Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Le banche fanno troppi utili?

10.05.09 - Il nostro premier sostiene in un suo intervento a Porta a Porta che le banche stanno facendo troppi utili e che il governo ha i fari accesi. Interessante! Peccato che sia una frase a effetto, assurda e priva di ogni significato concreto che non va al di là della solita trovata che rende, con la minima spesa, massimo il risultato dal punto di vista elettorale. Tanti italiani avranno sentito all’improvviso un guizzo di gioia. In effetti, tutti si stanno aspettando un intervento forte da parte del governo nei confronti delle banche. Il premier sa quali sono gli argomenti “tira voti” e li usa come tanti tasti di una tastiera “vince elezioni”. Più che una tastiera di computer, una di pianoforte con cui suona la sinfonia delle cose che ognuno vuole, così lo si vota e non se ne parla più.

Il nostro presidente del consiglio ci sta abituando a queste cose. Sa cavalcare l’onda dei sentimenti reconditi degli elettori, degli argomenti in voga lanciati dai mass media. Il caso Eluana, il fantomatico divorzio...la sua abilita' a mettersi in mostra è fuori dubbio! Va in giro con le camice nere, non si dichiara antifascista, a parole ammonisce le banche...In fin dei conti è sempre meglio di tanti altri, questo è poco ma sicuro, ciò non significa tuttavia che anche a lui non piaccia prendere in giro, per non dire altro, gli italiani, suoi elettori e non, che sono conformisti e che si proclamano nemici di qualunque tipo di attività mentale che vada al di là di quella che produce un encefalogramma piatto. D’altra parte, se il popolo vuol essere bue, è giusto che venga trattato come tale non solo dai “cattivi” ma anche dai “buoni”, tra i quali consentitemi di annoverare Silvio Berlusconi.

Le banche fanno troppi utili”. Non so se ridere per la battuta o se esultare per una scoperta che rassomiglia molto a quella tutta italiana dell’acqua calda. Ma facciamo una premessa.

Nel secolo ventesimo si avvera il sogno degli alchimisti. Finalmente si riesce a sintetizzare l’oro con sostanze vili: la carta e l’inchiostro. Non sto né scherzando, né esagerando se dico che la zecca di uno stato qualunque equivale a una miniera d’oro. Un tempo, per avere mezzi di pagamento bisognava possedere metalli preziosi, che potevano provenire dalle miniere o dai bottini di guerra. Quando gli spagnoli inondarono la penisola iberica dell’oro delle Americhe c’è stata una grande inflazione. Troppi mezzi di pagamento in circolazione ebbero come conseguenza un aumento generalizzato dei prezzi. Lo stesso accadrebbe oggi se si inondasse il mercato di carta moneta, anche se non necessariamente accadrebbe, come, invece, vogliono dare a intendere i mammasantissima dell’economia, bravi a elaborare teorie intelligenti per smentirle al momento opportuno con altre teorie altrettanto intelligenti. Gli economisti e i monetaristi di oggi, studiosi che propongono teorie fatte su misura per i committenti!

Ma la carta di per se non ha valore, come invece ce l’ha l’oro, un metallo prezioso difficile da trovare, che deve essere estratto dalle miniere con il lavoro dell’uomo. La carta moneta ha valore in quanto questo viene riconosciuto da chi la usa. Gli americani vinsero la guerra e non si portarono via niente dalle nazioni sconfitte, come, invece, ahimè, avrebbero fatto i nostri antenati romani, o tempora, o mores! Gli americani per concretizzare la loro vittoria in termini economici hanno inondato le terre occupate della loro carta moneta, carta straccia, che i nostri hanno accolto esultanti, rendendosi senza saperlo schiavi dei loro “liberatori”!

La carta moneta è oro, questo è poco ma sicuro, e allora usiamolo questo oro! Mi sembra abbastanza logica la conclusione. Ho una miniera, posso ricavarne dell’oro con facilità e la lascio stare, anzi ne uso un quantitativo minimo e cedo ad altri, alle banche, la possibilità di emettere una moneta virtuale sostitutiva non cartacea a fronte di una riserva insignificante di moneta cartacea. Ridicolo! Eppure è ciò che sta accadendo. La carta moneta rappresenta una percentuale irrisoria di tutta la moneta in circolazione. Come mai?

Ma questa risposta la lascio al lettore. Se un mio mandatario agisce contro i miei interessi e a favore degli interessi di terzi, sicuramente non mi dichiarerò soddisfatto del suo operato e dubiterò della sua onestà. Se i nostri governanti hanno leso i nostri interessi per favorire quelli delle banche, che cosa dobbiamo pensare?

Insomma, se una banca presta soldi che crea di sana pianta e ne ricava interessi, commissioni e chi più ne ha, più ne metta, e, soprattutto, il capitale che di fatto non ha mai erogato, a chi può venire in mente che gli utili dichiarati siano eccessivi? Semmai sono troppo pochi, perché il capitale che “rientra” non passa per il conto economico.

Allora, il premier e i politici dell’arco costituzionale dovrebbero darsi una regolata. Il sistema bancario e il sistema monetario richiedono un risanamento urgente. Il trattato di Maastricht va rivisto, l’autonomia della BCE va mandata alle ortiche, la Banca d’Italia va nazionalizzata, la riserva legale va innalzata dal 2% al 100%, l’erogazione del credito da parte delle banche va controllato dal potere esecutivo. Assurdo? Attenzione, se incominciamo a parlare di assurdità non la finiamo più. Tanto per incominciare non è assurdo che un italiano medio lavori tre mesi l’anno gratis per pagare tasse che vanno a finire nel calderone degli interessi del debito pubblico, quando questo può essere annullato nel giro di poche ore solo riformando il sistema bancario?

Dubito, comunque, molto che governo e opposizione desiderino intervenire su questi aspetti. Ci sono interessi trasversali, cose loro, che non riguardano l’elettorato, “foraggiamenti vari”, vai a sapere! E se qualcuno pensa che il patriottismo sia cosa d’altri tempi si ricordi del recente proclama di Franceschini: “Al ministro dell'Economia dico: litighiamo tra maggioranza e opposizione ma non tocchiamo l'autonomia e l'indipendenza della Banca d'Italia". Commovente! Peccato che “Banca d’Italia”, in quella frase, andrebbe sostituita con “Italia”:

Litighiamo sì, ma non tocchiamo l’autonomia e l’indipendenza dell’Italia!

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-684785/bankitalia-franceschini-toccare/

http://it.biz.yahoo.com/06052009/245/berlusconi-banche-fanno-troppi-utili-intervenga-draghi-mf.html


Pubblicita'
 
 

Scrivono per Voi

Archivio
Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

actavano@yahoo.com








Aiutaci
Grazie !