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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

La Banca d’ Italia e i debiti relativi ad altre operazioni intra-Eurosistema

02.11.09 - Premesso che gli importi che seguono sono in migliaia di Euro, dalla lettura dell’ultimo bilancio della Banca d’Italia risulta che la quota di reddito monetario attribuito dall’Eurosistema all’Italia (Banca d’Italia) è stata di € 13.945.691, equivalente alla differenza tra € 126.159.171, controvalore delle banconote “riconosciute” in circolazione al 31/12/2008 e il rispettivo controvalore “riconosciuto" al 31/12/2007 pari a € 112.213.480. Secondo il trattato di Maastricht questi importi andrebbero attribuiti alle Banche Centrali dei relativi stati membri, le quali poi sulla base di accordi con questi glieli devolverebbero in tutto o in parte.

Tali accordi non dovrebbero essere necessari se la banca centrale appartenesse allo stato. Tant’è vero che quando il trattato di Maastricht è stato sottoscritto, lo Stato italiano non ha stipulato un trattato con la Banca d'Italia essendo questa di sua proprietà. Successivamente, grazie al fattivo intervento di personaggi che ormai hanno acquisito gli onori di padri della patria, come Prodi e Ciampi, e altri, tanti, collaboratori di riguardo, si è proceduto alla privatizzazione della Banca d’Italia, finita come premio omaggio ai nuovi proprietari privati delle ex banche statali.

E chiaramente non si è sentita e non si sente la necessità da parte di nessuno di stipulare in via tardiva un accordo atto a porre rimedio a questa scabrosa situazione.

Così come stanno le cose siamo relegati al livello di alcune repubbliche delle banane che si sono dollarizzate nel continente americano. Anche queste sono state portate alla rinuncia totale alla sovranità monetaria e ai forti vantaggi che da questa derivano per lo stato da politici corrotti fino all'inverosimile e oggi si ritrovano a mendicare cartaccia verde meglio nota come “US Dollars" e a dare in cambio i frutti del loro duro lavoro, a fronte di un improbabile crescita economica e a fronte dell'inflazione e di quant'altro.

Ma tutto è alla luce del sole, la Banca d’Italia non ne fa mistero nel suo bilancio anzi riporta ogni cosa con estrema chiarezza. Il fatto che il popolo non ne sia a conoscenza è da imputare alla stampa scritta e parlata e ai politici ma ormai in Italia chiunque abbia un briciolo di potere è iscritto nel libro paga della grande finanza!

Riporto di seguito pari pari la nota apposta in calce al prospetto GLI AGGREGATI DI BILANCIO E LE RISERVE UFFICIALI DELLA BANCA IN DICEMBRE 2008:

«Secondo le norme contabili concordate dall'Eurosistema, l'8 per cento del totale delle banconote in circolazione è attribuito mensilmente alla BCE. Il restante 92 per cento è allocato mensilmente alle BCN ed è indicato nel bilancio di ciascuna BCN in misura corrispondente alla sua quota di partecipazione al capitale versato della BCE. La differenza tra il valore del circolante così attribuito a ciascuna BCN e il valore delle banconote messe in circolazione è riportata come posta rettificativa e indicata come credito o debito intra-Eurosistema relativo all'emissione di banconote. Attualmente la Banca d'Italia riporta la prima posta alla voce "banconote in circolazione"; la seconda alla voce "debiti relativi ad altre operazioni intra-Eurosistema».

Teniamo presente che la percentuale di cui si parla non è proprio uguale alla quota societaria detenuta dalla Banca d’Italia. Essa infatti è pari al 16,5% in quanto ci sono paesi come la Gran Bretagna che non fanno parte dell'Eurosistema pur essendo soci della Banca Centrale Europea.

Siccome a fronte dell’emissione monetaria la BI compra titoli sul mercato, alla scadenza questi titoli vengono pagati e nell’attivo della BI si ritrova esattamente il controvalore delle banconote emesse oltre agli interessi! Queste entrate di contanti vengono considerate dalla BI per la maggior parte debito e per il resto interessi. La voce del passivo si chiama "banconote in circolazione"; I relativi interessi vanno a finire tra i ricavi e rappresentano ciò che la BI (e solo lei) considera "signoraggio". Quindi nell'attivo abbiamo le banconote provenienti dagli incassi dei titoli dello stato che sono stati acquistati dalla BI ai fini dell'emissione e in contropartita nel passivo una voce di debito e nel conto economico degli interessi attivi. L’emissione monetaria totale “riconosciuta” e quindi l’accumulo al 31/12/2008 di signoraggio nei forzieri della BI è di € 126.150 milioni oltre agli interessi che talvolta vengono assoggettati a tassazione e talvolta no. Nel solo 2008 il signoraggio acquisito dalla nostra vorace banca centrale a titolo di sola emissione e quindi senza tener conto degli interessi è stato di € 13.945 milioni.

