Gli
attacchi mediatici italiani ed esteri a Silvio Berlusconi
05.06.09
- Anche i media si alleano e fanno delle coalizioni
internazionali per sferrare degli attacchi volti
a denigrare l'immagine pubblica di determinati
leader. Ne sa qualcosa il nostro premier Silvio
Berlusconi.
Ormai
i media di casa nostra non riescono più
a incidere sulle scelte elettorali dei nostri
connazionali. Gli scoop sulla vita privata di
Berlusconi, le solite sentenze del potere ibrido,
giudiziario ed esecutivo allo stesso tempo, le
accuse varie che piovono da tutte le parti a pochi
giorni dalla verifica elettorale, sondaggi alla
mano, non raggiungono leffetto desiderato.
Tante belle sceneggiate, tante argomentazioni
validissime...eppure i numeri, quei giudici spietati
e incorruttibili, sempre loro, non si modificano
nemmeno leggermente e continuano a favorire nettamente
il nostro premier.
La
gente non ci fa più caso. Che dicano quello
che vogliono! Tutti pensano alle loro tasche!
Eh sì, stiamo maturando...Di fatto, da
un po di tempo in qua non si parla più
di nuove tasse, della necessità impellente
di abbattere il debito pubblico, di ridurre la
spesa sociale. La crisi c'è e sono già
state varate delle misure per affrontarla. Berlusconi
ha dimostrato sensibilità nei confronti
dei cittadini e delle imprese e non è quindi
un caso che la gente si senta sicura con lui e
che non dia retta né alla stampa, né
alla televisione, né alle voci di corridoio.
Alternative
all'attuale premier non se ne vedono, la sinistra
quando è al potere sfodera una sfilza di
funzionari della Goldmann and Sachs, il cui esponente
di maggiore spicco è Romano Prodi, i quali
si impossessano dell'esecutivo e si danno subito
da fare per attuare in Italia delle strategie
che non si sa bene a chi giovino, certamente non
al popolo italiano. Berlusconi regge sicuramente
il confronto con quel baratro che si chiama PD.
Chissà
perché poi a contare in assoluto per la
politica della sinistra non siano i cittadini
ma il debito pubblico, che deve essere abbattuto
aumentando tasse e balzelli vari, riducendo la
spesa sociale e spalancando le frontiere allingresso
di clandestini che vogliono vivere nel nostro
Paese per moltissimi motivi, tra i quali non rientra
affatto quello di lavorare onestamente. Misure
che aumentano la tensione sociale, quasi che il
vero scopo sia quello di far saltare gli equilibri,
di rendere la vita impossibile a cittadini e imprese.
Cui prodest?
Eppure
il debito pubblico è sempre lì,
cresce ogni anno di più, e non potrebbe
essere altrimenti. Intanto, la sinistra con la
scusa di ridurlo, quando era al potere, ha svenduto
tutti i gioielli di famiglia, tutte le nostre
imprese e banche statali, che, guarda caso, avevamo
ereditato dal ventennio fascista. Un tradimento
belle buono! Hanno ceduto la sovranità
dello Stato su settori economici strategici per
una manciata di soldi svalutati! E il debito pubblico
non è stato nemmeno scalfito!
Non
ci si deve quindi stupire se la gente si aggrappa
a Berlusconi. Se lui non ci fosse, sarebbe già
pronto il ricambio all'interno del suo stesso
partito, ma ciò non sembra essere un motivo
di euforia per gli elettori. Infatti, il prodigioso
istinto del popolo, frutto di generazioni di esperienza,
lo porta alla convinzione che passare da Berlusconi
al suo successore predestinato non sia un'eventualità
che possa far dormire sonni tranquilli. Un motivo
in più per tenersi stretto il leader!.
A
questo punto gli attacchi mediatici incominciano
a partire dallestero: talvolta si critica
la linea politica di Berlusconi, talvolta lo si
prende in giro, talvolta lo si calunnia. Articoli
che, scritti in inglese e poi tradotti in italiano
dovrebbero essere più convincenti di quelli
dei giornalisti nostrani. Gli alleati mediatici
esteri, gruppo Murdoch e compagnia cantante, sparano
le loro bordate e contestualmente i giornalisti
di casa nostra, iscritti sullo stesso libro paga,
quello dei burattinai del mondo, si danno da fare
per trarre profitto da questo fuoco di copertura
ma senza risultati concreti: il popolo imperterrito
continua ad aggrapparsi a Berlusconi! E ci mancherebbe
altro! In una situazione di incertezza su tutti
i fronti dal punto di vista economico, e non solo,
la gente riesce a distinguere chiaramente fra
parole vuote e fatti concreti.
Dalla
parte del premier, c'è, e i suoi nemici
sembra che non lo vogliano capire, la sua facilità
di comunicare con gli italiani di tutte le latitudini.
Non è poco, dato che di latitudini nel
nostro bello Stivale ce nè unampia
gamma! Berlusconi è sicuramente un leader
carismatico, un vero caudillo, anche
se molto soft, visti i tempi. Alcune sue caratteristiche
lo avvicinano alla figura di capo bene impressa
nel dna di tutti gli esseri umani, una figura
atavica che risale alla notte dei tempi: un capo
che decide e le cui decisioni mirano al bene comune.
Checché se ne dica e al di là di
tutte le teorie possibili e immaginabili, la forma
di governo che finisce sempre per prevalere è
quella che abbiamo sempre avuto da quando il mondo
è mondo!
Le
prossime elezioni possono determinare una vera
disfatta per il PD. In termini numerici equivarrebbe
al punto di non ritorno. E allora è giusto
che si facciano delle sante alleanze mediatiche
internazionali sotto legida dei burattinai
del mondo. Di Pietro dice, prendendo la palla
al balzo, che all'estero ci ridicolizzano perché
Berlusconi corrompe i testimoni dei processi.
Probabilmente all'estero non sanno tante altre
cose, per esempio non sanno che noi italiani abbiamo
un potere giudiziario con funzioni di potere esecutivo
che mantiene sotto scacco, con processi e avvisi
di garanzia, tutta la classe politica.
Le
coalizioni mediatiche internazionali nulla possono
e nulla potranno contro il nostro premier. Questo
è poco ma sicuro. La gente, troppo presa
dai problemi contingenti della vita quotidiana aggravati
da questa crisi globale, non dà retta agli
attacchi mediatici contro lunica persona che
rappresenta, almeno apparentemente, unancora
di salvezza, ma se Silvio Berlusconi non riuscirà
a correggere le anomalie del potere giudiziario,
e a tal fine gli dovranno dare man forte i suoi
alleati politici, alcuni dei quali potrebbero anche
voltargli le spalle, è molto probabile che
prima o poi gli capiti, e non glielo auguro affatto,
la stessa sorte di Bettino Craxi...