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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Armando C. Tavano

Il terremoto politico di Mani Pulite, Di Pietro e la mano di Dio

18.01.2010 - Si può risalire ai grandi cataclismi naturali anche a distanza di milioni di anni sulla base dei loro effetti ancora presenti. A partire da una situazione, si ipotizza con margini abbastanza elevati di sicurezza ciò che è successo non importa quanto tempo prima. Spostiamoci ora dalle scienze naturali alla storia recente. Supponiamo che un omino, uno studioso fantomatico a conoscenza della sola situazione di partenza e di arrivo dell'universo politico italiano dell'ultimo decennio del novecento, si accinga a fare delle deduzioni circa gli eventi alla base dei grandi mutamenti.

Innanzitutto premettiamo che:

    • la situazione di arrivo viene raggiunta nell'arco di brevissimo tempo;
    • scompaiono i partiti che avevano governato dal dopoguerra in poi con le più svariate coalizioni di governo;
    • i principali uomini politici abbandonano la scena politica, c'è chi va in esilio, c'è chi va in galera;
    • nascono nuovi partiti, altri già esistenti cambiano nome.

Il nostro omino sulla base di questi elementi non può non ipotizzare che a provocare tutti questi scombussolamenti sia stato un colpo di stato. Ma non ci fermiamo qui, lasciamo che il fantomatico studioso continui a brancolare nel buio. Sicuramente arriverà un momento in cui questi ipotizzerà che gli scombussolamenti fossero in qualche modo legati a un fatto storico di rilievo di quegli anni: la fine della guerra fredda. E qui non gli daremo né torto né ragione. Ancora, tuttavia, l'omino non riesce a collegare gli eventi, non trova riferimenti a guerre civili o a colpi di stato militari. Egli continua a non raccapezzarsi.

Eppure, un po' alla volta scopre che, con la nuova situazione creatasi in seguito al terremoto politico di quegli anni, il governo italiano, rappresentato da partiti politici e statisti nuovi, ha preso delle decisioni epocali per i destini del popolo italiano:

  • viene firmato il trattato di Maastricht che comporta delle fondamentali rinunce alla sovranità dello stato italiano;
  • vengono eseguite le privatizzazioni dell'IRI e delle quattro banche pubbliche;
  • viene ceduta all'insaputa dei cittadini italiani a titolo praticamente gratuito anche la proprietà delle azioni della Banca d'Italia;
  • viene adottato l'Euro come moneta nazionale con un cambio Lira/Euro che riduce notevolmente la capacità di acquisto degli italiani.

Il nostro omino sulla base dei dati a sua disposizione non capisce e non capirà mai ciò che è successo in quegli anni. Noi invece con le tanti informazioni in nostro possesso cadiamo ora dalle nuvole. Abbiamo scoperto l'arcano! Ora sì che tutto quadra alla perfezione.

Finita la guerra fredda non servivano più governi forti, soprattutto in Italia. Servivano dei politici novelli meno esperti, meno legati al concetto di patria, più vulnerabili e corruttibili (eh sì, scusate se insisto, proprio più corruttibili, perché chi è più corrotto di chi vende la sua patria?). Ecco, allora, la necessità di cambiare pagina e di mandare a casa gli alleati di una volta. Certo, sto ragionando da grande potenza. Quale? Beh, non certo gli Stati Uniti, grande potenza per modo di dire, grande potenza fantoccia! Sto parlando della vera potenza internazionale che è quella che tira le fila dappertutto, quella che ha voluto e che ha vinto la seconda guerra mondiale. Sto parlando della grande finanza internazionale. Una nebulosa di cognomi sempre uguali, una casta ereditaria il cui potere si estende attraverso il tempo su ogni zolla di terra di questo pianeta.

Questa nebulosa ereditaria si è accaparrata i nostri tesori in un batter d'occhio grazie a “Mani pulite”. È riuscita a fare scorazzare nei nostri palazzi di governo le sue pedine: Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi in primis.

A questo punto, ora che l'omino di prima non ci serve più, provo a farmi delle domande semplici, semplici, ferma restando l'ipotesi che tutto fosse rimasto come prima del colpo di stato o terremoto politico che chiamar si voglia:

  • con gli statisti e con i partiti politici “rimossi” sarebbe stata possibile una rinuncia così netta a tanti aspetti importanti della nostra sovranità?
  • i lacchè di “Wall Street” e della nebulosa finanziaria (Prodi, Ciampi, Padoa Schioppa, Draghi) sarebbero riusciti comunque a infiltrarsi nell'area di governo?
  • il sistema bancario sarebbe stato favorito così spudoratamente a scapito del contribuente fiscale italiano?

Si tratta chiaramente di domande retoriche la cui risposta è per ognuna di esse “no”.

Mi fermò qui, ormai è tutto chiaro e non mi venite a parlare delle foto compromettenti di Di Pietro, ecc. Probabilmente se i Prodi e i Ciampi hanno avuto bisogno di tangentopoli per infiltrarsi nelle posizioni di potere, a loro non spetta il riconoscimento di primi infiltrati. In effetti, questo spetta solo ed esclusivamente ad Antonio Di Pietro, che come poliziotto riesce a entrare in magistratura senza imparare a parlare l'italiano. E non è difficile che anche qui, come nel famoso gol di Maradona agli inglesi nel campionato mondiale di calcio del 1986, ci sia stata la mano di Dio! La mano in senso figurato, ovvio, il gol no, in fondo un gol altro non è che un obiettivo raggiunto.



 
 

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Armando C. Tavano
 


(Autore e' Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti)

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