Follini,
l'uomo che ha una sola parola..
27.02.07 - Marco Follini il 26 febbraio 2006, dichiara:
"La sinistra si comporta come Noé sull'arca,
non sceglie, mette tutto insieme alla rinfusa, imbarca
tutti".
Adesso ha imbarcato anche Marco Follini.
Certo
è che ad ascoltare il Follini dell'ultimo anno
è davvero strano immaginarlo da quella parte che
ha sempre detto di non voler raggiungere. E se andiamo
anche più indietro nel tempo scopriamo che mise
nero su bianco i suoi propositi, quando il 20 aprile 2005,
rispondendo sul Corriere della Sera ad alcune domande
di Michele Salvati, concluse: "Alla peggio andrò
a casa, a sinistra no, mai". Anche perché
fin dall'inizio della campagna elettorale, il 10 febbraio
2006, diceva: "Questo centrosinistra sembra un ballo
a corte, frivolo e variopinto. Si rivolge a tutti, per
tutti ha una promessa o una parola carina. Sulla sua bandiera
si potrebbe scrivere il motto della Rai: "Di tutto
di più"".
E
a Rutelli, che lo corteggiava, l'Harry Potter della politica
nostrana, replicava il 23 marzo 2006: "Non credo
che il tema possa essere quello di un nostro passaggio
di campo. Sono sempre stato sostenitore della nostra identità
e della nostra autonomia". Per essere più
preciso, di fronte a quanti dubitavano della sua sincerità,
un mese dopo aggiunse: "Farò un'opposizione
leale ma decisa". Di dubbi sulla sua lealtà
ce n'erano e quando Berlusconi lo definì il "cavallo
di Troia della sinistra", lui replicò seccamente:
"In politica una parola di troppo scappa a tutti,
a qualcuno scappa più spesso". Come dire:
guai a sospettare di me. Di fronte alle perplessità
Follini attaccava il governo che oggi si appresta a salvare:
"E' improbabile - disse il 27 giugno scorso - che
questo governo duri cinque anni, è una maggioranza
piena zeppa di contraddizioni e per dirla in termini calcistici,
non li vedo molto tonici e tantomeno in palla".
Di fronte ai sospetti di essere pronto a diventare il
rinforzo per una squadra che non gira, Follini se la prende
ancora con Berlusconi, che prima di altri lo vedeva già
in procinto di passare a sinistra: "Berlusconi mi
definisce un infiltrato dell'Unione? Non so che farci
Io resto nel centrodestra". Invece, poco tempo più
tardi, lasciò il centrodestra per l'Italia di Mezzo
e oggi lascia l'Italia di Mezzo per l'Italia di sinistra,
dimenticando cosa diceva di Prodi a luglio sul ritorno
al voto in caso di crisi di governo: "Prodi non è
Luigi XIV e non può dire: "La legislatura
sono io". Se dovesse cadere il governo, non credo
proprio che il Parlamento debba alzare le mani".
Ma lui, per evitare qualsiasi rischio adesso pensa bene
di non far cadere il Professore. Anche se diceva - "sono
contro Prodi e contro la sua legge Finanziaria e voglio
costruire una forte posizione di centro". Davvero
risibile, come da ridere alla luce dei fatti attuali,
fu la battuta lanciata con la sua consueta aria di superiorità
contro "il pendolarismo tra i poli: bisogna finirla".
Talmente contro e talmente contrario a una certa sinistra,
che non più di un mese fa Follini dichiarava solennemente:
"A differenza di Rutelli penso che la caratteristica
fondamentale del centro sia la sua alternativa alla sinistra
e quando l'on. Rutelli si sarà stancato della compagnia
dell'on. Caruso ne riparleremo".
Da mercoledì, il trasformista Marco Follini entra
a far parte della grande famiglia della sinistra e starà
.
vicino, vicino, a Vladimir Luxuria.
Auguri
e figli maschi
.