La voce "debiti relativi ad altre operazioni intra-Eurosistema” rappresenta quella parte del corrispettivo delle banconote in circolazione che non viene “riconosciuta" alla BI ed è un vero e proprio debito nei confronti dell’Eurosistema. Il debito accumulato nei confronti dell’Eurosistema al 31/12/2008 a tale riguardo è di 13.313 milioni pari cioè alla differenza tra il corrispettivo totale ed effettivo delle banconote in circolazione in Italia che è di € 139.472 milioni e il corrispettivo riconosciuto delle banconote in circolazione che è di € 126.150 milioni.

Si sostiene in giro che siamo la pecora nera dellìUnione Europea eppure finora ci abbiamo rimesso, ci ha rimesso la Banca d'Italia cioè, 13.313 milioni! Se vi sembra poco.

L’allocazione in bilancio tra i debiti di questa somma rappresenta una grave irregolarità contabile. Suppongo che ci sia una legge ad hoc che l'autorizzi, sta di fatto che per una società di capitali qualuque, italiana o estera, questo tipo di soluzione contabile andrebbe interpretata come un falso in bilancio avente come obiettivo l'evasione fiscale e la somma evasa rappresenterebbe per il 2008 il 60% di circa 14 miliardi di Euro! Ora, se questa legge esiste e consente alla sola Banca d’Italia di stravolgere i principi contabili più elementari, come la mettiamo con i principi costituzionali che stabiliscono il pari trattamento delle persone fisiche e giuridiche?

Quasi quattordici miliardi di Euro sono una cifra di tutto riguardo. La Spagna, la Germania, la Francia e gli altri stati appartenenti all’Unione Europea hanno la disponibilità di questo reddito, loro spettante in adempimento del trattato di Maastricht. Il fatto che la nostra situazione sia quella che è, al di là delle colpe e delle complicità di coloro che l'hanno resa possibile o che non fanno niente per farla cessare, al di là di questo, mi chiedo se qualcuno ritiene che una situazione del genere non svantaggi la nostra economia rispetto alle economie dei paesi menzionati? E non parliamo nemmeno di un fantomatico confronto con le economie emergenti, che possono vantare una vera sovranità monetaria! Mi riferisco a Brasile, Russia, India e Cina.

Alla luce di quanto precede vorrei menzionare alcuni fatti recenti tanto per consentire di farci una migliore idea di come stanno le cose in Italia:

1) Il governatore della Banca d’Italia ha proposto l’estensione dell’età pensionabile per far fronte al crescente debito publico. Evidentemente è sicuro che nessuno oserà rinfacciargli di trattenersi i soldi degli italiani nei suoi forzieri!

2) Nelle recenti vicende all'interno del PdL, dalle quali sembrava che Tremonti sarebbe stato rimosso dalla sua carica di ministro del Tesoro, la stampa tra cui anche il berlusconiano Giornale facevano ripetutamente il nome di Mario Draghi come probabile sostituto di Tremonti. Evidentemente Berlusconi pensa che i suoi elettori non riusciranno mai e poi mai a capire come stanno le cose con la Banca d’italia e con Draghi!

3) Per abbattere parzialmente l’Irap, il governo italiano è in affannata attesa del tesoretto proveniente dallo "Scudo fiscale", vale a dire dal rientro dei capitali investiti da residenti italiani nei paradisi fiscali. Il “tesoretto" ammonterebbe a 5 miliardi di Euro. Tanto putiferio per 5 miliardi e ogni anno lasciamo che ci portino via in media una decina di miliardi!

4) Dopo oltre dieci anni dalla privatizzazione della Banca d’Italia, il 99% degli italiani non ne è al corrente. La gente cade dalle nuvole quando ne viene a conoscenza e lo cancella dalla mente pochi minuti dopo. Figuriamoci l'esito che riscuoterebbe qualcuno che si sognasse di parlare in pubblico di signoraggio, ecc! Lo zero assoluto!

5) La Banca d’Italia emette banconote, ritira banconote, tiene in deposito banconote, distrugge banconote (?) ecc. Un’attività di interesse pubblico che sta al di fuori del controllo degli italiani. Addirittura è noto che da oltre dieci anni la Banca d'Italia possiede delle società off-shore in paradisi fiscali. Esiste un motivo particolare che ci possa rassicurare sull'onestà delle persone che gestiscono il nostro sistema di emissione monetaria?

Non mi sembra che siano necessari ulteriori commenti, ma così come stanno le cose non vedo molte possibilità di interrompere il viaggio del nostro amato Paese verso il NULLA!



 
 

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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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