Partito
della Libertà, perchè è una buona
idea.
04.09.07,
ROMA - Il
Partito della Libertà nasce con lobiettivo
di creare una casa nella quale si possano riconoscere
moderati, cattolici e liberali italiani che oggi si dividono
tra Forza Italia, An, Udc e Lega, oltre ad una miriade
di formazioni minori. Secondo Berlusconi, sinora non è
stato possibile trovare la sintesi a livello di vertice,
per colpa degli alleati che dettano condizioni non accettabili
e lo costringono a procedere a modo suo, anticipando i
tempi e giocando la carta della riunificazione «dal
basso». Realizzata cioè direttamente dagli
elettori che aderiranno al nuovo soggetto politico, scavalcando
le resistenze degli apparati dei partiti, che attualmente
risultano riottosi, gelosi e poco inclini allo spirito
unitario che gli elettori moderati vorrebbero.
Si
potrebbe obiettare: a cosa serve la nascita di un altro
partito, in un panorama politico come quello italiano,
nel quale non si è più in grado di dire
quante sono le formazioni politiche esistenti, ed inoltre,
perchè i partiti del centro destra sono così
intimoriti da questa nuova iniziativa di Berlusconi?
La
risposta è che questo partito nasce con un ambizione
enorme: quella di rappresentare lintero centrodestra
italiano, in un prossimo imminente futuro. Nei piani berlusconiani,
il neonato partito vedrà probabilmente la luce
in maniera ufficiale a Courmayeur dove a novembre si andrà
al voto per lelezione del sindaco, i quasi tremila
abitanti della cittadina valdostana saranno quindi il
banco di prova per le ambizioni del Partito della Libertà
che si presenterebbe con un proprio simbolo ed una propria
lista. Se andrà bene, il laboratorio di Courmayeur
diventerà il modello da esportare ovunque si voterà
in futuro, dal più piccolo dei comuni, sino alle
elezioni politiche nazionali.
Non
è inoltre da sottovalutare che il Presidente Berlusconi
potrebbe aver deciso di attirare di nuovo su di sé
lattenzione mediatica, soprattutto in coincidenza
con le primarie del Partito democratico del 14 ottobre,
la cui nascita non lo lascia affatto indifferente. Per
quanto convinto che sia destinato a restare minoranza,
specie se si voterà con un legge elettorale più
o meno come lattuale, Berlusconi è convinto
che rappresenti una novità significativa, alla
quale, in qualche modo, occorre contrapporre un prodotto
politico altrettanto nuovo. Il progetto di Partito
della Libertà appunto, che nei sondaggi preelettorali
veniva accreditato di un 3-4 per cento, voti aggiunti
e non sottratti a FI, Lega, Udc, An.
Vi
è inoltre da considerare che con questa operazione
Berlusconi sta inviando un chiaro messaggio e cioè
che è insoddisfatto del disimpegno dei suoi due
maggiori alleati, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini
e di conseguenza fa capire loro non solo di poter andare
avanti benissimo da solo, ma anche di porre massima attenzione
in quanto a lungo andare potrebbero rimanere con il classico
pugno di mosche in mano. Se il Partito delle Libertà
prendesse lo slancio desiderato, uno degli scenari possibili
potrebbe essere che i vari partiti del centro destra si
andrebbero spegnendo piano piano e la loro funzione cesserebbe
strada facendo, rimanendo cioè con soltanto i gusci
vuoti dei loro partiti. La polpa, cioè iscritti
e dirigenti, potrebbero essere già da tempo confluiti
spontaneamente nel nuovo soggetto politico che agirebbe
da calamita.
Quello
che ci aspetta, politicamente sarà in ogni caso
un caldo autunno.