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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Obama e il suo premio Nobel per la pace

20.10.09 - Mi piace parlare di fanta-politica perché a volte gli eventi sono così enigmatici che soltanto con la fantasia ci si riesce a raccapezzare. Fantasia e logica, e sì perché noi vecchi continuiamo ad apprezzare la logica e ci afferriamo a lei anche quando ci accingiamo a fantasticare. Chissà perché poi? Forse perché abbiamo studiato il latino alle medie? Mah..

Entrando nel dettaglio di un avvenimento recente straordinario vorrei parlare della sorprendente assegnazione del premio Nobel per la pace a Obama, presidente degli Stati Uniti d’America. Non che questo intelligente giovanotto di colore sia un guerrafondaio, questo no, ma la posizione che occupa purtroppo non si concilia con la pace.

La guerra è il motore che apporta ricchezza e potere alla nazione più potente del mondo. Manda in giro, li fa svolazzare, i suoi bigliettini verdi meglio noti come US dollari e tutti li raccolgono affannosamente e li mettono da parte, pensando di avere chissà cosa.

La guerra consolida il suo potere e la sua influenza dappertutto e non costa niente! Non una goccia di sudore di un solo americano che non lavori alla zecca dello stato! Non soldi di contribuenti, come invece accade da noi! sempre più poveri, sempre meno liberi!

Potere e influenza raggiunti vengono poi mantenuti attraverso gli anni. Se vogliamo, basta dare un’occhiatina a casa nostra e alla Germania, nazioni tuttora occupate militarmente nonostante tutti gli anni trascorsi dalla fine della guerra e nonostante abbiano acquisito con il tempo, a parole, lo status di nazioni alleate degli USA.

Gli Stati Uniti fanno della guerra il loro motore di potenza, di ricchezza e di tecnologia industriale, spaziale, biologica, metereologica, bellica e al loro presidente viene assegnato il premio nobel per la pace!

Non c’è niente di che stupirsi. Si è davanti a un paradosso tra linea imposta e logica. La linea imposta ormai chimicamente accettata a livello dei cervelli di ciò che è rimasto dell’ homo sapiens sapiens, in seguito a bombardamenti mediatici da ogni fonte, è che gli USA sono un paese democratico e pacifico. La logica porta a conclusioni diverse, ma di questi tempi la logica non conta, conta solo la linea.

Ma allora perché a Obama, per sua e nostra sorpresa, è stato assegnato il premio Nobel?

Chi gliel’ha assegnato è lo stesso che lo ha fatto diventare presidente, questo è poco ma sicuro. Non che Obama non meritasse di diventare presidente ma secondo logica far diventare presidente negli Stati Uniti d’America un nero, pur intelligentissimo, preparato, atletico e chi più ne ha più ne metta non deve essere costato poco.

Sì perché in fondo si tratta soltanto di una questione di prezzo! Ecco, allora se le cose stanno così, per logica i motivi che hanno convinto i potenti finanziatori di Obama a sostenerlo per la presidenza degli USA sono esattamente gli stessi che li hanno portati a fargli assegnare il premio Nobel per la pace, impresa quest’ultima molto più semplice.

Fin qui ci arriviamo con la logica, che nulla c’entra con la linea. Ora toccherebbe alla fantasia dare una risposta alla seguente domanda: come mai dopo tante guerre iniziate da Bush e ancora in essere, dopo l’entrata in una delle peggiori crisi economiche di tutti i tempi era così necessario avere come presidente un uomo giovane e intelligente dal sorriso bonario e dalla pelle nera? E come mai a questo nuovo presidente dalla faccia pulita viene anche assegnato nel modo più immeritato possibile a pochi mesi dall’acquisita presidenza il premio Nobel per la pace?

Scusate la mia fantasia si è esaurita, poi ho già pensato troppo e mi sento sfinito, a questo punto preferisco adeguarmi alla linea.



 
 

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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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