Prodi
ed i fischi ad honorem
13.02.07- Charlot amava dire che nulla ha più successo
del successo. Verità evidente, come il suo contrario:
nulla ha più insuccesso dell' insuccesso.
Appunto
il clamoroso insuccesso del suo governo è all'origine
delle bordate di fischi che accolgono ormai tutte le apparizioni
di Romano Prodi in pubblico e che tanto lo affliggono,
tanto da portarlo a reagire all'ennesima contestazione
(tra le ultime, quella goliardica che lo ha accolto alla
Cattolica di Milano) invocando "rispetto per le istituzioni",
nonché professandosi rattristato dal "silenzio
della Cdl, che non condanna".
Credo
che più ancora dovrebbe rattristarlo il silenzio
dei partiti della sua coalizione, nessuno dei quali, indistintamente
ha fatto scudo al Premier. Rifondazione Comunista, guida
a Vicenza le insorgenze di campanile contro il governo
di cui fa parte e gli altri si defilano assumendo il tipico
atteggiamento del passante che non c'entra, i partiti
di governo prendono le distanze da un Premier sfiduciato
dai suoi stessi elettori, in attesa di prenderle anche
dal suo (e loro) governo. Più Prodi si affanna
a spalmare sugli alleati le responsabilità per
il discredito del suo governo di coalizione, più
quelli le personalizzano concentrandole sulla persona
del leader.
Giusto il richiamo al "rispetto delle istituzioni",
ma il compito di renderle rispettabili ricade soprattutto
su chi le rappresenta al massimo livello. Prodi non contribuisce
a infondere rispetto per le istituzioni quando spazza
sotto il tappeto la responsabilità per le decisioni
che è chiamato a prendere, non si rende rispettabile
l'istituzione di governo che degrada a questione urbanistica,
l'ampliamento della base americana di Vicenza onde scaricarla
sulle spalle dell'amministrazione comunale. La verità
è che Prodi si trova nelle condizioni dell'uomo
che ha sbagliato i tempi ed i calcoli: per vincere le
elezioni (se le ha vinte
) ha messo insieme un bizzarro
incrocio di identità politiche che non serve a
governare il Paese.
Lo
sapevano tutti che la santa alleanza contro Berlusconi
poteva funzionare solo come formula di programma, ma mai
come formula di governo ed anche Prodi lo sapeva, ma non
si è tirato indietro.
Ed
oggi ne paga le conseguenze ricevendo, ovunque vada, fischi
ad honorem.