Il
compagno che ruba
.ai compagni
08.03.07 - La notizia mi è sembrata simpatica,
divertente da scrivere, piacevole da leggere, ma molto
emblematica nella sua sostanza: anche i comunisti duri
e puri prendono i soldi e scappano rovinando parenti e
amici e approfittando di una professione che probabilmente
non è usuale per la falce e il martello, quella
del broker.
La
notizia avrebbe avuto una eco certamente maggiore, ma
ovviamente essendone colpita l' immagine di Rifondazione
Comunista, partito della coalizione di governo, non ce
n' è traccia né sul Corriere della Sera
né su Repubblica. E non ci vengano a raccontare
che si tratta di un fatto secondario, non degno di attenzione,
visto che La Stampa gli ha dedicato oltre ad un lungo
servizio all' interno, addirittura la prima pagina dal
titolo: "Compagni che sbancano".
La storia è semplice nella sua gravità:
Gianluca Merchiori, ex candidato sindaco di Ferrara
nel '95, comunista di quelli tutti d' un pezzo al punto
da rinfacciare nel 2003 a Bertinotti, di non essere abbastanza
di sinistra, dopo il nuovo accordo di quest' ultimo con
l' ex democristiano Prodi. Da qualche mese il Merchiori
si era messo a fare il broker, di mattina manifestava
contro gli odiati americani, mentre il pomeriggio non
essendoci altri comizi in programma, convinceva amici
e parenti a giocare in borsa, promettendo lauti interessi
dal 2 al 4 per cento al mese. E secondo lui sarebbe bastato
che avessero investito i risparmi in un
finanziamento
dell' esercito americano (non è uno scherzo, questo
è quello che lui diceva).
Chi
poteva dubitare della coerenza di un rivoluzionario, un
pacifista difensore della classe operaia, un compagno
tutto di un pezzo? Pochi, e difatti gli hanno creduto
in tantissimi, fino ad affidargli complessivamente la
ragguardevole somma di 2 milioni di euro.
I
primi mesi Merchiori consegnava ai suoi ignari clienti-amici
i proventi di questo straordinario affare, ma in concomitanza
con le vacanze natalizie, il rosso compagno tutto di un
pezzo è scomparso, nessuno l' ha più visto
ma in compenso coloro che gli avevano affidato i loro
soldi (chi impegnando i risparmi, chi ipotecando la propria
casa) hanno ricevuto una lettera: "Ho fatto una leggerezza
enorme, uno sbaglio incredibile. Adesso sono in un posto
molto caldo, bevendo un drink sotto una palma e non ti
posso spiegare. Ma te lo giuro, lavorerò come un
pazzo per rimborsare te e tutti gli altri". A lume
di naso, probabilmente il posto caldo, sono le coste caraibiche
del Venezuela del compagno Chavez, dove è scappato
con i soldi rubati ad amici e parenti.
Merchiori
con il suo comportamento ha sfatato un altro mito nel
quale credeva la sinistra: che i compagni non rubano.
Ma i comunisti non erano diversi? Si, ma solo finchè
non arrivano nei paraggi del potere e non maneggiano i
soldi degli altri
E'
probabilmente per non creare troppi traumi alla sinistra
al potere, che Corriere della Sera e Repubblica hanno
preferito insabbiare la notizia