Bersani vuole ora essere ascoltato da Monti ma i giochi sono fatti!
04.12.2011 - Si è dato tanto da fare per far cadere il governo Berlusconi, reo di non essere abbastanza incisivo nell'attuazione delle misure di risparmio necessarie per “salvare” l'Italia e ora davanti a delle prospettive concrete che si stanno delineando, Bersani si lamenta di non essere ascoltato. Certo, non potrebbe mica dichiararsi d'accordo con quanto ormai definito e in procinto di essere attuato con decreto ministeriale! E che direbbero tutti coloro che da quando mondo è mondo hanno votato comunista e che adesso votano il PD? Intanto si parla già di scioperi e i sindacati sono sul piede di guerra ma è solo tanto fumo e poco arrosto! Chi non ama la sua patria non ama certo la povera gente!
Da parte sua Berlusconi si è fatto già avanti e ha avvertito che non avrebbe accettato una patrimoniale, ma cosa può fare Bersani? A lui dovrebbero stare più a cuore i pensionati e i lavoratori dipendenti in genere, insomma i meno abbienti. Ma no, non è così, Franceschini a suo tempo, quando era segretario del PD, ha dichiarato che i partiti potevano litigare tra di loro ma che la Banca d'Italia non doveva essere toccata. Al PD stanno a cuore, infatti, solo gli interessi della casta finanziaria, altro che i meno abbienti!
Staremo a vedere cosa succederà quando il decreto ministeriale verrà sottoposto all'approvazione dei due rami del Parlamento. Probabilmente la destra si comporterà da destra e la sinistra continuerà a sostenere la parte ambigua che ha saputo recitare da sempre. Agli elettori della sinistra mancherà sicuramente ogni tipo di tutela.
E che ci vogliamo fare? Questa è la democrazia dalle parti nostre! Chi viene eletto in base a un programma dopo qualche mese cambia schieramento e programma e non si cura minimamente del mandato che di fatto gli è stato assegnato. Non c'è di che meravigliarsi. Certo la costituzione così come è stata scritta non viene violata ma c'è qualcosa che non va, di non etico, perché allora non si capisce bene quanto vale il nostro voto.
Ma se sono stupidi o pirla coloro che ritengono che la costituzione sia stata violata, non lo sono di meno coloro che sono convinti che a governare l'Italia siano i tanto odiati politici di destra o di sinistra eletti dal popolo. Questi semplicemente si addossano tutte le accuse, si mettono in mostra per fare da parafulmine, capri espiatori di una situazione voluta ad altro livello.
Chi governa in Italia non sono i politici i cui stipendi e privilegi conosciamo benissimo, non governavano né prima della recente caduta di Berlusconi né tanto meno ora con questo cosiddetto governo tecnico.
L'Italia ora più che mai da molti anni, da quando mani pulite spazzò via il gotha della politica italiana, è governata da coloro che rappresentano la casta finanziaria nel nostro paese e in tanti altri. Sono quelli che hanno in mano i mass-media dappertutto, anche da noi. Sono quelli che in qualche modo facendo leva sui burocrati indipendenti dello Stato, che non rappresentano nessuno, perché nessuno li ha votati, mettono a ferro e fuoco i poteri legislativo ed esecutivo, creando disagio nelle istituzioni e correggendo a piacimento senza averne il diritto la volontà del popolo.
Eccoci Monti, il banchiere, eccoci governati direttamente da coloro che di solito stanno dietro le quinte. Non era molto diverso con Prodi, sia ben chiaro o con Ciampi o con Amato o con chiunque altro figurasse nel libro paga di qualche banca d'affari di Wall Street.
Non che Berlusconi non abbia manifestato e non manifesti un servilismo ossequioso nei confronti della casta ma qualche volta ha assunto degli atteggiamenti quasi ribelli, come quando stabilì con legge che lo Stato avrebbe acquistato le azioni della Banca d'Italia (e non se ne fece nulla, e quando mai?)
Berlusconi non è amato dalla casta: un omino con velleità di ducetto, di piccolo Perón. Uno che ha osato fare affari in ottemperanza del suo mandato e nell'interesse dell'Italia con Gheddafi, il “tiranno” libico, fatto fuori su insistenza del piccolo De Gaulle francese, e con Putin, reo di non voler dollari USA come riserva della banca centrale russa.
Nel frattempo le tipografie negli Stati Uniti d'America vanno per la maggiore e con i due allentamenti quantitativi (emissioni di grandi quantità di banconote e loro messa in circolazione) americani volti a “combattere” la crisi, le banche d'affari della Grande Mela hanno ricevuto tanti miliardi di dollari da poter destabilizzare tutte le borse del mondo, creando scompiglio nelle quotazioni di materie prime, titoli di stato e monete.
Sembrerebbe quasi che se i nostri parlamentari indugiano nell'approvare le misure del governo “tecnico”, si rendono di fatto responsabili del fallimento dell'Italia e dell'Unione Europea. Invece dietro le quinte ci sono soltanto le speculazioni mirate degli astuti banchieri di New York con gli ingenti capitali a loro disposizione di cui, guarda caso, nessuno chiede la provenienza.
E la BCE, perché la BCE non emette altrettante banconote per contrastare l'aggressione monetaria in essere o per tenere sotto controllo il mercato dei titoli di stato? Come risposta mi faccio un'altra domanda; e chi comanda nella BCE?
Eccoci i banchieri al governo, di certo non cambieranno alcunché in meglio, perché questo non è il loro obiettivo. Essi mirano, infatti, a creare disagio e miseria. Non ve lo scordate: gli usurai sono una razza bastarda e senza compassione per nessuno!
Berlusconi, un ducetto, un piccolo Perón non poteva meritare la fiducia della casta. Nemmeno i peronisti argentini che si sono liberati dalla morsa del FMI la meritavano. Quelli hanno preferito l'insolvenza alla guerriglia urbana, hanno ritenuto importante mantenere la struttura industriale anziché distruggerla, hanno usato le riserve della banca centrale per sdebitarsi con il FMI, hanno mandato via il governatore della banca centrale quando ha voltato le spalle al potere esecutivo per asservirsi anima e core a Wall Street, ci tengono alla sovranità monetaria e non intendono rinunciarvi.
In conclusione, senza un briciolo si sovranità e governati dai banchieri di Wall Street non c'è proprio speranza per il popolo italiano alle prese con un debito pubblico fasullo e ingente che costa l'ira di Dio, con una moneta europea gestita da una BCE che con la scusa di interessarsi all'inflazione sta devastando mezza Europa, ecc. Fa bene Bersani a chiedere a Monti di ascoltarlo, tanto questo non avverrà mai, gli servirà, comunque, da alibi per mantenersi in corsa per le future, inutili, elezioni. Ma se qualcuno continua a pensare che noi italiani siamo scialacquoni, che siamo governati da politici eletti e che non ci sappiamo gestire, continui pure a dormire su quei guanciali e a credere ingenuamente nei governi tecnici della salvezza!