Le
miniere di carta e la sovranità monetaria
07.09.09
- Alle miniere d'oro si sono sostituite di colpo
negli ultimi decenni le miniere di carta.
Queste miniere che non esistono in natura, esistono
invece nel mondo dell'economia e si chiamano banche
centrali. Il controllo di queste "miniere"
rappresenta la chiave di volta per capire la storia
contemporanea.
Si
parla tanto di signoraggio in più di qualche
sito di internet. Poco trapela a livello di informazione
ufficiale. La gente non sa cosa significa il termine
e pensa magari a qualche stravagante trovata dellultima
ora. Se non ne parla il Corriere della Sera, la
RAI e Mediaset e nemmeno i partiti ribelli
IdV o Lega, se non ne parla Bertinotti, se ha
smesso di parlarne Grillo, non dovrebbe trattarsi
di una cosa tanto importante. Immagino che quei
pochi ai quali è mai capitato di sentir
parlare di signoraggio o di reddito monetario
l'abbiano pensata in questo modo.
Ne
parlerebbe l'estrema destra ma quella è
imbavagliata, a essa è negato il diritto
democratico alla parola, perché naturalmente"
non appena si dispone a dire qualcosa viene zittita
da orde di sedicenti antifascisti e non riesce
a confrontarsi mai con il grande pubblico. E poi
anche se riuscisse a parlarne, sono tanti e tali
i pregiudizi che vengono dati in pasto alla gente
ogni giorno in relazione a tutto ciò che
è in odor" di fascismo
che difficilmente un numero consistente di persone
presterebbe ascolto a questi discorsi balzani.
Nellantichità
i mezzi di acquisto erano le monete di oro o di
argento, che avevano un valore intrinseco quasi
uguale a quello che veniva loro attribuito. Si
era al tempo alla costante ricerca di questi metalli.
Ci volevano le miniere, oppure i forzieri pieni
doro!
Nei
tempi moderni questo stato di cose si è
flessibilizzato con lemissione delle banconote
a fronte di un deposito di oro e argento. Vigeva
da parte della banca centrale l'impegno a convertire
questi biglietti in oro in qualunque momento.
Il rapporto biglietti in circolazione-oro in deposito
non doveva essere pari a 1 e quindi i governi
disponevano di margini di politica monetaria.
E tutto continuava a girare attorno alle miniere
doro e alle riserve auree.
Se
si facesse un'inchiesta e si interrogasse un migliaio
di persone su cosa sanno del danaro, la stragrande
maggioranza affermerebbe che a fronte del danaro
esiste un deposito in oro presso la Banca Centrale.
Non è più così.
In
realtà con lavvento del secolo XX°
le cose sono cambiate notevolmente: dietro ai
soldi non c'è un deposito in oro, essi
rappresentano come valore solo quei pochi grammi
di carta di cui sono fatti e l'inchiostro. I biglietti
valgono quel che valgono perché così
lo stabilisce e scrive lemittente e perché
così viene accettato dagli utenti. Ecco
le rivoluzionarie miniere di carta
alle quali gli stati con sovranità monetaria
oggi possono attingere!
Cosa
cambia?
* oggi uno stato
con sovranità monetaria potrebbe ad es.
costruire opere grandiose, utili ai cittadini,
con un mucchio di carta colorata senza valore
(biglietti di corso legale emessi dalla banca
centrale) e questa carta diventerebbe ricchezza
in un secondo momento per il fatto che con il
lavoro delluomo si è incrementata
la ricchezza dello Stato,
* per uno stato con
sovranità monetaria, l'inflazione rappresenta
di fatto un'imposta indiretta, in quanto consente
un aumento percentuale della carta moneta in circolazione,
* per uno stato con
sovranità monetaria la moneta emessa a
fronte della crescita del PIL rappresenta una
risorsa dello stato.
Lo
stato con sovranità monetaria possiede
delle risorse che vanno al di là delle
sole entrate tributarie. Possiede una miniera
di carta perfettamente equivalente a
una miniera doro ma inesauribile! Ne può
attingere in proporzione alla crescita avvenuta
o desiderata delleconomia, a seconda del
livello di inflazione e del fabbisogno del mercato
monetario.
LItalia
ha perso la sua sovranità monetaria. I
suoi governanti l'hanno ceduta, anzi regalata!
La
disponibilità monetaria dello stato italiano
proviene soltanto dalle entrate erariali e da
quelle che riesce a procurarsi aumentando il debito
pubblico. È vero che abbiamo rinunciato
alla Lira per adottare lEuro, ma i meccanismi
di salvaguardia del reddito monetario a favore
degli stati membri dellUE sono stati previsti
nel Trattato di Maastricht. Il problema è
che la Banca dItalia è diventata
una banca privata! L'inflazione, la crescita
del PIL e tutto quanto comporta un maggior volume
di carta moneta in circolazione rappresenta in
ultima istanza per lo stato italiano un aumento
del suo debito pubblico.
E
non solo abbiamo rinunciato al reddito monetario
sull'emissione cartacea, regalando la Banca dItalia,
ma addirittura abbiamo ridotto al minimo questo
tipo di emissione a favore dellemissione
di moneta virtuale da parte del sistema bancario.
Abbiamo scelto di far finta che la miniera
di carta non esiste!
Queste
scelte paradossali dei nostri governanti hanno
imposto ai cittadini italiani il giogo del debito
pubblico, i cui interessi si portano via la metà
delle entrate erariali. Con laltra metà
lo Stato copre tutte le sue spese! In pratica
ogni contribuente lavora più di qualche
mese l'anno solo per far ulteriormente arricchire
la casta dei banchieri.
Siamo
diventati schiavi delle banche! Ma mettiamoci
il cuore in pace, fino a quando non ne parla il
Corriere della Sera, la Rai e Mediaset non c'è
niente da temere!
Per
l'IdV e la Lega non mi aspetterei nessuna presa
di posizione al riguardo, in fondo se la gente
capisse che alla base del malessere dell'Italia,
un debito pubblico che si mangia la metà
delle entrate erariali, non c'è né
la corruzione dei politici, né Roma
ladrona probabilmente questi partiti
cesserebbero di esistere. Per i comunisti, che
devo dire? Non appena hanno potuto si sono resi
paladini difensori della casta bancaria ed è
stato durante i loro governi che i danni più
gravi alla sovranità monetaria del nostro
Paese sono stati perpetrati. Ricordiamo il recente
proclama di Franceschini: La Banca
dItalia non si tocca. Per
Grillo poi, scusate ma quello fa gli affari suoi!
Il
PDL si è fatto promotore di diverse iniziative
che fanno sperare bene ma finora con risultati
molto deludenti, fra le altre una legge che prevede
la nazionalizzazione della Banca dItalia
che è rimasta finora lettera morta. Inoltre,
va menzionata la proposta di tassazione delle
sue riserve auree, fallita miseramente. A difesa
della Banca d'Italia è intervenuta anche
la Banca Centrale Europea e persino il presidente
della Repubblica ci ha speso più di qualche
parola. Queste 2.500 tonnellate di oro che fanno
parte del pacco regalo Banca d'Italia agli acquirenti
delle banche pubbliche nell'era Prodi-Ciampi non
possono essere tassati! Nemmeno il signoraggio
della Banca dItalia può essere assoggettato
a tassazione e questo per meccanismi contabili
alquanto discutibili.