Cronologia
delle nazionalizzazioni e degli espropri in Venezuela
dal 2007
25.05.09 - Ecco un resoconto abbastanza recente
delle nazionalizzazioni e degli espropri operati
o da operare da Chávez nel Venezuela. Le
nazionalizzazioni si verificano sempre più
spesso nei paesi retti da governi statalisti-nazionalisti
ed è un fenomeno politico in contro tendenza
visto che da quindici anni a questa parte la parola
d'ordine è privatizzare.
Ne sappiamo qualcosa noi italiani, ma non è
capitato solo a noi. Si tratta di una tendenza a
livello mondiale imposta dalla mano invisibile che
detiene il potere finanziario e che perora il liberismo,
la globalizzazione, ecc. Di fatto mentre i governi
statalisti-nazionalisti si appropriano delle imprese
operanti nei settori strategici, i governi liberisti
le cedono per quattro soldi alla casta internazionale
dei finanzieri.
Dopo i fatti dell'anno scorso e cioè gli
aumenti stratosferici del petrolio e delle derrate
alimentari e, dulcis in fundo, la crisi finanziaria,
probabilmente è il caso di ritenere che i
popoli che danno il loro voto agli statalisti-nazionalisti
non hanno tutti i torti. Invece, non vorrei che
qualcuno pensasse a un ritorno del marxismo. Si
tratta, infatti, semmai di un ritorno del fascismo.
In fondo il fascismo altro non è che una
forma di statalismo-nazionalista che non rinnega
affatto il capitalismo ma che interviene decisamente
sul mercato. E per il momento non mi sembra che
in Venezuela ci sia qualcosa che possa far pensare
a un'economia marxista.
L'esproprio e la nazionalizzazione vengono esercitati
nell'ambito delle prerogative che uno Stato ha per
raggiungere il bene comune. A un governo statalista-nazionalista
sta a cuore la sorte del suo popolo presente e futuro
e il suo principale obiettivo è quello di
ottimizzare appunto questa "sorte" attraverso
l'esercizio di tutti i tipi di sovranità
spettantigli.
Ci si scandalizza se un governo statalizza mentre,
invece, si accettano di buon grado le privatizzazioni
di imprese ereditate da generazioni passate, frutto
del lavoro e del sacrificio di quelle generazioni.
Ci si scandalizza se un governo, vista la situazione
a livello mondiale, visto il rischio di vedere il
diffondersi della miseria nel suo territorio, decide
di appropriarsi di settori strategici per l'economia
nazionale. Eppure da parte dei liberisti privatizzatori
non ne vengono fuori soluzioni, anzi, sono proprio
loro la fonte di tutti i mali!
Quanto segue è una traduzione di un
articolo riportato da diversi giornali venezuelani.
Il governo del Venezuela ha annunciato la
prossima nazionalizzazione della filiale venezuelana
del Gruppo Santander, rientrante nel piano lanciato
dal presidente venezuelano, Hugo Chávez,
nel gennaio del 2007.
Dopo
una vittoria netta alle elezioni presidenziali
del 2006, Chávez ha annunciato il suo piano
che prevede la nazionalizzazione di imprese appartenenti
a settori strategici come i settori
petrolifero, elettrico e telefonico, dopo aver
concordato indennizzi o raggiunto accordi di compravendita.
Nel
marzo scorso, il presidente venezuelano ha ripreso
il processo delle nazionalizzazioni in nome della
sua "rivoluzione bolivariana" dopo che
nel febbraio 2009 era uscito vittorioso dal referendum
sulla rielezione indefinita, che gli consentirà
di presentarsi per un nuovo mandato presidenziale
nel 2012.
La
cronologia del processo delle nazionalizzazioni
è la seguente:
2007
-
Febbraio. - Il governo sottoscrive l'acquisto
della compagnia elettrica Seneca e di una quota
di capitale pari all'82,14% di "Electricidad
de Caracas", entrambe controllate da capitale
USA.
