Il
ministro Brunetta, il rischio di un colpo di stato
e la fantapolitica
20.09.09
- Strano discorso di Brunetta, il ministro ha
toccato un tema delicato ma non è stato
per niente chiaro. Un discorso rivolto a chi?
Al popolo che lavora qualche mese l'anno solo
per arricchire ulteriormente la casta bancaria?
Alla casta bancaria che sembra determinata a non
perdere neanche una zolletta del terreno conquistato?
Agli alleati della casta all'interno della stampa,
della "burocrazia", della curia
e del centro sinistra? Non si capisce chi sia
il destinatario delle dichiarazioni di Brunetta
ma vale la pena di ragionarci su. Non cè
solo il fantacalcio, cè anche la
fantapolitica!
La
notizia è su tutti i giornali. Brunetta
parla di rendite e menziona la rendita finanziaria,
la rendita editoriale e la rendita burocratica.
Si sofferma anche sulla curia. E che rendita è
quella? Non ce lo dice. Ma la tira in ballo. Non
dice nemmeno chi sarebbero coloro che appartengono
alla rendita burocratica. Facciamo un'ipotesi
un pochino azzardata, non saranno mica i giudici?
Perché forse i giudici non sono dei burocrati?
Probabilmente qualcuno sosterrà che giudice
è una cosa e burocrate, unaltra.
I giudici sono dei burocrati per eccellenza in
quanto sono assunti con concorso, sono dipendenti
dello stato e per di più sono indipendenti
dal potere esecutivo, sono quindi tenutari di
un potere che li rende non semplici burocrati
ma addirittura super burocrati. In mancanza di
una precisazione del ministro è meglio
non pronunciarsi.
Comunque
non si tratta di una rendita ma di un potere,
come gli altri di cui ha parlato Brunetta, ivi
inclusa la curia. Anzi per rimanere nel tema parlerei
di tentacoli: i tentacoli del piovrone!. Non sarebbero
quindi tanti i nemici del governo di Berlusconi,
anzi ce ne sarebbe uno solo: il piovrone, la casta
bancaria, di cui sono schiavi gli italiani. Sia
ben chiaro che quando parlo di piovrone non intendo
fare riferimento a un'organizzazione mafiosa.
No. L'accostamento è dovuto soltanto al
fatto che l'elite finanziaria per sua natura finanzia
e quindi non agisce in proprio, si avvale con
i suoi mezzi, che sono tanti, di altri poteri,
tentacoli, per raggiungere i suoi scopi. La sua,
semmai, nella modalità diretta è
una non azione. Di fatto, lerogazione
del credito alle piccole e medie imprese non si
sta verificando e la conseguenza sono fallimenti
a iosa. Ma non vi preoccupate: la colpa la stanno
addossando ai governanti, come volevasi dimostrare.
Ci
troviamo in presenza di una scalation. Ad incominciare,
se vogliamo dare la colpa a qualcuno, è
stato Tremonti con le sue polemiche dichiarazioni
nei confronti dei responsabili della crisi, che
sarebbero secondo lui le banche e con i suoi scontri
con Draghi. Poi c'è stato il decreto salva
banche che prevedeva addirittura un controllo
prefettizio dell'erogazione del credito. Chiaramente
non se ne è fatto nulla. Semplicemente
le banche si sono ritirate su se stesse e guardano
impassibili l'ecatombe di imprese e l'incremento
della disoccupazione. Poi cè stato
quellantipatico disegno di legge che prevedeva
la tassazione dell'oro della Banca d'Italia, 2.500
tonnellate!. Insomma, la casta bancaria è
stata punzecchiata a dovere. Stiamo uscendo
dalla crisi! Dicono i banchieri, facendo
eco alle voci dei loro capi di Oltreoceano. Intanto
non pensano al credito, pensano a rendere solidi
i loro conti perché sono imprese private
e fanno i cavolacci loro!
Ma
la reazione è venuta dalla stampa, quella
dei banchieri, dice Berlusconi, e alla stampa
si sono accodate voci di manovre oscure di carattere
giudiziario, riapertura di fascicoli di stragi
mafiose del 1992 (Falcone e Borsellino?) per lesistenza
di nuovi elementi che vedrebbero coinvolto Berlusconi
(!?). Che la realtà superi sempre la fantasia
lo si sapeva già ma questa volta la supererebbe
di molto!
