché le misure economiche e fiscali che impone hanno frequentemente come strascico delle sommosse popolari e spesso il default è preferibile.

In Francia, in Gran Bretagna e negli USA i banchieri stanno vivendo momenti di paura. Nemmeno i manager di impresa vengono risparmiati perché quando vogliono licenziare li sequestrano. Negli USA addirittura si sono inventati dei Tour dove delle vere e proprie comitive fanno il giro delle lussuose residenze dei manager dell’AIG, famosa per i bonus di 169 milioni di dollari, pagati con soldi dei contribuenti americani, che hanno destato tanto scalpore. In Scozia si sono verificati degli atti vandalici nei confronti di una lussuosa casa di un banchiere andato in pensione a 50 anni con una pensioncina di 700.000 Lire sterline l’anno!

Chi ha organizzato la grande crisi non ha tenuto conto del fatto che nel 1929 la situazione era molto diversa. Intanto non c’era internet e poi c’era lo spauracchio del comunismo. Oggi con un click possiamo avere quell’informazione che ci serve a capire meglio come stanno le cose. Mica tutti pascolano nell’orticello dei mass media di parte!

E allora ha ragione la Merkel, disoccupazione sì, miseria sì, ma stiamo alla larga dai veri colpevoli della grande truffa!


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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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