-
1 maggio .- La Estatal Petroleos de Venezuela,
SA (PDVSA) prende simbolicamente il controllo
dei campi petroliferi della Faja del Orinoco,
con riserve stimate di 316.000 milioni di barili,
dopo aver concordato la costituzione di imprese
miste a maggioranza statale.
-
Maggio. - Il governo nazionalizza la Compañía
Anónima Nacional de Teléfonos de
Venezuela (CANTV). Inoltre, eleva al 92.98% la
partecipazione statale alla Electricidad
de Caracas con una Opa.
-
26 giugno. - Le società USA Exxon Mobil
e ConocoPhilips rifiutano di costituire imprese
miste con la maggioranza di capitale in mano a
PDVSA nella Faja del Orinoco e iniziano un contenzioso
contro il governo venezuelano.
2008
-
Gennaio. - Trentadue campi petroliferi della Faja
del Orinoco passano ufficialmente sotto il controllo
statale.
-
14 marzo. - Nazionalizzazione di una catena frigorifera
e della impresa Lacteos Los Andes per garantire
la sovranità alimentare.
-
3 aprile. - Hugo Chávez annuncia che nazionalizzerà
- tutta l'industria del cemento" del
Paese.
-
9 aprile. - Chávez ordina la nazionalizzazione
del complesso siderurgico Sidor, gruppo italo-argentino
Ternium Techint.
-
31 luglio. - Chávez annuncia che nazionalizzerà
il Banco de Venezuela, filiale del gruppo Santander
(decisione che rimase sin da allora congelata).
-
18-19. - Il governo raggiunge laccordo per
l'acquisto delle società Lafarge e Holcim
operanti nel settore del cemento per 552 e rispettivamente
267 milioni di dollari, ed espropria la filiale
della Cemex. Ancora non è stato raggiunto
un accordo con la Cemex.
-
27 agosto. - Approvata una legge che nazionalizza
il trasporto interno di combustibile di cui PDVSA
controllava già al tempo il 49%.
-
5 novembre. - Il governo annuncia la nazionalizzazione
nel 2009 della miniera doro Las Cristinas,
sfruttata dal 2002 dallimpresa canadese
Crystallex.
2009
-
28 febbraio. - Il governo ordina lintervento
e il controllo militare sulle imprese operanti
nel settore del riso che accusa della scarsa offerta
di riso sul mercato. A risentirne di più
è la società Alimentos Polar.
-
4 marzo. - Chávez ordina di espropriare
gli impianti di lavorazione del riso delle imprese
americane Cargill, che accusa di violazione alla
legge sulla produzione di alimenti con prezzi
controllati.
-
6 marzo. - Sequestro di 1.500 ettari di terra
della multinazionale della carta di capitale irlandese
Smurfit Kappa, per seminare fagioli, mais,
sorgo, manioca e gname.
-
15 marzo. - Chávez ordina la presa militare
dei porti di Maracaibo e Puerto Cabello, di fronte
alla resistenza delle autorità regionali
di trasferire la gestione degli stessi al potere
centrale.
-
18 marzo. - Il comune di Caracas sottoscrive un
accordo amichevole di sfratto di un terreno della
Coca Cola Femsa.
-
26 marzo. - Chávez annuncia che la compagnia
aerea Aeropostal, sequestrata nel novembre del
2008 diventerà impresa di "proprietà
sociale".
-
8 maggio. - Nazionalizzazione di 60 imprese operanti
nel settore petrolifero complementare (trasporto,
iniezione di acqua, vapore o gas) nel lago Maracaibo
(occidente).
-
10 maggio. - Il presidente Chávez espropria
10.000 ettari di latifondi per promuovere la produzione
di alimenti.
-
13 maggio. - Chávez annuncia che il 22
maggio si firmerà un documento globale
con il Gruppo Santander per nazionalizzare il
Banco de Venezuela.