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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Amedeo Gentile

Cinque mitra per una penna

26.03.07 - La settimana scorsa la sinistra aveva cercato di giocare d' anticipo, con il vice ministro agli Esteri Franco Danieli e compiacenti articoli sui giornali, che cercavano di inquadrare in una cooperazione tra alleati la liberazione di Daniele Mastrogiacomo.

C'è un particolare però: non è stata, quella che si definisce con deliberata superficialità una liberazione, bensì uno scambio tra ostaggi, con la differenza che mentre loro consegnavano all'Italia, Paese peraltro impegnato alla ricostruzione e all'assistenza dell'Afghanistan, un avventuroso ma innocuo giornalista, noi consegnavamo ben cinque terroristi Talebani nelle mani di una parte di quella popolazione che parla solo con la violenza e col mitra e che non esita a decapitare un loro simile sulla base del semplice sospetto che sia una spia. Ancora più inquietanti, inoltre, le parole che uno dei cinque ha pronunziato non appena libero, ovvero "torno alla Jihad!" il che la dice tutta su quali siano le intenzioni che animano soggetti la cui liberazione è stata frutto di una trattativa grossolana.

La gravità di quanto accaduto non si ferma qui ma aumenta se si pensa all'effetto immediato che produrrà una gestione diplomatica così fragile in Afghanistan. Adesso infatti i Talebani hanno la certezza di avere a che fare con un governo facilmente ricattabile e l'effetto sarà proprio quello di vedere ancora più a rischio qualsiasi Italiano che si trovi a passare da quelle parti in quanto preziosa merce di scambio….

Altro punto su cui appare opportuno riflettere è che la trattativa, è stata portata avanti e conclusa con l'intervento di Gino Strada. Una cosa è per il governo italiano appoggiarsi a contatti affidabili sul territorio, un'altra è farsi totalmente sostituire! Così, mentre D'Alema incontrava la Rice negli Stati Uniti e proponeva alle Nazioni Unite una conferenza di pace "allargata" entro l'anno, a trattare sul campo c'era il medico pacifista estremista Gino Strada, che patteggiava coi Talebani su quanti terroristi valesse un giornalista italiano, evidentemente al cambio attuale: UNA PENNA PER CINQUE MITRA.

Tutta l'operazione, inoltre, si è svolta con il dissenso mai nascosto del Ministro Parisi che nella vicenda non solo non ha avuto alcun ruolo, ma si trova anche nella scomoda posizione di Ministro della Difesa di un governo che valuta d'invitare al tavolo della conferenza di pace i terroristi, che delega ad un pacifista estremista le trattative e che libera sanguinari terroristi rimettendoli nella condizione di tornare a combattere contro di noi stessi.

Gli Stati Uniti sono stati colti di sorpresa dai termini della liberazione ed hanno espresso la loro preoccupazione al governo italiano ed afgano per le possibili conseguenze che giudicano pericolose. La fonte americana ha criticato la liberazione di cinque talebani per il rilascio di Mastrogiacomo sottolineando che uno dei talebani liberati é un familiare del capo talebano che appare essere l'organizzatore del rapimento di Mastrogiacomo. Il funzionario americano ha aggiunto inoltre che l'intero negoziato in Afghanistan sembrava del resto volto a portare fuori solo l'italiano: l'autista di Mastrogiacomo è stato ucciso e la sorte dell'interprete è ancora sconosciuta, tutto ciò ha portato l'Italia nell'isolamento e nel sospetto di tutti, compreso il governo afgano per quanto riguarda la sorte degli afgani coinvolti nella vicenda, in quanto il governo italiano sembra essersi concentrato solo sulla liberazione del nostro giornalista.

Inoltre, gli Stati Uniti hanno definito "una pessima idea" la partecipazione di esponenti talebani alla conferenza internazionale di pace sull'Afghanistan proposta dall'Italia. Critiche sono arrivate anche da Gran Bretagna, Germania e Olanda.

La politica estera del centrosinistra è naufragata e ci domandiamo: da adesso, chi porterà avanti i delicati equilibri in Afghanistan? D'Alema o il Ministro degli Esteri in pectore Gino Strada?



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