Anche
la curia ci si è messa di mezzo. Lo ha
sempre fatto. Ora paventa pure sconvolgimenti
politici futuri. Ma la chiesa non ha mai simpatizzato
con Berlusconi and company e ha sempre voluto
che i partiti cattolici se ne distanziassero.
L'ultima a staccarsi dalla coalizione di centro
destra è stata l'UDC. La chiesa si è
schierata contro il premier anche nelle recenti
scaramucce moralistiche e ne è venuta fuori
malconcia (vedi rinuncia di Boffo), ma le facce
dei vescovi non hanno fatto una grinza e quando
mai?. Ancora una volta la chiesa si è imbattuta
in un caso di omosessualità di un suo uomo
fidato! Ma, se vogliamo, il lato buono della faccenda
è che questa volta non si tratta di un
prete!
Anche
Fini ha pensato di dire qualcosa dal suo pulpito,
ma sono saltate fuori storielle piccanti che in
qualche modo lo coinvolgevano. Manco a dirlo è
scattata subito la sua querela ma, dicono, cè
tanto fumo e poco arrosto perché i fatti
sarebbero eclatanti e incontrovertibili. Comunque,
almeno diamogli lonore delle armi, la vicenda
è puramente eterosessuale!
Interessante
il discorso sulla libertà di stampa in
Italia, una libertà che riguarda solo i
giornalisti iscritti all'ordine dei giornalisti.
Sarebbe anche tutto da dimostrare, poi, che questi,
i giornalisti, possano e vogliano dire quello
che pensano!
Tra
i fatti ritenuti lesivi della libertà di
stampa contestati a Berlusconi c'è pure
quello di aver invitato la gente a non fare pubblicità
sui giornali di proprietà delle banche.
Come se questi giornali avessero bisogno della
pubblicità per sopravvivere! Comunque laccusa
più grave è quella di aver querelato
la Repubblica e L'Unità. Eh sì,
sono cose dellaltro mondo! Come ha potuto
Berlusconi tutelarsi contro quelle che ritiene
calunnie ricorrendo alle querele? Tutti lo fanno
ma lui non può perché lui è
al governo e quindi potrebbe, in teoria, condizionare
i giudici (!?). Di Pietro ha giustificato buona
parte delle sue proprietà immobiliari con
i proventi da querele, la formichina!, e a nessuno
è venuto in mente che potesse condizionare
i suoi ex colleghi.
Siamo
in presenza di azioni congiunte dei poteri forti
che fanno supporre a Brunetta che sussista il
pericolo di un colpo di stato. Ma sta parlando
sul serio? Beh, se vogliamo ci sono tanti che
sostengono che Tangentopoli di fatto sia stato
un colpo di stato. E a venirne fuori vittorioso
a suo tempo è stata la casta bancaria,
che ha messo le sue pedine, dipendenti della Goldmann
and Sachs e della Banca d'Italia, al potere raggiungendo
praticamente tutti gli obiettivi che si era posta,
e non sto qui ad elencarli, servendosi di quella
cosa che si chiama centro sinistra e che è
capeggiata dagli ex comunisti imborghesiti.
Un
colpo di stato non sarebbe quindi una novità
assoluta. La chiave di volta sono le voci sulla
riapertura di certi fascicoli a Palermo, su alcuni
nuovi ricordi di determinati pentiti
che avrebbero giustificato questa riapertura.
Stiamo parlando del 1992, quasi diciotto anni
fa! È chiaro che se saltasse fuori una
situazione del genere che dovesse coinvolgere
il premier, le conseguenze sarebbero imprevedibili
e non solo perché una difesa contro un'architettura
accusatoria basata su dichiarazioni di pentiti
non sarebbe possibile, ma perché in questo
caso la vittima predestinata potrebbe far cascare
l'asino. Potrebbe, cioè, far ragionare
sui temi bancari quella parte del popolo italiano
che lo apprezza e che lo sostiene, e si tratta
della maggioranza assoluta degli italiani. E allora
forse, tanti capirebbero come stanno le cose con
le banche, con il debito pubblico e con tutte
le imposte, tasse e balzelli vari e, se lo capissero
veramente, che fine farebbe la casta bancaria?
Il piovrone non ha interesse ha svegliare il can
che dorme!
E
allora sono fermamente convinto che ci saranno,
forse, ancora delle scaramucce ma che non si arriverà
mai ad una guerra vera e propria: Il can che dorme
non si sveglierà e lasino non cascherà
addosso a nessuno! Per questa volta pari e patta!