Sì
al voto anticipato. Perché
02.10.07,
ROMA - Si intuisce il motivo per cui Silvio Berlusconi
negli ultimi interventi pubblici, ha voluto prescisare
la strada che può e deve portarci al voto anticipato.
Un voto contro qualunque ipotesi di governo tecnico, che
faccia coincidere lesasperazione della gente contro
lattuale governo, con la voglia di rivincita della
grande maggioranza degli italiani, tenuta sotto scacco
da oltre un anno dalla sinistra. Contro questo progetto
tuttavia, giocano varie forze: Prodi e la sua sgangherata
coalizione, oltre a forze meno visibili e comunque meno
esplicite. Ci riferiamo a Veltroni ed anche al Capo dello
Stato perché entrambi, su piani diversi, possono
avere la tentazione di allungare la partita a vantaggio
di chi è al potere
Veltroni
si distingue per dire tutto e il suo contrario, mentre
la stampa che lo acclama tende a proteggere le sue ambiguità
con lalibi della nascita del Partito Democratico
del 14 ottobre, praticamente come dire: vedrete il vero
Walter solo dopo lincoronazione a capo del Partito
Democratico! Quasi che lo stare a cavallo tra la sinistra
radicale ed i riformisti che lo hanno voluto con largo
anticipo al centro della scena, fosse un dettaglio trascurabile.
Ma anche Veltroni sa bene che la sfiducia nei confronti
del governo ha finito per propagarsi anche nei confronti
del nuovo Partito Democratico, che appare sempre più
come lassemblaggio della sinistra democristiana
e dellapparato del vecchio partito comunista, piuttosto
che la nascita di una forza nuova e di una fusione delle
vecchie appartenenze politiche.
E
una fusione a freddo e come tale la nascita del Partito
Democratico ha prodotto sia una scissione a sinistra,
che una ancora più significativa spaccatura al
centro, con la decisione di Lamberto Dini di formare un
gruppo politico liberaldemocratico.
Veltroni
può quindi volere il voto anticipato a breve predisponendosi
a sicura sconfitta? E lecito dubitarne ed è
altrettanto chiaro, in questo caso, che farebbe di tutto
per ritardare il voto. Lipotesi che scelga di correre
(e perdere) e stare fermi un giro per ridisegnare il bipolarismo
italiano grazie ad un nuovo governo Berlusconi, pare alquanto
improbabile.
Quanto
al Capo dello Stato, è ancora lunico non
intaccato dalla polemica su partiti e istituzioni, sui
costi della politica e del Palazzo, lunico che potrebbe
mettersi di traverso in extremis di fronte allesigenza
del voto immediato dopo la caduta di Prodi. Il Quirinale
per ora tace: forse perchè non sarebbe utile rivelare
adesso agli italiani, che il crollo del governo potrebbe
non condurre direttamente al voto. Nelle prossime settimane
potrebbe partire una campagna ben orchestrata dalla sinistra,
per dimostrare come gli italiani pur stanchi di Prodi,
non abbiano intenzione di mettersi nelle mani del centrodestra
e del suo leader, preferendo magari un tecnico di decantazione
o qualche pasticciaccio simile, magari supportati da sondaggi
preconfezionati, nei quali la fine politica di Prodi non
coinciderebbe con una chiamata alle urne dallesito
scontato. Daltronde non possiamo dimenticare come
sul Colle, lultimo inquilino, sia arrivato con i
voti di una parte sola
E
importante quindi che lintero centrodestra sia oggi
unito, senza lasciare Berlusconi solo, nellimpegno
del voto ravvicinato. O saremo tutti insieme a sottoscrivere
le tappe imminenti o sarà inevitabile il vantaggio
di chi ha interesse a tardare il verdetto del popolo,
per guadagnare tempo a spese del Paese. Ed inoltre Forza
Italia ha il sole in tasca, come ricorda spesso Berlusconi.
La sua crescente popolarità, i consensi che derivano
a Forza Italia, il fossato che ormai separa la Casa delle
Libertà dalla maggioranza di governo, la caduta
ai minimi storici della fiducia nei confronti del governo
Prodi, testimoniano di una crisi irreversibile dellesperienza
di governo della sinistra, a poco più di un anno
dalle elezioni.
Una
crisi insanabile e definitiva, derivante da contrasti
inconciliabili fra forze politiche che hanno programmi
e progetti politici radicalmente diversi. La crisi del
governo e la rinnovata fiducia attribuita al leader dellopposizione,
tuttavia, non derivano solo dagli evidenti e innegabili
demeriti dellattuale compagine governativa, ma anche
dalla luce nuova una luce di maggiore verità
- con la quale viene valutata ora la passata esperienza
positiva del governo Berlusconi.
Lirresponsabile
opposizione condotta dalla sinistra durante la passata
legislatura e la delusione per la prova fallimentare offerta
da un anno a questa parte, spiegano il sentimento della
maggioranza dei cittadini di essere stati ingannati dalla
sinistra, sia quando era allopposizione sia ora
al governo.
E
gli inganni non hanno mai vita lunga