Il
Ministro Turco
23.11.06
- Torno a parlare del tema della droga in quanto è
un argomento estremamente importante che a mio avviso
non ha avuto la giusta eco sui giornali, in particolare
per le ricadute che tale legge può avere sulle
giovani generazioni, certamente più esposte al
problema della droga.
Il
ministro Livia Turco, ha mentito sul numero dei
giovani finiti in carcere per aver fumato uno spinello
dopo l' entrata in vigore con il governo Berlusconi, della
legge Fini-Giovanardi sulla droga: dal primo aprile al
31 ottobre 2006, infatti, gli arresti sono diminuiti di
circa il 10 per cento e non aumentati del 10% come erroneamente
e faziosamente affermato dal ministro Livia Turco.
Siamo
di fronte dunque a un' autentica campagna di disinformazione
da parte del governo su un tema delicatissimo che incide
sulla vita di tante famiglie. La legge della CdL sulle
tossicodipendenze ha avuto il grande merito di dare un
quadro giuridico certo a una materia totalmente soggetta
alla discrezionalità dei giudici. Prima, infatti,
qualunque quantità di droga trovata in possesso
di una persona faceva scattare la denuncia e, mentre alcuni
magistrati per due chili assolvevano l' imputato, altri
condannavano anche per una dose minima. Ma grazie alle
tabelle e alle soglie introdotte dal governo Berlusconi,
gli operatori sanno che se il possesso è inferiore
a una determinata quantità si presume che sia per
uso personale, e quindi non c' è più la
denuncia penale, né l' arresto.
Ora,
il decreto che raddoppia da mezzo a un grammo il
quantitativo di cannabis detenibile per uso personale,
firmato da Livia Turco e da Mastella, è solo il
primo passo per stravolgere una normativa che funziona.
Allo studio c' è infatti non solo una radicale
correzione delle tabelle sulle sostanze stupefacenti,
ma anche la totale depenalizzazione dell' uso personale
delle droghe.
In questo modo la sinistra vuole arrivare gradualmente
a liberalizzare la droga, e meraviglia il fatto che il
decreto porti anche la firma di un ministro cattolico
come Mastella. Il quale, forse, dovrebbe riflettere sulle
dure critiche giunte al suo decreto dall' Osservatore
Romano, che lo ha definito "un grave errore, un
rischio e un segnale negativo per migliaia di giovani",
segnalando nel contempo che "difficile da comprendere
l'entusiasmo di un ministro che, almeno istituzionalmente,
dovrebbe avere a cuore la salute, appunto, dei cittadini".
Diciamo
che il governo Prodi anche attraverso il ministro Turco
è: TANTO FUMO E .....POCO ARRESTO