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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Cronologia delle nazionalizzazioni e degli espropri in Venezuela dal 2007

25.05.09 - Ecco un resoconto abbastanza recente delle nazionalizzazioni e degli espropri operati o da operare da Chávez nel Venezuela. Le nazionalizzazioni si verificano sempre più spesso nei paesi retti da governi statalisti-nazionalisti ed è un fenomeno politico in contro tendenza visto che da quindici anni a questa parte la parola d'ordine è privatizzare.

Ne sappiamo qualcosa noi italiani, ma non è capitato solo a noi. Si tratta di una tendenza a livello mondiale imposta dalla mano invisibile che detiene il potere finanziario e che perora il liberismo, la globalizzazione, ecc. Di fatto mentre i governi statalisti-nazionalisti si appropriano delle imprese operanti nei settori strategici, i governi liberisti le cedono per quattro soldi alla casta internazionale dei finanzieri.

Dopo i fatti dell'anno scorso e cioè gli aumenti stratosferici del petrolio e delle derrate alimentari e, dulcis in fundo, la crisi finanziaria, probabilmente è il caso di ritenere che i popoli che danno il loro voto agli statalisti-nazionalisti non hanno tutti i torti. Invece, non vorrei che qualcuno pensasse a un ritorno del marxismo. Si tratta, infatti, semmai di un ritorno del fascismo. In fondo il fascismo altro non è che una forma di statalismo-nazionalista che non rinnega affatto il capitalismo ma che interviene decisamente sul mercato. E per il momento non mi sembra che in Venezuela ci sia qualcosa che possa far pensare a un'economia marxista.

L'esproprio e la nazionalizzazione vengono esercitati nell'ambito delle prerogative che uno Stato ha per raggiungere il bene comune. A un governo statalista-nazionalista sta a cuore la sorte del suo popolo presente e futuro e il suo principale obiettivo è quello di ottimizzare appunto questa "sorte" attraverso l'esercizio di tutti i tipi di sovranità spettantigli.

Ci si scandalizza se un governo statalizza mentre, invece, si accettano di buon grado le privatizzazioni di imprese ereditate da generazioni passate, frutto del lavoro e del sacrificio di quelle generazioni.
Ci si scandalizza se un governo, vista la situazione a livello mondiale, visto il rischio di vedere il diffondersi della miseria nel suo territorio, decide di appropriarsi di settori strategici per l'economia nazionale. Eppure da parte dei liberisti privatizzatori non ne vengono fuori soluzioni, anzi, sono proprio loro la fonte di tutti i mali!


Quanto segue è una traduzione di un articolo riportato da diversi giornali venezuelani.

Il governo del Venezuela ha annunciato la prossima nazionalizzazione della filiale venezuelana del Gruppo Santander, rientrante nel piano lanciato dal presidente venezuelano, Hugo Chávez, nel gennaio del 2007.

Dopo una vittoria netta alle elezioni presidenziali del 2006, Chávez ha annunciato il suo piano che prevede la nazionalizzazione di imprese appartenenti a “settori strategici” come i settori petrolifero, elettrico e telefonico, dopo aver concordato indennizzi o raggiunto accordi di compravendita.

Nel marzo scorso, il presidente venezuelano ha ripreso il processo delle nazionalizzazioni in nome della sua "rivoluzione bolivariana" dopo che nel febbraio 2009 era uscito vittorioso dal referendum sulla rielezione indefinita, che gli consentirà di presentarsi per un nuovo mandato presidenziale nel 2012.

La cronologia del processo delle nazionalizzazioni è la seguente:

2007

- Febbraio. - Il governo sottoscrive l'acquisto della compagnia elettrica Seneca e di una quota di capitale pari all'82,14% di "Electricidad de Caracas", entrambe controllate da capitale USA.

- 1 maggio .- La Estatal Petroleos de Venezuela, SA (PDVSA) prende simbolicamente il controllo dei campi petroliferi della Faja del Orinoco, con riserve stimate di 316.000 milioni di barili, dopo aver concordato la costituzione di imprese miste a maggioranza statale.

- Maggio. - Il governo nazionalizza la Compañía Anónima Nacional de Teléfonos de Venezuela (CANTV). Inoltre, eleva al 92.98% la partecipazione statale alla “Electricidad de Caracas” con una Opa.

- 26 giugno. - Le società USA Exxon Mobil e ConocoPhilips rifiutano di costituire imprese miste con la maggioranza di capitale in mano a PDVSA nella Faja del Orinoco e iniziano un contenzioso contro il governo venezuelano.

2008

- Gennaio. - Trentadue campi petroliferi della Faja del Orinoco passano ufficialmente sotto il controllo statale.

- 14 marzo. - Nazionalizzazione di una catena frigorifera e della impresa Lacteos Los Andes per garantire la “sovranità alimentare”.

- 3 aprile. - Hugo Chávez annuncia che nazionalizzerà - “tutta l'industria del cemento" del Paese.

- 9 aprile. - Chávez ordina la nazionalizzazione del complesso siderurgico Sidor, gruppo italo-argentino Ternium Techint.

- 31 luglio. - Chávez annuncia che nazionalizzerà il Banco de Venezuela, filiale del gruppo Santander (decisione che rimase sin da allora congelata).

- 18-19. - Il governo raggiunge l’accordo per l'acquisto delle società Lafarge e Holcim operanti nel settore del cemento per 552 e rispettivamente 267 milioni di dollari, ed espropria la filiale della Cemex. Ancora non è stato raggiunto un accordo con la Cemex.

- 27 agosto. - Approvata una legge che nazionalizza il trasporto interno di combustibile di cui PDVSA controllava già al tempo il 49%.

- 5 novembre. - Il governo annuncia la nazionalizzazione nel 2009 della miniera d’oro “Las Cristinas”, sfruttata dal 2002 dall’impresa canadese Crystallex.

2009

- 28 febbraio. - Il governo ordina l’intervento e il controllo militare sulle imprese operanti nel settore del riso che accusa della scarsa offerta di riso sul mercato. A risentirne di più è la società Alimentos Polar.

- 4 marzo. - Chávez ordina di espropriare gli impianti di lavorazione del riso delle imprese americane Cargill, che accusa di violazione alla legge sulla produzione di alimenti con prezzi controllati.

- 6 marzo. - Sequestro di 1.500 ettari di terra della multinazionale della carta di capitale irlandese Smurfit Kappa, “per seminare fagioli, mais, sorgo, manioca e gname”.

- 15 marzo. - Chávez ordina la presa militare dei porti di Maracaibo e Puerto Cabello, di fronte alla resistenza delle autorità regionali di trasferire la gestione degli stessi al potere centrale.

- 18 marzo. - Il comune di Caracas sottoscrive un accordo amichevole di sfratto di un terreno della Coca Cola Femsa.

- 26 marzo. - Chávez annuncia che la compagnia aerea Aeropostal, sequestrata nel novembre del 2008 diventerà impresa di "proprietà sociale".

- 8 maggio. - Nazionalizzazione di 60 imprese operanti nel settore petrolifero complementare (trasporto, iniezione di acqua, vapore o gas) nel lago Maracaibo (occidente).

- 10 maggio. - Il presidente Chávez espropria 10.000 ettari di latifondi per promuovere la produzione di alimenti.

- 13 maggio. - Chávez annuncia che il 22 maggio si firmerà un “documento globale” con il Gruppo Santander per nazionalizzare il Banco de Venezuela.



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(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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