Obama
e il suo premio Nobel per la pace
20.10.09
- Mi piace parlare di fanta-politica perché
a volte gli eventi sono così enigmatici
che soltanto con la fantasia ci si riesce a raccapezzare.
Fantasia e logica, e sì perché noi
vecchi continuiamo ad apprezzare la logica e ci
afferriamo a lei anche quando ci accingiamo a
fantasticare. Chissà perché poi?
Forse perché abbiamo studiato il latino
alle medie? Mah..
Entrando
nel dettaglio di un avvenimento recente straordinario
vorrei parlare della sorprendente assegnazione
del premio Nobel per la pace a Obama, presidente
degli Stati Uniti dAmerica. Non che questo
intelligente giovanotto di colore sia un guerrafondaio,
questo no, ma la posizione che occupa purtroppo
non si concilia con la pace.
La
guerra è il motore che apporta ricchezza
e potere alla nazione più potente del mondo.
Manda in giro, li fa svolazzare, i suoi bigliettini
verdi meglio noti come US dollari e tutti li raccolgono
affannosamente e li mettono da parte, pensando
di avere chissà cosa.
La
guerra consolida il suo potere e la sua influenza
dappertutto e non costa niente! Non una goccia
di sudore di un solo americano che non lavori
alla zecca dello stato! Non soldi di contribuenti,
come invece accade da noi! sempre più poveri,
sempre meno liberi!
Potere
e influenza raggiunti vengono poi mantenuti attraverso
gli anni. Se vogliamo, basta dare unocchiatina
a casa nostra e alla Germania, nazioni tuttora
occupate militarmente nonostante tutti gli anni
trascorsi dalla fine della guerra e nonostante
abbiano acquisito con il tempo, a parole, lo status
di nazioni alleate degli USA.
Gli
Stati Uniti fanno della guerra il loro motore
di potenza, di ricchezza e di tecnologia industriale,
spaziale, biologica, metereologica, bellica e
al loro presidente viene assegnato il premio nobel
per la pace!
Non
cè niente di che stupirsi. Si è
davanti a un paradosso tra linea imposta e logica.
La linea imposta ormai chimicamente accettata
a livello dei cervelli di ciò che è
rimasto dell homo sapiens sapiens, in seguito
a bombardamenti mediatici da ogni fonte, è che gli USA sono un paese democratico e pacifico.
La logica porta a conclusioni diverse, ma di questi
tempi la logica non conta, conta solo la linea.
Ma
allora perché a Obama, per sua e nostra
sorpresa, è stato assegnato il premio Nobel?
Chi glielha assegnato è lo stesso
che lo ha fatto diventare presidente, questo è
poco ma sicuro. Non che Obama non meritasse di
diventare presidente ma secondo logica far diventare
presidente negli Stati Uniti dAmerica un
nero, pur intelligentissimo, preparato, atletico
e chi più ne ha più ne metta non
deve essere costato poco.
Sì
perché in fondo si tratta soltanto di una
questione di prezzo! Ecco, allora se le cose stanno
così, per logica i motivi che hanno convinto
i potenti finanziatori di Obama a sostenerlo per
la presidenza degli USA sono esattamente gli stessi
che li hanno portati a fargli assegnare il premio
Nobel per la pace, impresa questultima molto
più semplice.
Fin
qui ci arriviamo con la logica, che nulla centra
con la linea. Ora toccherebbe alla fantasia dare
una risposta alla seguente domanda: come mai dopo
tante guerre iniziate da Bush e ancora in essere,
dopo lentrata in una delle peggiori crisi
economiche di tutti i tempi era così necessario
avere come presidente un uomo giovane e intelligente
dal sorriso bonario e dalla pelle nera? E come
mai a questo nuovo presidente dalla faccia pulita
viene anche assegnato nel modo più immeritato
possibile a pochi mesi dallacquisita presidenza
il premio Nobel per la pace?
Scusate
la mia fantasia si è esaurita, poi ho già pensato troppo e mi sento sfinito, a questo punto
preferisco adeguarmi alla linea.