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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Gli attacchi mediatici italiani ed esteri a Silvio Berlusconi

05.06.09 - Anche i media si alleano e fanno delle coalizioni internazionali per sferrare degli attacchi volti a denigrare l'immagine pubblica di determinati leader. Ne sa qualcosa il nostro premier Silvio Berlusconi.

Ormai i media di casa nostra non riescono più a incidere sulle scelte elettorali dei nostri connazionali. Gli scoop sulla vita privata di Berlusconi, le solite sentenze del potere ibrido, giudiziario ed esecutivo allo stesso tempo, le accuse varie che piovono da tutte le parti a pochi giorni dalla verifica elettorale, sondaggi alla mano, non raggiungono l’effetto desiderato. Tante belle sceneggiate, tante argomentazioni validissime...eppure i numeri, quei giudici spietati e incorruttibili, sempre loro, non si modificano nemmeno leggermente e continuano a favorire nettamente il nostro premier.

La gente non ci fa più caso. Che dicano quello che vogliono! Tutti pensano alle loro tasche! Eh sì, stiamo maturando...Di fatto, da un po’ di tempo in qua non si parla più di nuove tasse, della necessità impellente di abbattere il debito pubblico, di ridurre la spesa sociale. La crisi c'è e sono già state varate delle misure per affrontarla. Berlusconi ha dimostrato sensibilità nei confronti dei cittadini e delle imprese e non è quindi un caso che la gente si senta sicura con lui e che non dia retta né alla stampa, né alla televisione, né alle voci di corridoio.

Alternative all'attuale premier non se ne vedono, la sinistra quando è al potere sfodera una sfilza di funzionari della Goldmann and Sachs, il cui esponente di maggiore spicco è Romano Prodi, i quali si impossessano dell'esecutivo e si danno subito da fare per attuare in Italia delle strategie che non si sa bene a chi giovino, certamente non al popolo italiano. Berlusconi regge sicuramente il confronto con quel baratro che si chiama PD.

Chissà perché poi a contare in assoluto per la politica della sinistra non siano i cittadini ma il debito pubblico, che deve essere abbattuto aumentando tasse e balzelli vari, riducendo la spesa sociale e spalancando le frontiere all’ingresso di clandestini che vogliono vivere nel nostro Paese per moltissimi motivi, tra i quali non rientra affatto quello di lavorare onestamente. Misure che aumentano la tensione sociale, quasi che il vero scopo sia quello di far saltare gli equilibri, di rendere la vita impossibile a cittadini e imprese. Cui prodest?

Eppure il debito pubblico è sempre lì, cresce ogni anno di più, e non potrebbe essere altrimenti. Intanto, la sinistra con la scusa di ridurlo, quando era al potere, ha svenduto tutti i gioielli di famiglia, tutte le nostre imprese e banche statali, che, guarda caso, avevamo ereditato dal ventennio fascista. Un tradimento bell’e buono! Hanno ceduto la sovranità dello Stato su settori economici strategici per una manciata di soldi svalutati! E il debito pubblico non è stato nemmeno scalfito!

Non ci si deve quindi stupire se la gente si aggrappa a Berlusconi. Se lui non ci fosse, sarebbe già pronto il ricambio all'interno del suo stesso partito, ma ciò non sembra essere un motivo di euforia per gli elettori. Infatti, il prodigioso istinto del popolo, frutto di generazioni di esperienza, lo porta alla convinzione che passare da Berlusconi al suo successore predestinato non sia un'eventualità che possa far dormire sonni tranquilli. Un motivo in più per tenersi stretto il leader!.

A questo punto gli attacchi mediatici incominciano a partire dall’estero: talvolta si critica la linea politica di Berlusconi, talvolta lo si prende in giro, talvolta lo si calunnia. Articoli che, scritti in inglese e poi tradotti in italiano dovrebbero essere più convincenti di quelli dei giornalisti nostrani. Gli alleati mediatici esteri, gruppo Murdoch e compagnia cantante, sparano le loro bordate e contestualmente i giornalisti di casa nostra, iscritti sullo stesso libro paga, quello dei burattinai del mondo, si danno da fare per trarre profitto da questo fuoco di copertura ma senza risultati concreti: il popolo imperterrito continua ad aggrapparsi a Berlusconi! E ci mancherebbe altro! In una situazione di incertezza su tutti i fronti dal punto di vista economico, e non solo, la gente riesce a distinguere chiaramente fra parole vuote e fatti concreti.

Dalla parte del premier, c'è, e i suoi nemici sembra che non lo vogliano capire, la sua facilità di comunicare con gli italiani di tutte le latitudini. Non è poco, dato che di latitudini nel nostro bello Stivale ce n’è un’ampia gamma! Berlusconi è sicuramente un leader carismatico, un vero “caudillo”, anche se molto soft, visti i tempi. Alcune sue caratteristiche lo avvicinano alla figura di capo bene impressa nel dna di tutti gli esseri umani, una figura atavica che risale alla notte dei tempi: un capo che decide e le cui decisioni mirano al bene comune. Checché se ne dica e al di là di tutte le teorie possibili e immaginabili, la forma di governo che finisce sempre per prevalere è quella che abbiamo sempre avuto da quando il mondo è mondo!

Le prossime elezioni possono determinare una vera disfatta per il PD. In termini numerici equivarrebbe al punto di non ritorno. E allora è giusto che si facciano delle sante alleanze mediatiche internazionali sotto l’egida dei burattinai del mondo. Di Pietro dice, prendendo la palla al balzo, che all'estero ci ridicolizzano perché Berlusconi corrompe i testimoni dei processi. Probabilmente all'estero non sanno tante altre cose, per esempio non sanno che noi italiani abbiamo un potere giudiziario con funzioni di potere esecutivo che mantiene sotto scacco, con processi e avvisi di garanzia, tutta la classe politica.

Le coalizioni mediatiche internazionali nulla possono e nulla potranno contro il nostro premier. Questo è poco ma sicuro. La gente, troppo presa dai problemi contingenti della vita quotidiana aggravati da questa crisi globale, non dà retta agli attacchi mediatici contro l’unica persona che rappresenta, almeno apparentemente, un’ancora di salvezza, ma se Silvio Berlusconi non riuscirà a correggere le anomalie del potere giudiziario, e a tal fine gli dovranno dare man forte i suoi alleati politici, alcuni dei quali potrebbero anche voltargli le spalle, è molto probabile che prima o poi gli capiti, e non glielo auguro affatto, la stessa sorte di Bettino Craxi...


 
 

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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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